Recensione: I fratelli Kristmas di Giacomo Papi - Ed. Einaudi
I FRATELLI KRISTMAS
Un racconto di Natale
Di Giacomo Papi
Ed. Einaudi
A cura di Giulia
De Nuccio
Le
vacanze natalizie sono solo un lontano ricordo, qualcuno direbbe “meno male” mentre qualcun altro vorrebbe
tornare indietro nel tempo.
Io,
poco prima delle vacanze in una libreria, mi sono imbattuta in un libro che ha
attirato subito la mia attenzione “I
fratelli Kristmas” di Giacomo Papi.
A
prima vista mi hanno colpito due cose: la copertina, disegnata da un professionista
di nome “Gipi” (per chi non lo conoscesse, beh internet vi darà la
soluzione!), e la sinossi.
Per
me sono due cose molto importanti per non dire fondamentali, non per un motivo
estetico, ma perché entrambi gli elementi devono in qualche modo riassumere l’anima
del romanzo. Gipi ci è riuscito perfettamente con la realizzazione della copertina.
Così
ho chiesto di riceverlo in regalo e la notizia deve essere arrivata a Babbo
Natale, l’ho ritrovato sotto l’albero.
Trama:
E’
la notte del 24 dicembre, ma il vecchio Niklas Kristmas si è beccato un’influenza
epocale. Riceve l’ordine di non alzarsi dal letto, deve curarsi. Se dovesse
uscire ed esporsi alle temperature polari del suo regno, il Natale si
estinguerebbe.
Così
l’incarico viene dato a due strambi individui Luciano Kristmas, fratello di
Niklas e “uguagliatore” (cosa
significherà mai?) e un famoso nano “picchiatore”
(chissà che male!) Efisio. Mentre il nano responsabile del tempo lo rallenta, i
due partono per eseguire il loro compito.
Il
viaggio non sarà privo di imprevisti, il malvagio Panicus Flynch tenterà in
ogni modo di impadronirsi del Natale anche sguinzagliando creature malvagie.
Tuttavia,
ad aiutare i due ci saranno due bambini “reali”, Maddalena e Pietro, di nove e
dodici anni; il loro coraggio aiuterà Luciano ed Efisio.
Ce
la faranno a salvare il Natale? I bambini del mondo riceveranno i regali in
tempo?
Mi
sento di definire questo romanzo con due termini particolari ovvero fantasioso
e variopinto.
E’
una storia circolare, così come inizia finisce e tutto torna.
Il
mondo fantasioso si intreccia con il mondo reale, creature realizzate dalle
matite di famosi scrittori vivono, in carne ed ossa, ed interagiscono con i “veri”
bambini.
C’è
un filo sottile che lega fantasia e realtà; in questo l’autore è davvero abile,
riesce a spiegarlo e realizzarlo in modo molto efficace. La scrittura è semplice e diretta, coerente
con l’atmosfera “fiabesca”.
Ci
sono forse troppi personaggi dai nomi impronunciabili e assurdi che mettono un
pochino in difficoltà il lettore, poiché difficili da ricordare tutti. Alcuni soggetti
secondari saranno invece determinanti
per lo svolgimento della storia.
Per
esempio uno di questi si chiama Astrid, è una bambina nana (la più piccola del
mondo!).
Viene
nominata più o meno all'inizio del romanzo e poi durante la storia il suo ruolo
non viene più preso in considerazione. Tuttavia alla fine svolge un ruolo
fondamentale e decisivo per la riuscita dell’impresa.
Verso
la metà del libro, ho avuto l’impressione che lo scrittore avesse “perso un pochino la bussola”, come se si
fosse in qualche modo fatto trasportare brevemente dalla scrittura perdendo di
vista il filo conduttore della storia.
Inoltre
alcuni dialoghi attribuiti ad uno dei protagonisti, per la precisione Maddalena,
sono un po’ troppo “articolati” per essere stati detti da una bambina di nove
anni. Per tutto il romanzo Maddalena è una normale bambina con tutte le domande
curiose ed ingenue che la caratterizzano. Verso la fine invece fa una
constatazione filosofica come se fosse uno dei “Peanuts” (Non sapete chi sono? Anche in questo caso vi lascio la
curiosità di scoprirlo!) questo aspetto è contraddittorio. Tuttavia, l’autore
può aver voluto sottolineare in modo evidente l’evoluzione del personaggio.
Altri
soggetti invece sono geniali e ben realizzati, degni di una fantasia molto
fervida.
In
seguito l’autore riprende in mano lo svolgimento del romanzo e comincia l’azione,
la storia subisce una scossa e finalmente si arriva ad una conclusione.
Ciò
che colpisce di più, secondo la mia opinione, è come attraverso una storia
classica, l’autore riesca a toccare numerosi argomenti come l’uguaglianza, la
giustizia e la possibilità di dare ai bambini una vita più serena anche
attraverso un piccolo gesto, un piccolo regalo.
Che
dire? Leggete questa favola, vi darà parecchi spunti, artistici e di
riflessione.
Un
saluto fantasioso a tutti!
La
vostra Blogger,
Giulia
Ps: un piccolo consiglio di lettura, non
sottovalutate le note a piè pagina, sono esilaranti e a volte vi conducono a capire la storia come una strada maestra.



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