Non è un paese per giovani... di Giulia De Nuccio
NON
E’ UN PAESE PER GIOVANI
di Giulia De
Nuccio
E’
una sera di settembre un po’ anomala perché le temperature sono ancora estive.
Non ho sonno, come spesso mi accade, così decido di guardare un film ovviamente
con attori italiani (amo il cinema italiano, quello vero però!).
Il
film in questione è: “Non è un paese per
giovani”…
Il
paese a cui si riferisce il lungometraggio è l’Italia, un luogo dove le
opportunità stanno finendo per persone normali che vogliono condurre una vita altrettanto
normale.
Nel
film due ragazzi decidono tentare la fortuna partendo alla volta di Cuba ma nulla
andrà come sperano, anzi il destino li mette di fronte ad una realtà ben
diversa da quella descritta in molti casi da chi emigra in luoghi cosiddetti esotici.
Mi
è capitato spesso di leggere articoli in cui laureati, diplomati, piccoli geni
della scienza o della letteratura si trasferiscono in luoghi che sembrano la
terra promessa e millantano di fare ciò che amano di più con stipendi incredibilmente
pazzeschi. Purtroppo però tutto questo
non è sempre vero poiché ciò che internet ci mostra è spesso edulcorato e
falsato. Infatti molti tornano nel loro paese di origine, perciò mi chiedo se
la situazione è così idilliaca perché lasciarla per tornare in un paese che non
funziona da molto tempo?
La
vita non è mai semplice ovunque si abiti per di più se si è stranieri nonostante
il luogo che ci accoglie ci doni delle opportunità, saremo sempre e comunque
dei semplici sfigati italiani.
Per
di più la nostra nomea non è di certo rosea o perfetta, anzi…
Forse
ciò che spinge le persone a cambiare luogo si riversa proprio nella rabbia e nell’insoddisfazione
generale, tuttavia siamo davvero certi che ci sia differenza tra fare il
cameriere all’estero e farlo in Italia? Siamo davvero sicuri che qualsiasi
luogo si scelga sia meglio dell’Italia?
La
mia personale risposta a queste domande è differente, ovvero per quanto mi
riguarda non c’è alcuna differenza tra fare il pizzaiolo nel mondo o in Italia
ma sono convinta che all’estero ci siano molte più opportunità non per quantità
bensì per qualità, mi spiego meglio…
In
molti paesi europei e non la vita può essere più agevole, non perché più
facile, ma perché con l’impegno e la determinazione spesso si ottiene ciò che
si merita. Non sarà mai semplice e non saremo mai cittadini di quel luogo, però
quel posto può darci l’opportunità di arrivare ai nostri obiettivi probabilmente
senza ostacoli burocratici o inutili postille fastidiose . Quindi se proprio bisogna emigrare è opportuno
a mio parere scegliere il settore adatto
a noi e quindi anche il paese dove si può svolgere quell’attività.
L’Italia, senza essere qualunquisti o
populisti, è diventato il paese
degli ostacoli e dei cavilli
burocratici senza dare la reale opportunità a chi davvero vuole realizzare
qualcosa di concreto.
Il
mio non è un discorso di appartenenza o di patriottismo ma semplicemente un
pensiero su ciò che vedo e sento vivendo in Italia. Io ed il mio compagno
abbiamo pensato spesso di emigrare, ma qualsiasi luogo si scelga prevede soprattutto
un investimento economico iniziale non
indifferente che non possiamo
permetterci. Anche questo è un aspetto da non sottovalutare, non si può più
partire con la valigia di cartone, quindi anche il fenomeno dell’emigrazione
è diventato realizzabile per pochi
ovvero per chi avrebbe già il denaro per potersi mantenere tranquillamente
anche nel suo paese di origine.
Non
credo che riuscirò mai a dare una risposta precisa a questa domanda, forse non
esiste nemmeno in questo momento.
Che
dire ancora?
Posso
solo “sperare” che qualcosa cambi e che le opportunità cercate arrivino.
Un
abbraccio a tutti!
Giulia

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