La Tolleranza secondo me... di Giulia De Nuccio



Oggi riflettevo su una parola che fatico ad apprezzare: “Tolleranza”
Chi stabilisce cosa bisogna tollerare e cosa no e in base a quale criterio?
Non ho tutte le risposte ma penso che nella vita non bisogna tollerare qualcosa o qualcuno, ma rispettare.

Ho pensato alla situazione sociale moderna, ai migranti, a chi viene considerato diverso per un motivo fisico o caratteriale… Insomma ho pensato all’umanità e a come si comporta quando mette in campo la cosiddetta tolleranza.
Cosa dobbiamo tollerare? Lo straniero? Il disabile? Oppure solo chi non corrisponde a determinati canoni? E questi canoni da chi o cosa sono stabiliti?
Per quanto mi riguarda tollerare è sinonimo di sopportare ed in genere tutto questo dovrebbe essere legato a questioni personali e private ma non sociali o pubbliche. Qualsiasi società è composta da persone con i propri pensieri, usi, costumi e sistemi di vita ma ciò che manca pressoché a tutte è il rispetto per ciò che non vi appartiene fisicamente e moralmente.
Non tutte le civiltà sono “fatte” per coesistere perché spesso le diversità non sono colmabili e quindi non tollerate. Invece in un mondo (purtroppo utopico) dove tutti si rispettano e non si “pestano i piedi” la parola “tolleranza” ovviamente non esisterebbe.

Tutti ci siamo sentiti o siamo stati migranti, stranieri, diversi, introversi, asociali o incompresi nell’arco della nostra esistenza ma forse lo abbiamo dimenticato e quindi non riusciamo più a rispettarlo nei confronti dell’ “altro”.

Per concludere, alla parola “Tolleranza” preferisco onestamente la parola “Rispetto” .

Che dire ancora?

Un saluto “rispettoso” dalla vostra blogger

Giulia

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