La forma dei sentimenti - A sign of affection

Quando scrivo non sempre riesco ad esprimere come vorrei le emozioni che sento. E' come se i miei sentimenti fossero bloccati nella penna e sembra che l'inchiostro proprio non ne voglia sapere farli uscire. Ad essere sincera molti anni fa era diverso. Se dovevo scrivere qualcosa di intenso non era difficile. Chiudevo gli occhi, mi concentravo su quel sentimento e le parole uscivano in modo naturale. Con gli anni mi sono un po' indurita, mi sono chiusa parecchio. La vita a volte ci impone qualcosa che non ci appartiene ma che utilizziamo per proteggerci. Non ho mai perso, però, la voglia di mettere nero su bianco ciò che provo. Tuttavia ciò che mi ha aiutato tanto è proprio la lettura ed il cinema. I libri comportano un viaggio davvero inestimabile e pieno di eventi da vivere. Spesso scelgo testi romantici, con una scrittura aulica ed evocativa. Invidio un po' chi riesce bene in questo tipo di storie, credo sia un talento davvero bello. Ci sono momenti in cui mi piace lasciarmi trasportare da sentimenti delicati e gentili. 

A volte, per riacquistare quella bellissima abitudine che avevo in passato, mi immergo anche in film  romantici. Ultimamente mi dedico anche ad un certo tipo di animazione giapponese. Ho appena visto una serie che si chiama A Sign of Affection. E' la storia di una ragazza sorda che comunica con la lingua dei segni e si innamora di un ragazzo molto bello e gentile. Yuki, la protagonista, non può sentire i suoni ma li può vedere. Attraverso i gesti delle mani può capire persino l'intonazione della voce silenziosa di chi le sta parlando, ne comprende le intenzioni. Quando osserva il ragazzo che ama parlare con lei attraverso la lingua dei segni ne percepisce l'incertezza ma anche la gentilezza e la calma. E' una ragazza solare, attenta agli altri e di una rara genuinità. Itsuomi il ragazzo dai capelli d'argento del quale si innamora Yuki, è una persona curiosa che ama parlare più lingue perché non vuole rimanere isolato. Da piccolo si è trovato a vivere in un paese straniero, per questo non riusciva a dialogare con gli abitanti locali. Lo faceva sentire triste e solo. Questo sentimento gli fa prendere una decisione importante: da grande avrebbe studiato più idiomi possibili. Viaggia per il mondo ma non si limita ad imparare, vuole anche trasmettere il suo “sapere” agli altri. Così va nelle scuole di paesi esteri ed insegna loro ciò che conosce.

In questa serie i protagonisti non vivono drammi esistenziali gravi, semplicemente vogliono amare ed essere amati. Piano piano cercano di scoprire cos'è l'amore. Tutto sommato una storia piuttosto semplice ma estremamente profonda.

Le serie animate romantiche giapponesi, classificate come Shojo, non sempre però sono così ben delineate. Spesso rispecchiano la natura estremamente timida e riservata del popolo nipponico, fatta di detto e non detto, fraintendimenti e insicurezze, creando così trame monotone e poco interessanti. Immaginate di vedere una serie intera in cui il protagonista deve rivelare i suoi sentimenti alla ragazza che ama ma si fa battere da mille dubbi e paure. Così alla fine rinuncia alla sua impresa perdendo l'occasione di vivere qualcosa di bello... Noioso e non istruttivo, direi. E di questo tipo ce ne sono veramente molte, purtroppo. E' probabile che i giapponesi abbiano problemi nel prendere decisioni definitive e a capire cosa provano nell'affrontarle. Ma questo è un altro tipo di tematica. Invece A sign of Affection affronta l'amore sincero e spontaneo, manifestato con gentilezza e rispetto. Yuki e Itsuomi sono due persone diverse ma uguali allo stesso tempo. Hanno la medesima gentilezza d'animo. Yuki è più riservata. Itsuomi invece ha modi più diretti e schietti, sembra più un ragazzo occidentale anziché orientale.

C'è però una frase che mi ha colpito molto. Viene pronunciata all'inizio della prima puntata della serie, proprio dalla protagonista. Trovo che sia molto bella e suggestiva.

Chissà se l'amore scende silenzioso come questa neve, da un cielo denso di nubi cambiando i colori del mondo?”

Yuki ancora non sa cos'è l'amore e non sa che lo incontrerà presto, perciò si interroga su come possa essere. Questa visione dell'amore è fiabesca ma un pochino triste allo stesso tempo. Perché è come se nascesse da qualcosa di nebuloso per poi trasformarsi in qualcosa di più allegro. In questo caso la ragazza non ha mai provato il vero amore e forse il cielo pieno di nubi rappresenta in qualche modo la sua incertezza, così si interroga su come possa essere realmente.

Per me ogni sentimento ha un colore e una consistenza diversi. Può essere soffice o ruvido oppure di un colore chiaro o scuro. Ad esempio l'amore nel mio “sentire” è di un giallo sgargiante, pieno di luce e nitidezza. Se dovessi paragonarla ad un materiale, sarebbe qualcosa di duttile che si adatta a seconda di chi lo prova. L'amicizia invece per me è trasparente, non ha filtri particolari. La si può anche colorare come si desidera. E' più rigida rispetto all'amore ma non così tanto da non farsi modellare da chi la vive.

Ognuno ha una propria visione mentale dei sentimenti. A me piace poterli immaginare come fossero qualcosa di tangibile e reale. Ho sempre avuto un animo romantico e non credo che questo sia cambiato. Forse con questo articolo sono riuscita in qualche modo a rendere nero su bianco alcuni dei sentimenti che io reputo più importanti. Non è stato facile, ma è stato bello provarci e riuscirci!

Che dire ancora?

Un saluto “sentimentoso” a tutti!

La vostra Blogger,

Giulia

Ps: Vi lascio anche il video della canzone in lingua originale. 




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