Miss Bee e il giardino avvelenato...
Miss Bee e il giardino avvelenato è un libro che parte un po' in sordina. Per una sessantina di pagine abbondanti la storia è abbastana lenta. Vengono presentati nuovi personaggi che serviranno per lo sviluppo della storia ed altri invece, già conosciuti nei precedenti racconti, saranno messi da parte momentaneamente. Per fare un esempio, l'amato Julian Lennox, nobile seduttore innamorato della protagonista, non compare quasi mai se non oltre la metà del racconto. Tuttavia in questo caso è stata sicuramente una buona scelta, ai fini narrativi la sua costante presenza non sarebbe stata fondamentale. So che molte di voi ne saranno dispiaciute ma credo che per far progredire una storia e i relativi personaggi alcuni di loro debbano essere “sacrificati” oppure accantonati anche solo per un po'. In ogni caso, sono sicura che le famose indecenti e improbabili vestaglie di Julian Lennox torneranno presto! Questa nuova storia di Alessia si snoda principalmente intorno a Beatrice Bernabò e Archer Blackburn. Come tutti sanno, i due si sono sposati per poter garantire alla ragazza la permanenza in Inghilterra. Il romanzo è ambientato sempre nel primo ventennio del novecento, un momento storico piuttosto complicato. L'ambientanzione però fa solamente da contorno alla storia, tipico nei libri di Alessia. Si tratta di un modo per inquadrare le vicende dei personaggi, non è mai un aspetto preponderante.
Come vi anticipavo è un racconto che parte piano, come se questa volta l'autrice volesse accompagnare il lettore in modo più cauto. Ad un certo punto del romanzo arriva un piccolo guizzo, anche se in modo leggermente anomalo. Un personaggio muore e l'autrice lo comunica attraverso un dialogo tra la protagonista e sua sorella. Devo ammettere che sono rimasta un po' sorpresa da questa scelta, perchè la scena non era stata precedentemente preparata. Il lettore non si aspetta la morte di quel personaggio in quel particolare momento della storia. Da qui la narrazione prende una piega di stampo investigativo e ci riserverà non poche sorprese!
Anche in questo capitolo della serie letteraria c'è un connubio abbastanza equilibrato tra l'aspetto romantico e quello giallistico, marchio di fabbrica di Alessia. Ciò che però valorizza di più il romanzo è l'evoluzione dei personaggi. Credo che in una serie così lunga sia importantissimo far crescere i protagonisti, non solo per poter creare nuovi intrecci narrativi ma anche per poter rendere la lettura più interessante. Provate ad immaginare una persona statica e che non cambia mai, rimane eternamente immatura e compie le stesse azioni per sempre. Il tutto diventa non solo ripetitivo ma anche noioso. Quando si utlizzano continuamente gli stessi personaggi ciò che li rende più “accattivanti” è il cambiamento nel loro essere. In questo caso quello più intricante è proprio Beatrice. La protagonista infatti è maturata parecchio. Le sue doti investigative sono migliorate notevolmente, oserei dire quasi alla pari di quelle di Archer ovvero l'ispettore capo di Scotland Yard. Oltre a questo Beatrice impara anche qualcosa di più personale ed importante. Comprende che l'amore è qualcosa che nasce in maniera profonda. Archer le insegna il rispetto, la pazienza e soprattutto in qualche modo la sprona a guardarsi dentro. Insomma finalmente la nostra amata Miss Bee diventa una donna più saggia.
A mio parere è una scelta azzeccata. Se non fosse stato così la nostra protagonista sarebbe finita nel classico clichè delle “eterne indecise” e avrebbe perso spessore. Invece come ogni personaggio ben costruito merita una propria evoluzione. Ad ogni modo chi ha letto tutto il libro intuirà che si aprirà un altro capitolo e quindi, probabilmente, ci potrà essere un seguito. Chissà cosa succederà ancora! Se devo essere sincera, per quanto mi sia affezionata a questa storia sarebbe bello capire se la narrazione di Miss Bee troverà un degno e definitivo finale. E, nel caso, sarei molto curiosa di sapere quale sarà!
Voi cosa ne pensate? Preferite che una storia non finisca mai o che abbia una fine magari breve ma memorabile?
Che dire ancora?
Un saluto “gazzoliano” a tutti!
La vostra Blogger,
Giulia

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