STORIE DI VITA QUOTIDIANA: Diversità, Abilità e "Piero e il brucofarfalla"
STORIE
DI VITA QUOTIDIANA: DIVERSITA’ E ABILITA’
“Piero
e il brucofarfalla” illustrazioni Simona Binni
Questa volta non si tratta di un viaggio o del mio
peregrinare insieme ai disognatori, bensì di una rete più ampia; qualcosa che,
non so se purtroppo o per per fortuna, mi ha trascinato nuovamente in un mondo diverso
fatto di abilità e diversità.
Quando avevo solo quattordici anni mi sono scontrata
con questo mondo, non per volontà, ma per necessità. Ero una ragazzina indifesa
e mi sono trovata inghiottita in una voragine fatta di pregiudizi e fobie. Io
stessa avevo paura, intorno a me si era creato un vuoto troppo grande per
poterlo colmare, ero sola, vivevo in solitudine, ma non di quella sana e
pacifica, di quella imposta ad una bambina di quattordici anni che invece vuole
fare le cose normali di quella età. Le persone mi evitavano ma non ero io “la diversa”,
io ero solo la sorella, quella che viveva nella stessa casa con “il disabile”. Tuttavia
nella mia vita ho imparato che avere un handicap non è un insulto, ma una
condizione non scelta e soprattutto non voluta.
Quante volte io stessa sono stata trattata come “la
diversa” – spesso equivaleva a dire “sei mia amica e con te non ci proverei
mai!” - eppure non avevo nessun handicap, ma era una cosa che mi faceva
soffrire molto ugualmente... Quante volte ho raccontato a quelle che pensavo
fossero mie amiche: “sai, mio fratello ha la “sindrome da X fragile” ma non ho
mai conosciuto nessuno più intelligente di lui!” Meglio che non descriva la
faccia dei miei interlocutori quando a circa sedici anni ho spiegato davanti a
tutta la mia classe delle superiori (costretta dall'insegnante di religione) in
cosa consisteva la sindrome...
Poi in questi giorni ho chiacchierato con Simona Binni, una disegnatrice che non
credo dimenticherò facilmente. Mi ha riportato in questo mondo di diversità, ma
in modo così romantico, da farmi pensare a ciò che ho vissuto come qualcosa da
ricordare solo per imparare a capire che la diversità è qualcosa di molto più
complesso e spesso colorato di un grigio mondo stereotipato, come molti pensano.
Simona
ha illustrato un libro, anzi un progetto che si chiama “Piero e il brucofarfalla”. E’ una storia illustrata per piccoli
esploratori del mondo, semplice, con poche scritte e tante illustrazioni
morbide e romantiche. Ha saputo cogliere la delicatezza di questo argomento e
disegnarlo con naturalezza e tanta sensibilità. Il brucofarfalla è un essere
strano, tenero, goffo e leggiadro allo stesso tempo.
Esce dal bozzolo, ma non
smette di essere bruco, tuttavia impara ad essere una bellissima farfalla. E’ un libro che parla di disabilità, di un
ragazzino che nonostante le difficoltà
motorie non viene escluso e non si esclude a sua volta, si impegna, osserva e
impara a volare da solo.
Questa è solo una favola, ma tutti vorremmo che
fosse la realtà. Tante persone lavorano perché sia davvero così. Questa storia
mi tocca tanto, forse perché l’ho vissuta sulla mia pelle, non solo perché
sorella di un ragazzo disabile, ma anche perché sono stata anche io nel mio
piccolo un bruco incompreso, che poi ha potuto e voluto diventare una farfalla
che si è colorata con il tempo.
Devo ringraziare anche Federico Valerio di 11Radio
che mi ha spiegato con pazienza in cosa consiste “Brucofarfalla”.
Un grazie speciale a Simona Binni, senza di lei non sarei venuta a conoscenza di questo
progetto davvero bello.
Come vi
accennavo prima, non è solo un libro, ma un progetto vero e proprio che sta
nascendo piano piano, trenta ragazzi con diverse disabilità e tanta voglia di
“uscire dal bozzolo” collaborano tutti insieme, una piccola e speciale
redazione nella nostra capitale. Vi lascio tutti i riferimenti, andate a vedere
di cosa si tratta.. Non ve ne pentirete! Il libro illustrato di cui vi ho parlato è stato
scritto proprio da loro, da questi ragazzi speciali.
Vi segnalo il sito della casa editrice
Brucofarfalla: www.ilbrucofarfalla.com
dove potrete trovare tutte le informazioni necessarie su questo progetto.
Visitate anche www.undiciradio.it
o contattate su Facebook Federico
Valerio.
Grazie per la pazienza e per aver condiviso con me
una storia di vita quotidiana molto personale!
Ancora un grazie particolare a Simona e Federico,
non dimenticherò questa recensione e il vostro lavoro.
Un saluto “diverso” a tutti.
La vostra blogger,
Giulia



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