STORIE DI VITA QUOTIDIANA: LIBRO, SILENZIO, SOLITUDINE
STORIE DI VITA QUOTIDIANA: LIBRO, SILENZIO,
SOLITUDINE
Ci
sono momenti della giornata in cui si ha davvero voglia di tre elementi
piccoli, ma preziosi:
un libro
del sano
silenzio
un goccio
di solitudine
Quando si vive in ambienti affollati e rumorosi, non si vede l’ora di rifugiarsi in questi tre piccoli e preziosi spazi, dove esiste solo ciò che la nostra mente legge e tanto tanto benessere.
Il
problema sussiste quando la quotidianità è fatta di innumerevoli e inesorabili
silenzi, solitudine e tutti i libri leggibili ormai letti in tre giorni, ma in
questo caso sta a noi creare un pochino di caos e magari qualcuno con cui
parlare, come un amico sincero.
Mi
ricordo tanti anni fa ormai, lavoravo in una web agency, quell'anno l’azienda
aveva cambiato sede ed io avrei cambiato “ufficio”. Facevo la receptionist, e ricordo di aver
sistemato le ultime cose con il mio capo di allora. Quando mi sono guardata
intorno, ho capito qualcosa di molto importante, ma che in quel momento mi ha
turbato. Mi sono accorta che sarei stata totalmente da sola, con annesso un bagno
privato però, ad uso quasi esclusivo.
Ricordo
anche di aver fatto un’affermazione/domanda molto semplice e mi sono sentita
una piccola creatura indifesa: “ma così sarò da sola, lontano dal resto dei
miei colleghi!”
Era
come quando avevo quattro anni e i miei genitori, causa visita topolini di
campagna (nota fobia di mia madre), hanno deciso di cambiare casa. Ricordo di
aver detto proprio a mia mamma: “ma non torniamo più nell'altra casa?”.
Insomma
mi sono sentita sola, relegata in un angolo, un trauma visto che ero stata abituata
al chiasso e alla compagnia di colleghi con i quali si poteva parlare ogni
tanto.
Poi
però ho capito il vantaggio di avere uno "ufficio" in solitario, dove la gente era
solo di passaggio e nessuno mi avrebbe mai disturbato nel mio lavoro. Ho
cominciato a notare un via vai di gente, persone che venivano a confidarsi o a fare
lunghe telefonate nel mio spazio. Nonostante non avessi davvero un luogo solo
mio, ho capito che quel posto fatto principalmente di solitudine e silenzio era
ambito da molti e per questo spesso veniva profanato.
Così
quando tornavo a casa mi ritrovavo con un libro, silenzio e solitudine, tre
compagni di viaggio molto rispettosi e desidorosi della mia compagnia.
Che
dire ancora?
Un
saluto “discreto” a tutti,
La
vostra blogger,
Giulia

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