LA PAURA FA NOVANTA: “SENZA PIU’ PAURA” DI ROBERTO FANCELLU
LA
PAURA FA NOVANTA: “SENZA PIU’ PAURA”
DI ROBERTO
FANCELLU
A cura di Giulia
De Nuccio
Quando
penso alla paura, mi si stringe un nodo attorcigliatissimo che a volte non
riesco a sbrogliare. La vita ci pone davanti a molti momenti difficili durante
i quali non sappiamo come comportarci e che non vorremmo mai affrontare.
Ci sono situazioni in cui io
personalmente ho paura più di altre, paura di non farcela, di non essere
all’altezza o di fare una confusione tale da non capirci più niente. Chi di noi
non ha mai avuto questo tipo di sensazione?
Credo che ogni singolo individuo nella
propria vita si sia sentito spaventato, abbia provato qualcosa dentro che gli
stritolava le viscere e gli faceva venire voglia di scappare e andare via senza
voltarsi indietro. Le paure non finiscono, ci accompagnano per tutta la vita e
ogni volta che ne affrontiamo una, un’altra si affaccia e non ci dà tregua.
Qualche tempo fa, uno scrittore emergente mi ha chiesto di
recensire il suo libro, un thriller davvero introspettivo ed emotivo, “Senza
più paura”. L’autore Roberto Fancellu ha dovuto aspettare un po’ più del
previsto e di questo mi scuso davvero tanto, però spero di non deludere le sue
aspettative.
Quando ho iniziato a leggere questo
libro mi ha colpito moltissimo la proprietà di linguaggio di Roberto, un’alta
conoscenza delle metafore e di citazioni. Una in particolare mi ha colpita ovvero
quella su “Scilla e Cariddi”, chi è
siciliano può capire molto bene.
Il romanzo è un turbinio di introspezioni del
protagonista, Massimo, un uomo impaurito dalla vita stessa, devastato
dall’alcool spesso suo unico rifugio e certezza. E’ un uomo introspettivo,
pieno di domande nei confronti di un’esistenza che con lui non è stata
generosa, gli ha portato via troppo e forse Massimo vuole solo un po’ di
riscatto.
Roberto ha scritto e delineato un
racconto amaro, dove a volte i protagonisti preferiscono la morte alla vita, ma
beffardamente sopravvivono al loro stesso desiderio di annientamento.
Stilisticamente è un romanzo
promettente, non sempre i salti temporali sono stati ben costruiti e preparati
e a volte c’è un’eccesso di introspezione e riflessione da parte del
protagonista, tuttavia tutto questo non intacca l’integrità stessa della
narrazione.
Il finale risulta leggermente lungo, un pochino troppo tragico e in
alcuni punti ridondante proprio perché probabilmente l’autore si è lasciato
trasportare dal sicuro e inebriante viaggio della scrittura.
Grazie Roberto per avermi chiesto di
recensire il tuo libro, grazie per la fiducia e per aver scelto me come blogger
tra tanti in rete.
Vi lascio un piccolo regalo,
un’intervista che Roberto mi ha gentilmente concesso.
Domanda
nr. 1:
Quando hai deciso che scrivere fosse una delle strade percorribili per te?
Quando hai deciso che scrivere fosse una delle strade percorribili per te?
Anzitutto ti ringrazio per lo spazio che mi
hai dedicato. Per rispondere alla tua domanda, devo dire che scrivere un libro
non è stata esattamente una decisione cosciente. Ho sempre avuto a che fare col
mondo della scrittura, in qualche modo: fin da bambino mi sono cimentato con
l'invenzione di fiabe e poesie, poi, da ragazzo, ho cominciato a scrivere testi
rap, e da qualche anno ho deciso di dedicarmi alla scrittura di romanzi.
Diciamo che è venuto tutto in maniera molto naturale.
Domanda nr. 2:
Il protagonista del tuo romanzo "Senza più paura" è una persona tormentata, tuttavia si concede spesso a pensieri introspettivi. Quanto c'è di te in questo personaggio?
Di me c'è molto in Massimo, sopratutto per
quanto riguarda il modo con cui guarda la vita e il sarcasmo con la quale
l'affronta.
Domanda nr. 3:
Nel tuo romanzo parli di paura nell'affrontare un trauma e delle difficoltà della vita in generale, ma in sincerità qual è la tua paura più grande?
La mia paura più grande, che in fondo credo
sia anche quella di Massimo, è di restare solo. Non la solitudine, che a volte
serve per mettere le cose in prospettiva, ma non avere qualcuno a cui importi
di me.
Domanda nr. 4:
Cosa ti piace leggere abitualmente?
Leggo di tutto tranne i cosiddetti romance,
e le loro varie declinazioni. Comunque, in generale se un romanzo è bello mi
piace a prescindere dal genere.
Domanda nr. 5:
Stai lavorando a qualcosa di nuovo? Sarà sempre un thriller o vorrai cimentarti in qualcosa di diverso?
Idee ne ho molte, ma nessuna ben definita.
Credo che il prossimo romanzo sarà un thriller, ma in futuro non escludo di
esplorare altri generi.
Un saluto “senza paura” a tutti.
La vostra blogger,
Giulia

Commenti
Posta un commento