Recensione "La Notte dei desideri" di Federico Toninelli edito da "Nativi Digitali Edizioni"
Recensione
“La notte dei desideri” di Federico Toninelli
Edito
da “Nativi Digitali Edizioni”
A
cura di Giulia De Nuccio
Quante notti sotto un cielo stellato siamo stati con
il naso all'insù nella speranza di vedere una piccola scia di una stella
cadente e abbiamo espresso un desiderio nella speranza di vedere il mondo meno
nero?
Se ci fosse un contenitore per i desideri di tutti
sarebbe forse l’apocalisse, un mondo fatto di libero arbitrio puro senza alcuna
regola sociale, ma forse risulterebbe anche senza gabbie e vicoli dentro i
quali spesso le nostre vite si infilano.
Tuttavia se per una sola notte, per un unico momento
il nostro desiderio più grande venisse esaudito? Se acquisissimo il potere più ambito da noi
per poter vivere la nostra vita ideale cosa succederebbe?
E’ il quesito che si pone l’autore Federico Toninelli, fautore del libro “La notte dei desideri” . Quattro
ragazzi, Alex, Rebecca, Conte e Dante si trovano travolti da questa notte, in
cui la loro terra sembra catapultata in un mondo nuovo. Alex di professione fa
il pompiere, dopo esser rimasto paralizzato a causa di un incidente sul lavoro
riacquista l’uso delle gambe; Dante ha un potere molto pericoloso; Conte
diventa talmente empatico con le persone che non solo riesce a carpirne i
“poteri” acquisiti ma anche a farli suoi, sarà proprio così che trasferirà a
Rebecca un dono speciale; la ragazza ha un unico grande desiderio ovvero riabbracciare
Tom, pompiere anche lui e morto proprio durante un servizio svolto insieme ad
Alex.
Insomma in questo libro non manca la fantasia e la
narrazione a strati. I personaggi vengono presentati come fili della trama di
un tessuto, intrecciati all'interno del romanzo. Questo aspetto a mio parere è
molto interessante, non ho mai amato le descrizioni dettagliate e spesso
didascaliche dei vari protagonisti, è così bello scoprirli piano piano
leggendo!
Il libro è leggero e frizzante ma allo stesso tempo
cupo e in alcuni momenti anche (detto “volgarmente”) "splatter". Non ci sono
grandissimi colpi di scena, non è un libro di pura azione, tuttavia fa
riflettere e ci fa capire che l’uomo lasciato troppo libero, senza alcuna
regola, non è sempre in grado di gestirsi; spesso prevale l’egoismo, il proprio
desiderio, senza tenere conto dell’altro. Non tutti i personaggi sono negativi,
alcuni di loro nonostante “La Notte dei desideri” li abbia aiutati non
utilizzeranno questo privilegio esclusivamente a loro favore.
Il libro
presenta anche dei piccoli punti in cui la narrazione si interrompe con
descrizioni ambientali troppo lunghe, alcuni errori sfuggiti all’editing, ma
che ad ogni modo non intaccano la discreta riuscita del racconto. Una nota un
pochino dolente a parer mio è la conclusione del libro, l’autore infatti ha
scelto un doppio finale, una soluzione che risulta rischiosa; la “seconda” fine
è stata lasciata troppo in sospeso e risulta criptica.
Ad ogni modo Federico è stato così gentile da farsi
intervistare, qui di seguito la mia intervista all’autore.
Domanda nr. 1:
Ciao Federico! Grazie per aver accettato il mio invito ad una breve intervista. Parlami un pochino di te... Cosa fai nella vita? Come sei arrivato a voler scrivere un libro?
Federico:
Grazie a te! All'epoca studiavo
Astronomia, ma sono sempre stato incostante nello studio e perdendomi spesso a
sognare ad occhi aperti ad un certo punto ho deciso di appuntarmi le idee che
mi piacevano di più... E a furia di appuntarle, venivano fuori storie più o
meno belle che mi divertivo a sviluppare. Lo facevo solo per me, nessuno le
leggeva e nemmeno immaginavo sarebbero mai interessate a qualcuno.
Quando mi venne quest'idea sulla Notte, prese corpo da sola tra trame e personaggi: alla fine era troppo grande per tenerla nella testa e costruì lo scheletro della storia come fosse una sceneggiatura, decidendo di svilupparla come libro solo dietro consiglio di un'amica
Quando mi venne quest'idea sulla Notte, prese corpo da sola tra trame e personaggi: alla fine era troppo grande per tenerla nella testa e costruì lo scheletro della storia come fosse una sceneggiatura, decidendo di svilupparla come libro solo dietro consiglio di un'amica
Domanda nr. 2:
Gli scrittori in generale sono degli ottimi osservatori e hanno il potere di far morire o vivere i personaggi a loro piacimento, soprattutto se sono ispirati a persone realmente esistite che non stanno loro propriamente simpatiche o che hanno fatto loro dei torti. E' successo anche nel tuo libro "La notte dei desideri"?
Federico:
Chiaramente
ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale. Se così non fosse, si
potrebbe pensare che i personaggi peggiori siano ispirati a persone che ho
avuto il dispiacere di incontrare.
Sarebbe
buffo, eh? Quasi realistico.
Quel che
posso dire, senza che il mio avvocato immaginario mi faccia segno di no con la
testa, è che molti commenti sull'improbabilità di comportamenti tanto
antisociali siano sempre riferiti a fatti realmente accaduti (ma puramente
casuali, ricordiamolo).
Domanda nr. 3:
La notte dei desideri, a mio parere, è anche molto metaforico, l'uomo non è in grado di gestire il libero arbitrio e poteri immensi. Come diceva una famosa frase "un grande potere comporta una grande responsabilità". Cosa ne pensi?
Federico:
Bisognerebbe
prima decidere se esista o meno, il libero arbitrio.
Ad una prima
lettura i desideri sembrano prendere il sopravvento sulla realtà dimostrando
l'incapacità umana di gestire perfino la propria volontà, ma è anche vero che
molti "poteri" sembrano nati da desideri improbabili, se non
impossibili.
Perció, c'è
davvero una responsabilità o è il nostro ego umano che ci fa credere l'ombelico
del mondo anche davanti ai fatti più assurdi?
Domanda nr. 4
Farai un seguito del libro "La notte dei desideri"? Hai altri progetti in cantiere?
Federico:
Difficilmente
la storia avrà un seguito, almeno per quanto riguarda la pubblicazione.
Purtroppo ha molti difetti dettati dalla mia inesperienza e i pochi pregi che
ci sono a livello di trama sono stati ben nascosti perchè fulcro narrativo dei
libri successivi. Non è detto che un giorno decida nuovamente di mettere tutto
nero su bianco, ma è più facile che un'altra storia mi distragga e decida di
ricominciare da zero con una nuova idea. Non mi dispiacerebbe ambientarla
nell'universo dell'inferno dantesco. Resta il fatto che continuo ad appuntarmi
idee e a scrivere, solo per me o pochi altri.
Domanda nr. 5:
Domanda nr. 5:
I desideri dei tuoi personaggi sono stati molto importanti, anche se alcuni discutibili. Quale sarebbe il tuo desiderio in una notte come quella del tuo libro?
Federico:
Essendo "desideri" inconsci,
probabilmente mi ritroverei a lavorare come sceneggiatore per un film di Wes
Anderson. E non potrei desiderare nulla di meglio.
Grazie ancora per la fiducia dei miei lettori, degli autori e di Nativi Digitali Edizioni che mi dona molte opportunità di scrittura.
Un saluto "desiderato" a tutti.
La vostra blogger,
Giulia

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