Una "Corona" virale e non solo... di Giulia De Nuccio


In questi giorni si è fatto un gran parlare, giustamente, della nuova piaga che sta affliggendo l’umanità italiana o per essere più precisi l’umanità lombarda: il Corona virus. Prima di tutto mi sono sempre domandata perché si chiamasse così, da dove deriva questa denominazione? In genere le malattie si chiamano come il loro scopritore oppure il nome contiene la caratteristica principale della malattia, come per esempio La sindrome da X fragile (colpisce il cromosoma X) o sindrome di Martin Bell... ma “Corona” da dove viene? Perché nessuno l'ha mai spiegato? Circolano varie congetture in rete, ma forse la verità non la scopriremo mai! Ad ogni modo, nomi a parte, questo nuovo virus sta creando scompiglio e non solo per questioni sanitarie.

Sta dilagando un’isteria collettiva a mio parere esagerata e senza fondamenta solide. Forse è proprio questo lo scopo: destabilizzare le abitudini e la mente delle persone... magari per distrarle da qualcos'altro!

Ho vissuto in prima persona e non, molti eventi piuttosto significativi che hanno cambiato la vita del mondo e non solo del paese in cui si sono verificati. Ricordo il crollo delle torri gemelle, la questione dei pacchi o delle lettere cosparse di antrace e per finire l’epidemia di polli con la Sars (tra l'altro un tipo di malattia trasmissibile all’uomo). In tutti questi casi c’è stato sicuramente un gran clamore e un impatto mediatico non indifferente ma mai mi sono trovata davanti a situazioni come quelle che si stanno vivendo in questo ultimo periodo. Supermercati letteralmente saccheggiati svuotando reparti interi; igienizzanti mani, salviettine e mascherine protettive venduti in rete a prezzi stratosferici. Tutto questo fa aumentare la paura nei confronti degli altri senza più alcuna distinzione, come in una vera e propria guerra si comincerà a pensare 
“mors tua vita mea”. La paura è senza alcun dubbio il peggior nemico dell’umanità.

Non sono una sociologa e nemmeno una persona che grida ai complotti ma non riesco a non pensare che tutta questa situazione appare strana e piena di dubbi, difficile da delineare in modo concreto e cristallino.

Ciò che spero è che questa bolla di cattivi presagi, presunte malattie, pestilenze e isterie generali sia passeggera e non faccia più danni di ciò che ha già provocato.
 
 Che dire ancora?
 
Un saluto “virale” a tutti!
 
La vostra blogger,
 
Giulia

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