Quando si pensa all'essere genitore...
In questi giorni riflettevo sul non essere diventata genitore.
Dovete sapere che io ho una particolare pazienza a trattare con i bambini che vanno dai zero agli 8/9 anni. Dopo questa età, purtroppo, non credo di essere in grado di potermi rapportare più con loro con la calma richiesta.
E' sicuramente un mio limite e tutte le persone con le quali ne ho parlato mi hanno dato sempre la stessa risposta: “dici così perché non sono tuoi”. Forse, ma io credo che la questione sia ben diversa.
Dopo gli otto anni scatta un meccanismo che io non riesco davvero a capire, ovvero la competizione e la strafottenza del piccolo pre-adolescente. Sembra che si accenda un fantomatico interruttore di sfida e come in un noto e famoso video gioco una voce dice: “Fight”! Parte quindi una battaglia interiore, e non, nel cercare di capire cosa sia successo nella mente di un mite bambino o bambina diventato un vulcano pieno di lava incandescente. Perciò a quell'età cominciano a cambiare idea duemila volte al giorno su qualsiasi cosa, improvvisamente lo zaino dell'anno precedente è da bambini dell'asilo, le scarpe devono essere precise identiche a quelle del compagno di banco figo e sempre alla moda ecc ecc... Insomma cominciano a trasformarsi in piccoli mostri senza una vera propria ragione specifica. Ciò che mi ha sempre colpito è che io sono in grado di rapportarmi in modo educativo con loro solo fino ad una certa età, poi comincio a volerli abbandonare. Ovviamente la mia è una provocazione ma spesso mi è capitato di trovarmi in difficoltà con ragazzi o ragazze perfettamente autonome e parlanti piuttosto che con un neonato del quale, invece, riesco a capire molto cose come per esempio la tipologia di pianto che può variare a seconda del malessere che prova. Non seguo una regola precisa, mi affido all'istinto e spesso ci azzecco!
Non so perché dopo una certa età vorrei fossero lontano. Forse il segreto sta nel fatto che in generale i genitori sono due e quindi in qualche modo si compensano a vicenda? Che dite, potrebbe essere una soluzione? Quindi a questa mia “pecca” avrebbe poi sopperito Davide, chissà!
Tuttavia, non è così male non essere genitore, ma chissà cosa sarebbe successo se lo fossi stata?
Non lo scopriremo mai, ma sono aperte le scommesse!
Che dire?
Un saluto “genitoso” a tutti!
La vostra Blogger,
Giulia

haha ciao, Giulia, molto buono l'argomento!!!
RispondiEliminaMi riconosco nelle tue parole, però, invece tu, io penso che non sono brava nemmeno con i piccoli. Non ho mai nemmeno cambiato il pannolino di un bambino, non ho istinto materno, e sopporto solo i miei nipoti e basta! Non perché i bambini mi danno fastidio, non è questo, è che davvero il problema è in me, non ho iniziativa quando si tratta di prendersi cura di un bambino.
In questi giorni pensavo sul questo argomento, e mi veniva in mente che ci sono persone che, in una festa a casa degli amici, sono sempre tra i bambini, specialmente tra i piccoli. Io, sicuramente, sarò tra i cani! hehe sono più prevedibili e ho più polso con i cani! È che quando si tratta di bambini, loro fanno quello che vogliono con me. Pazienza ce l'ho, però... zero autorità.
Gli adolescenti... boh!!! È un altro mondo, un'altra realtà per me. Anche io sono convinta che solo si può sopportargli i genitori (non tutti), i nonni (non tutti hehe), qualche insegnanti (forse i professori di educazione fisica), e non mi viene in mente nessun altro. Anche il linguaggio è molto proIo credo in unprio della età, e quando non li capiamo, ci prendono in giro! Insomma... di me mi prendono in giro in qualche modo rsrsrsr.
Sul essere o no genitori, penso sia davvero l'amore più grande del moldo, ma anche prendersi cura dello sviluppo di un altro essere umano è anche la più grande responsabilità del mondo. Ci sono cose buone e cose non tanto buone in questo mestiere.
Ho ascoltato una frase bellissima da un paio di giorni in un film: "i tuoi figli non hanno bisogno di nascere da te, hanno bisogno di passare attraverso di te, della tua vita". Questa, per me, è la grande verità.
Alla fine, in qualche modo, siamo tutti genitori!
Un abbraccio grande grande!!!
Ciao Telma!
EliminaIo non credo che tu non sia brava con i più piccoli, forse sei solo troppo preoccupata di poter sbagliare. Invece dovresti concederti il dono dell'errore e a volte (forse) dovresti lasciarti andare un po' di più e scoprire che il nostro lato bambino non è poi da buttare.
Anche noi uomini in fondo siamo animali, semplicemente abbiamo il dono della parola.
E poi potresti insegnare ai bambini il valore ed il rispetto nei confronti di un animale, non è facile sai? E tu secondo me saresti perfettamente in grado di aiutare i più piccoli in questa piccola avventura.
Io per esempio sono negata con gli animali, perché un po' ne ho timore, sono molto diffidente nei loro confronti. Di solito succede che devo osservare l'animale e capire se posso fidarmi o no. Nel caso il responso sia positivo ti assicuro che si prenderà un sacco di carezze da me :-)
Ognuno di noi ha le sue sensibilità :-)
Un abbraccio super!
Ciao Giulia.
RispondiEliminaQuesta volta su alcune tue riflessioni non mi trovi d'accordo. È vero che i figli fino agli 8-10 anni sono facilmente gestibili, escono con i genitori stando alle regole e agli orari dettati da loro. Poi magicamente c'è una trasformazione, chiamata forse crescita, in cui il genitore crede, e a volte è così, di perdere il controllo sui propri figli. Io sto per mettere piede in questa fase con il mio ragazzino 12 enne. Ancora non mi chiede di uscire perché forse essendo un ragazzo timido non riesce a stare al passo con i suoi coetanei esuberanti e spesso anche maleducati.
Sicuramente dovrà rompere questo guscio protettivo e non ti nascondo che spesso sono io a dirgli di uscire, però poi mi guardo intorno e spero che lui si prenda qualche altro anno prima di diventare adolescente.
Io penso, ma forse mi sbaglio, che i figli seguono gli esempi dei genitori in tutto, dal modo di porsi al modo di vestire.
Oggi agli adolescenti è permesso di fare tutto, senza costrizioni, e non gli viene insegnato a capire fin dove possono spingersi e cosa possono pretendere.
La "legge" dello scambio non esiste più; quando eravamo noi ragazzine avevamo qualcosa solo se in cambio davamo qualcosa ai nostri genitori (loro ambivano al bel voto a scuola, all'educazione) oggi invece i ragazzi sono abituati ad esigere senza dare e penso che non sia giusto.
Con questo voglio dirti che tu saresti stata una madre attenta, premurosa e avresti educato tuo figlio secondo i tuoi princìpi e il tuo modo di vedere il mondo. Forse anche questo è sbagliato perché devono essere liberi di sentirsi se stessi ma gli avresti dato le basi per poter costruire la sua vita. Avresti avuto pazienza nell'ascoltare i suoi problemi, alcune volte anche inesistenti, ti saresti arrabbiata per i suoi continui e veloci cambi di umore ma poi un suo abbraccio ti avrebbe riportato il buon umore.
"Non è male non essere genitori" hai scritto e hai ragione; non hai vincoli e non senti il peso di alcune responsabilità, puoi viverti la vita come meglio credi e mettere sempre te in cima alle tue priorità.
Però essere zia ha il suo valore inestimabile e tu credo che sei per i tuoi nipoti molto preziosa.
Un bacio grande.
Ciao Mena!
EliminaGrazie per le tue dolcissime parole!
I figli seguono in primis l'esempio dei genitori, questo è sicuramente vero. Purtroppo però (come hai giustamente argomentato tu) alcuni punti cardini dell'educazione di un figlio o figlia vengono a mancare troppo spesso. Non è giusto essere troppo rigidi e tarpare le ali a qualcuno ma nemmeno giustificare sempre ogni comportamento che sia positivo o negativo non importa.
Ovviamente io parlo per mia esperienza personale e mi sono accorta che con gli adolescenti e pre-adolescenti perdo molto più facilmente la pazienza, eppure io ne ho da vendere considerando la vita che conduco :-)
Grazie per la fiducia che hai in me, sentirmi dire che sarei stata una buona mamma mi fa sentire orgogliosa.
Con i miei nipoti è un po' più facile perché in qualche modo loro prendono il meglio. Per esempio a Massimo ho cercato insegnare ad amare la lettura e il disegno tanto che adesso non vede l'ora di imparare a leggere e scrivere e con mia grande soddisfazione realizza disegni piuttosto chiari per avere solo cinque anni. Per quanto riguarda sua sorella Amelia, sto cercando di aiutarla a condividere e ad essere meno irruenta, ma non è semplice con lei, è una bambina molto sveglia e attiva nonostante sia solo una duenne.
A Beatrice (la più grande) io e Davide abbiamo cercato di insegnare l'arte del fare e dell'ozio (che come ben sapete è il miglior modo per inventare qualcosa). E' una bambina (anzi ragazzina ormai) dalla forte e abile manualità. Le ho insegnato come fare alcune cose che realizzo con il pannolenci e lei ha imparato subito. E' anche una bravissima truccatrice e parrucchiera. Lei per esempio non ha la pazienza di leggere e stare ferma in un luogo per ore, ma si sa organizzare se deve inventare qualcosa.
Sono tutti e tre diversi ma spero che ognuno di loro si ricordi dei piccoli insegnamenti che abbiamo dato loro.
Non essere genitori è un vantaggio da una parte perché (soprattutto in questo periodo storico) concede all'adulto meno responsabilità e preoccupazioni. La mia vita è stata piena lo stesso e non ho il rimpianto di non avere avuto bambini, va bene così :-)
Per quanto riguarda il tuo bambino, (anzi ragazzo) credo che prima o poi sboccerà, ha solo bisogno dei suoi tempi e modi. Credo che la sua timidezza prima o poi sarà un po' mitigata e si compenserà con la voglia di scoprire un po' il mondo. I figli vanno spronati sicuramente (a mio parere) ma poi sono loro che devono muovere i primi passi ;-) E tu lo stai facendo, stai rispettando il loro modo di essere.
Grazie ancora per essere passata di qui e per le tue parole sempre attente.
Un abbraccio grandissimo!