I ricordi e il GiocAosta!

Quando si pensa al passato la prima parola che ci viene in mente è proprio la parola “Ricordo”. I ricordi sono piccoli frammenti che uniti tra loro compongono la nostra vita. Tutti noi siamo affezionati a qualcosa che custodiamo nel nostro posto speciale, quella parte di noi che contiene ciò che non vogliamo dimenticare. Un ricordo può essere associato ad un avvenimento, ad un sapore oppure ad un luogo. Tutto ciò viene immagazzinato dal nostro corpo, nelle nostre cellule e ritorna al momento opportuno. I ricordi ci arricchiscono e i racconti legati ad essi diventano sempre più interessanti ogni volta che li si esplicita. I miei ricordi sono tanti e per lo più sono legati ad eventi che mi hanno davvero coinvolto e sorpreso. Uno di questi riguarda proprio una passione che io e Davide coltiviamo da tempo, ovvero i giochi da tavolo. Così quest'anno abbiamo pensato di tornare al GiocAosta, un importante evento ludico che si svolge proprio nel cuore della città valdostana.

Era da tanto che non partecipavamo a questa manifestazione per questioni personali, ma quest'anno abbiamo deciso di godercela per quasi tutta la sua durata. In genere si tratta di circa quattro giorni di festa. Noi ne abbiamo vissuti tre. E' stato emozionante tornare ad un evento che ricordiamo con grande affetto, dove famiglie, amici e sconosciuti si ritrovano allo stesso tavolo davanti ad un gioco in scatola. Questa volta abbiamo trovato una fiera quasi quadruplicata, con molti più capannoni e numero di tavoli da far concorrenza alla tanto decantata Lucca Comics and Games. L'afflusso di persone è stato veramente incredibile, complice anche il periodo estivo.

Per farvi capire meglio cos'è il GiocAosta devo fare una piccola premessa e spiegarvi com'è strutturata la fiera. All'interno del capannone principale, situato nella piazza centrale della città e punto di incontro fondamentale per tutti, è presente una vasta scelta di giochi da tavolo (a centinaia, a dire il vero) che possono essere presi in prestito gratuitamente lasciando un documento di identità in custodia ai volontari presenti. Una volta utilizzato, il gioco deve essere riconsegnato alla ludoteca che a sua volta restituirà il documento. La procedura risulta semplice ed immediata. Molte delle attività che ci ricordavamo le abbiamo riviste anche quest'anno. C'erano molteplici giochi “di altri tempi” ad intrattenere soprattutto i bimbi. Giochi di legno classici “gigantizzati” per l'occasione. Laboratori di vario tipo, come una curiosa tavolata sopra la quale ci si divertiva a montare e smontare oggetti tecnologici ed elettrodomestici. Per le vie della città ogni tanto si incontravano gruppetti di giocatori intenti ad interagire con qualche tipo di caccia al tesoro. In tutto questo non abbiamo notato nulla di strano, anzi il meccanismo di funzionamento dell'intero evento era oliato alla perfezione. Si sono quindi visti tutti gli anni di esperienza dell'associazione nel gestire al meglio la manifestazione, potenziandola nel migliore dei modi.

C'è però un aspetto dell'evento che ci ha lasciati perplessi... Si è verificata una situazione particolare. Abbiamo notato che nella maggior parte dei casi le persone venivano lasciate sole ai tavoli. In questo modo perdevano parecchio tempo nella lettura e comprensione di regolamenti a volte piuttosto complicati. Erano soprattutto famiglie inesperte o giocatori occasionali. L'organizzazione però recluta preventivamente numerosi volontari che “dovrebbero” accompagnare i giocatori ai tavoli, soprattutto se principianti, spiegando loro le regole basilari e aiutandoli quanto meno durante la preparazione della partita. Insomma, oltre a prendere gratuitamente un gioco in prestito c'è anche il servizio dimostrazione tramite il quale l'addetto guida passo dopo passo i partecipanti. Questo almeno in teoria... Nelle precedenti edizioni questa particolare figura era molto ben delineata. Ricordo che erano presenti, mattina e pomeriggio, ai bordi di quasi tutti i tavoli. Accompagnavano volentieri bambini e genitori nella comprensione dei giochi, contribuendo a creare un'atmosfera gioviale e cordiale. Probabilmente quest'anno la manifestazione era talmente imponente che i volontari non erano sufficientemente preparati oppure troppo pochi per la portata dell'evento. Forse sarebbe stato meglio concentrarsi su un numero minore di giochi, magari preferendo quelli più famosi e veloci. Sono solo semplici considerazioni personali che possono essere di aiuto. Forse come conseguenza alla scarsa presenza ai tavoli dei dimostratori si è verificata anche una quasi inesistente interazione tra i giocatori stessi. Non voglio sembrare troppo bacchettona, non è nel mio stile, il mio intento è solo quello di raccontare un'esperienza che mi ha colpito. Ci sono stati momenti in cui mi sembrava di partecipare ad una classica fiera del gioco (tipo Bologna Play oppure Lucca Comics and Games) dedicate principalmente a giocatori navigati. In pochi si sono avvicinati curiosando le partite altrui e nessuno è stato così audace da fare domande anche solo per instaurare una breve conversazione amichevole. Le fiere dovrebbero essere proprio il luogo giusto dove poter conoscere altre persone che condividono questa passione, chiacchierare in generale prima ancora di isolarsi con il proprio gioco. Non si dovrebbero vedere famiglie e giocatori occasionali rinunciare ad una avventura giocosa per mancanza di posto ai tavoli, soprattutto intorno alla piazza centrale. Questo perché i giocatori esperti spesso li occupano per intere giornate pur avendo altre postazioni a loro riservate in zone specifiche. Forse ci siamo dimenticati che il GiocAosta è nato e dovrebbe continuare ad essere un evento soprattutto per neofiti e famiglie. I giocatori esperti, come noi, dovrebbero avere proprio il compito di aiutare chi si vuole approcciare per la prima volta a questo meraviglioso mondo. Tra l'altro durante l'anno abbiamo già a disposizione centinaia di associazioni ludiche territoriali dove poter giocare a giochi più corposi ed impegnativi. E' vero che il GiocAosta è un evento di settore, dedicato ai giochi da tavolo ma è soprattutto un luogo di aggregazione dove poter condividere la stessa passione.

Detto questo, io e Davide abbiamo deciso che volevamo rivivere quei ricordi così preziosi e belli degli anni passati. Pertanto abbiamo proposto ove possibile qualche gioco e cercato di aiutare persone visibilmente in difficoltà. Avevamo anche portato alcuni nostri giochi, facili e veloci da intavolare oltre che dall'aspetto estetico accattivante. Giochi come Postcards e Popcorn hanno attratto l'attenzione di molti passanti e ne siamo stati contenti. Soprattutto Popcorn ci è sembrato particolarmente adatto visto che lo slogan della fiera era “Ciak si gioca!” Perciò quale miglior modo di onorare questo invito se non con un gioco a tema cinema? 

Non eravamo dei volontari ufficiali della fiera ma non è stato un problema per noi. Ci viene spontaneo aiutare qualcuno quando notiamo situazioni che richiedono una certa attenzione. Alle spalle abbiamo tanti anni di esperienza all'interno di associazioni culturali dove gestivamo varie situazioni tra cui piccoli laboratori ludici. Questo tipo di esperienza, soprattutto in manifestazioni come questa, ci aiuta sempre. Devo ammettere che questo atteggiamento ha avuto i suoi frutti, abbiamo ricevuto ringraziamenti e fatto importanti conoscenze. 

Esattamente quello che ci aspettiamo da un evento di questa portata! E' stato per noi un piacere poterlo fare e soprattutto immergerci nel mondo ludico per ben tre giorni. Questi sono i ricordi che porteremo con noi, le sensazioni di gioia e gli sguardi gentili delle persone che abbiamo aiutato nella comprensione dei giochi! Nonostante quest'anno lo spirito principe della fiera fosse meno evidente, il GiocAosta è da considerarsi uno degli eventi ludici più importanti in assoluto, questo è ormai assodato. L'organizzazione del GiocAosta in generale è davvero capillare e ben studiata. Non è semplice mettere in moto una macchina così grande e può capitare qualche “svista”. Vi assicuro che sono stata in fiere di settore nettamente più famose con falle organizzative molto evidenti. Quindi, complimenti a tutta l'organizzazione. A mio parere, continua ad essere l'evento ludico più importante tra tutti! Solo al GiocAosta è possibile vivere appieno lo spirito del gioco a 360°!

Ora passiamo a qualche altro aneddoto vacanziero...


Per quanto riguarda invece la nostra permanenza devo dire che il Bed and Breakfast da noi scelto, non molto lontano dalla città di Aosta, non era niente male. Essendo una locanda fungeva anche da ristorante. Qui abbiamo mangiato una delle pizze più buone della nostra vita e gustato una colazione “all'europea” che non dimenticheremo mai! Un ringraziamento doveroso è rivolto allo staff del locale che ha gestito alla perfezione tutti i clienti e i visitatori, come noi due, che si avvicendavano uno dopo l'altro generando un'atmosfera gioviale e spensierata. Non per ultimo, ci siamo trovati circondati da piccoli paesini caratteristici e immersi in un piacevole silenzio. Le persone intraviste, soprattutto gli anziani, mostravano i chiari segni fisici di una “vita da montagna” ma non per questo sprovvista di sguardi sereni. Non serve andare in luoghi esotici per rilassarsi, ci sono posti che sono altrettanto affascinanti e molto più vicini di quanto si possa pensare. Ciò che conta è trovarsi a proprio agio cosa che nella vita di tutti i giorni è difficile provare soprattutto se si abita in città frenetiche e caotiche come le nostre.



Infine, speriamo davvero di poter tornare presto in questo magico mondo ludico e di incontrare tanti altri appassionati come noi. Vogliamo custodire molti altri ricordi e renderli frammenti indistruttibili della nostra vita.

 Che dire ancora?

Un saluto “ricordoso” a tutti!

La vostra Blogger,

Giulia

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