Recensione: Il resto della settimana di Maurizio De Giovanni

Chi ama la lettura ha un unico difetto, in generale: avere troppi libri da leggere e non abbastanza ore per farlo. Devo ammettere che anche io faccio parte di questo piccolo gruppo. Però non mi arrendo e pian piano riesco a sfoltire la pila di volumi che immancabilmente si forma sul mio comodino. Uno di questi è Il resto della settimana di Maurizio De Giovanni, un autore che non ha bisogno di presentazioni. Ho avuto la fortuna di incontrarlo e farmi autografare questo suo libro durante la manifestazione Duemilalibri, un importante evento letterario che si tiene ogni anno nel periodo prenatalizio qui dalle mie parti. Considerando la bravura di questo scrittore, sapevo già che prima o poi lo avrei recensito volentieri.

Il resto della settimana si allontana dal genere noir al quale De Giovanni ci ha abituato. Ci fa immergere in un racconto lungo e articolato che parla di sentimenti, amori, passioni, famiglia, amicizia e società. Tra i vicoli storici di Napoli sorge il bar di Peppe, piccolo rifugio dei più disparati avventori. Alla cassa del locale c'è Deborah (rigorosamente con l ”h”). Poi c'è Ciccillo, il cameriere fattorino straniero, il cui vero nome viene costantemente storpiato a causa della sua difficile pronunica. Infine troviamo il Professore. Un uomo che ha dedicato l'intera vita all'insegnamento e che adesso si trova prossimo alla pensione, pertanto decide di scrivere un libro di sociologia e si troverà a farlo nel bar del suo caro amico Peppe.In realtà il Professore è solamente uno dei protagonisti poiché in sostanza ci troviamo di fronte ad un racconto corale, infatti ogni avventore del bar racconterà una storia e ne sarà protagonista.

C'è un altro elemento preponderante che lega un po' tutti i racconti contenuti nel libro. Sto parlando del calcio, più precisamente la squadra del Napoli. Ogni storia è legata in qualche modo a questa squadra che nella città partenopea è così sentita da essere quasi un'ossessione. Ognuno di loro darà la propria versione di come vive il resto della settimana attendendo la partita. Si metteranno a nudo e racconteranno piccoli pezzetti della propria vita. Renderanno il Professore partecipe di un piccolo angolo del proprio cuore. Ogni storia ha il suo finale e ogni protagonista i suoi segreti che verranno svelati piano piano, accompagnando il lettore fino alla fine. Questo tipo di narrazione permane per tutto il libro.

Ciò che mi è piaciuto particolarmente, devo ammetterlo, è l'incipit. In quelle poche righe De Giovanni racchiude tutta la sua abilità letteraria. Maurizio ha la capacità di descrivere i luoghi e di trasformarli in sentimenti. Non è semplice da spiegare e nemmeno da realizzare dal punto di vista letterario. Bisogna avere una capacità di scrittura davvero raffinata e affinata. Quando descrive i vicoli della sua Napoli l'autore trasmette tutto l'amore che ha nei confronti di quei piccoli anfratti storici, difficili da percorrere ma pieni di vita e di storia. Ogni finestra che si affaccia su quei vicoli nasconde un racconto, un segreto o semplicemente la vita di qualcuno.

Quando ho incontrato l'autore ricordo che mi ha detto una frase: “Questo è il libro più bello che ho scritto”. Non so se sia davvero il più bello, ma sicuramente il più difficile dal punto di vista stilistico e narrativo. Non è affatto semplice raccontare in tanti modi diversi gli stessi sentimenti. De Giovanni parte dalla passione sfrenata per il Napoli di questi suoi personaggi e ne descrive le sfaccettature. Come ognuno di loro ha vissuto questa passione e cosa ha comportato essere così legati a quella squadra. Per qualcuno era semplicemente una valvola di sfogo, per qualcun altro è stato motivo di avvicinamento ad un figlio distante o poco comunicativo, per qualcun altro ancora è stato un modo per ritrovare un vecchio amore o lasciarne uno sbagliato. Insomma la squadra di calcio è come se fosse un pretesto che ci porta dentro i sentimenti, il cuore e la vita di personaggi che rapprensentano la società. Persone comuni, ognuno di noi.

Il mio consiglio è di non rischiare di lasciare per troppo tempo sul comodino questo libro. Leggetelo immediatamente, non ve ne pentirete!

Che dire ancora?

Un saluto “restoso” a tutti!

La vostra Blogger,

Giulia


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