La libertà non è gratuita...
Chi di voi ricorda il film “7 minuti”?
Un'azienda tessile viene acquistata da una multinazionale che promette di non licenziare nessun dipendente a patto che ognuno di loro rinunci a 7 minuti di pausa pranzo. Le operaie, chiamate a discutere e a prendere una decisione collettiva, si scontreranno e saranno combattute. Nel corso del film si scoprirà addirittura che le pause sono state già ridotte più volte negli anni precedenti in cambio sempre del mantenimento del posto di lavoro. Alla fine del film l'operaia più giovane sarà l'ago della bilancia che penderà verso la decisione finale. Solo chi ha una piccola speranza di un futuro, e forse un pizzico di incoscienza, non si rassegna alle brutture della vita.
Tutte le nostre azioni portano ad un strada, qualsiasi essa sia, ma è fondamentale che sia libera quantomeno da regole logoranti e contraddittorie. Nessuno dovrebbe essere ricattato per avere ciò che gli spetta di diritto, come una vita serena e senza privazioni. Ciò che mi spaventa di più è proprio il “finto compromesso” che passa per essere un bene comune ma che invece diventa solo una restrizione a favore solo e sempre di un piccolo gruppo e non della comunità, proprio come succede nel film che vi ho citato.
Le scelte dovrebbero essere prive di ogni coercizione ed io non smetterò mai di pensarlo.
Che dire ancora?
Un saluto libero a tutti!
La vostra Blogger,
Giulia

Ciao Giulia. Mi piace il paragone che hai fatto con il film e sono d'accordo con te quando dici che ogni ogni azione porta ad una strada e che dovremmo avere delle regole certe, non capisco però cosa intendi per coercizione in questo caso. E' la stessa legge a stabilire alcune coercizioni in determinati frangenti in vista del perseguimento del bene comune. Io non mi sento costretto, prendiamo ad esempio la storia del green pass, dove starebbe la coercizione? La pizzeria? Il cinema? Non c'è, non esiste per me. Io voglio uscire da questa situazioni e se dopo due anni di pandemia dobbiamo ancora spiegare a qualche improvvisato rivoluzionario il perchè di certe "restrizioni" mi sa che il green pass è l'ultima cosa di certa gente ha bisogno. Non saremo liberi fino a quando non saremo sereni, fino a quando non potremo stare ancora sul chi va là! Saremo liberi quando certi elementi della politica o falliti personaggi dello spettacolo non la smetteranno di dire bugie, di cavalcare gli istinti più bassi, di strizzare l'occhio a tutto ciò che è contrario alla libertà. Brava, come sempre. Marcello.
RispondiEliminaCiao Marcello!
EliminaGrazie davvero per essere passato di qui :-)
In questo caso, sempre a mio parere, la coercizione sta nel non avere una vera propria possibilità decisionale. Libertà non è fare ciò che si desidera in modo indiscriminato, bensì poter scegliere quale strada intraprendere senza alcun tipo di ricatto.
Nel film le operaie si trovano davanti ad un bivio: essere licenziate o essere private di ulteriori sette minuti di pausa. In se sembrerebbe ridicolo, ma non è così. In questo caso la direzione ha esercitato il proprio potere in maniera coercitiva, ma non per il bene comune bensì per il proprio.
Anche io vorrei arrivare alla serenità, è forse il mio desiderio più importante.
A presto :-)
Ciao, Giulia.
RispondiEliminaMi è piaciuto il paragone, però non posso capire bene neanche mettermi al posto vostro. La privacione di cui parli è sul green pass? Da noi ancora non c'è l'abbiamo, però mi sembra interessante questa regola, specialmente per costringere le persone che non vogliono fare il vacino - ma vogliono andare dappertutto senza protezione - a farlo. Il problema che vedo è restringere le persone che per un problema, per esempio, di salute, non possono fare il vaccino.
Due settimane fanno ho visto una brava ragazza brasiliana, che abita vicino a me, perdere una borsa di studio in Germania perché, in Brasile, ancora si stà vaccinando per età, e non arriviamo ancora alla età di questa studentessa. Ed in Germania le regole prevedono che non si può raggiungere senza almeno la prima dose del vaccino. Voleva che la Defensoria Pública facesse qualcosa, ma non si poteva fare niente, perché secondo le regole brasiliane, l'interesse collettivo prevale sull'individuo in questo caso.
Ho appena finito 20gg di ferie senza fare praticamente niente, mi sono andata dal medico, dai miei, ho letto, ho fatto yoga da casa, qualche passeggiate da sola, è la prima volta in due anni che mi prendo ferie e non posso fare altro che quello che già faccio normalmente, ma confesso che non mi sento danneggiata, ora sono anche più concentrata sul collettivo per poter pensare al singolo in futuro (chissà prossimo).
Un abbraccio forte forte.
Ciao Telma!
EliminaGrazie per le tue parole :-)
In realtà il mio ragionamento era più generale, a prescindere da questo specifico argomento. Tutte le coercizioni che non sono "sane" sarebbero da eliminare.
Mi dispiace che la ragazza abbia perso una borsa di studio così importante, per lei deve essere davvero avvilente. Non è giusto che si perda qualcosa che in realtà si è guadagnato con il duro lavoro.
Grazie ancora!
Un abbraccio! :-)
Sono d'accordo, Giulia!! Un abbraccio forte e buona settimana!!!!
Elimina