Per la rubrica "Parole in scatola legge" : Middlewest di Skottie Young e Jorge Corona
Come molti di voi ormai sanno, la lettura è parte integrante della mia vita e non potrei davvero farne a meno... Sto leggendo veramente tanto e questo mi aiuta a capire, riflettere e creare.
Stavolta vi riporto in un mondo artistico e letterario a me caro, quello del fumetto. Questo mese è uscito il terzo e ultimo fumetto della saga di “Middlewest” scritta da Skottie Young e disegnata da Jorge Corona. Conoscevo abbastanza bene Skottie Young, l'ho apprezzato moltissimo come disegnatore nella sua prima serie di spicco “Odio favolandia” dove la simpaticissima e terribile Gert dai capelli verdi boccolosi ne combina di tutti i colori (a dir poco). Non conoscevo bene Jorge Corona, ma ho cercato informazioni e ho scoperto che è un disegnatore di tutto rispetto. In questo specifico caso Corona è il disegnatore mentre Young lo sceneggiatore, un amalgama perfetta.
Vorrei parlarvi ora delle emozioni che mi ha suscitato “Middlewest” nella sua completezza. E' un racconto a fumetti che accompagna il lettore per gradi alla consapevolezza che non è un imperativo dover essere necessariamente e sempre lo specchio della propria famiglia. Se chi ci ha messo al mondo ha sbagliato quegli errori non dobbiamo sobbarcarceli come nostri, noi possiamo quindi scegliere chi poter essere nel nostro futuro. Il protagonista, un ragazzo genuino e curioso, fugge da un contesto famigliare carico di negatività e si ritrova a fare un viaggio per conoscere se stesso e attraverso questo incontra varie tipologie di persone che lo aiutano, in svariati modi, a capire quale sia il suo vero percorso. Ognuno di loro contribuisce ed insegna ad Abel (il protagonista) che nella vita si fanno delle scelte ben precise in base a chi si vuole essere veramente. Così, un ragazzo pieno di rancori irrisolti decide di non sfogare tutto sugli altri, bensì di imparare a capire che la rabbia fa parte dell'essere umano e come tale va accettata e gestita nel migliore dei modi. Abel decide quindi di spezzare quella catena di prepotenza, violenza e cattiveria che suo padre e ancora prima suo nonno avevano creato. La fuga del ragazzo rompe quel circolo vizioso chiuso e claustrofobico che, se fosse rimasto tale, lo avrebbe soffocato e impedito di decidere chi diventare nella vita.
Mi sono commossa nel leggere il finale, un po' per il mio vissuto personale e un po' perché ho provato compassione e stima per il personaggio di questione. Mi sono sentita vicino a lui e ho apprezzato il coraggio che ha avuto nel voler cambiare se stesso e la propria vita. Ha accettato di essere aiutato ed aiutare estranei conosciuti durante questo suo viaggio, affrontato fantasmi del passato che non gli appartenevano veramente ma che lo condizionavano senza mai desistere. Qualcuno di voi potrebbe dire: “si, ma è solo un fumetto e il lieto fine in generale è quasi ovvio”. In realtà non c'è un vero finale, anzi. Esattamente come nella vita c'è solo la scelta di ognuno di noi nel voler cambiare ciò che di negativo abbiamo involontariamente ereditato o semplicemente ciò che non ci piace o non ci appartiene davvero. Tutto questo per poter cominciare, ad un certo punto, un nuovo percorso consapevoli finalmente di cosa si è in grado di offrire.
I cambiamenti fanno parte di noi, non dobbiamo averne paura.
Che dire ancora?
Un saluto “cambioso” a tutti!
La vostra Blogger,
Giulia

"I cambiamenti fanno parte di noi, non dobbiamo averne paura." Brava, Giulia! Dai... cosa posso commentare? Hai detto tanto nella analise del fumetto. "Cambiamento" è una parola forte, a cui sono davvero appassionata. Mi piace cambiare, cambiare i capelli, città, casa, me stessa. Però quest'ultima è la più difficile, come per il tuo personaggio.
RispondiEliminaFamiglia è un legame molto forte, che porta con sè tante coise nascoste, tante cose buone ma anche tanti errori, tradimenti, che possono diventare catene alle gambe di chi nemmeno lo immagina di esistere. Rompere con i vecchi precetti familiari, un "modus operandi" antico è difficile, ma quando riesci a fare il cambiamento necessario per percorrere la tua strada, è molto liberatorio.
Si capisce bene la tua emozione con questa storia del fumetto.
Un abbraccio forte forte!!!
Ciao Telma!
RispondiEliminaCome sempre le tue parole sono attente e gentili!
I legami con il passato, con la famiglia, prima poi vanno allentati o interrotti se non sani. Fa parte del meccanismo di crescita dell'essere umano.
E' possibile cambiare, è possibile andare avanti e da una situazione brutta può nascere una situazione buona.
Grazie ancora per essere passata di qui :-)
Un abbraccio grande grande!
Ciao Giulia!
RispondiEliminaChe bella la storia di questo fumetto.
Leggere fa bene, che sia un libro un fumetto o quant'altro. Ciò che conta sono i messaggi che noi ne riceviamo.
Questa è particolare, descrive scelte, volontà nei cambiamenti anche se difficili.
Il creare una strada propria allontanandosi da ciò che può essere dannoso e fare male.
Hai fatto molto bene a raccontarcelo. Inoltre ho imparato cose nuove, nuovi artisti tra disegno e scenografia e per questo ti ringrazio tanto.
L'emozione che ci hai raccontato è ben visibile e rende questo tuo post davvero speciale.
Grazie, ciao e buona continuazione di settimana. 😗
Ciao Pia!
EliminaGrazie per le tue parole, per me la condivisione di libri, letture o esperienze è davvero importante! Il mio blog è uno spazio dedicato spesso a questo tipo di "attività".
Mi piace leggere, ormai è innegabile, perché si impara a capire il mondo che ci circonda e anche noi stessi e poi è davvero divertente!
Grazie ancora per essere passata di qui :-)
Un abbraccio grande grande!