Recensioni: “Bricolà – fiera dell’autoproduzione - Fumetti "Der Krampus" e "Tenebre"
Il nove aprile, lo posso dire con orgoglio, è stata una giornata “disognatrice”
e caratterizzata da numerosi eventi bizzarri e non, ma cominciamo dall’inizio.
Tutto è iniziato da un “Mi interessa” messo su Facebook ad un evento
che si è tenuto presso il Museo del Fumetto di Milano: “Bricolà – fiera dell’autoproduzione”.
Io, a differenza degli altri due disognatori, non ero mai stata al museo
e devo dire che sono stata contenta di aver avuto questa opportunità.
Ho trovato l’ambiente
accogliente e semplice allo stesso tempo. Forse i tavoli espositivi
erano troppo vicino l’uno all’altro, ma il museo non è molto grande e al piano superiore
avevano allestito una mostra a tema.; tuttavia non è stato difficile girare e
osservare i vari stand.
La prima tappa che abbiamo fatto è stata alla postazione della
“Manticora autoproduzioni” e qui abbiamo comprato ben due fumetti: “Krampus” e “Tenebre”
(in fondo troverete la loro recensione).
I ragazzi della Manticora, pur essendo solo in due, erano davvero ben
organizzati e sono stati davvero gentili e simpatici. Erano presenti Brian
Freschi e Lorenza De Luca. Siamo riusciti persino a fare una foto di gruppo ed
una piacevole chiacchierata. Apprezziamo il loro lavoro e speriamo di
mantenerci in contatto!
Gli stand in generale erano ben organizzati, i fumetti interessanti e
ben congeniati, almeno a prima vista.
Abbiamo incontrato anche altri artisti molto professionali e altri un
pochino meno, ma non per questo meno talentuosi.
Poi abbiamo deciso di assistere ad una piccola conferenza e devo dire
che è stato davvero interessante, sentire parlare di fumetto è sempre piacevole
non solo durante gli spazi appositi, infatti tra gli stand non mancavano
disquisizioni su differenze di opinioni riguardo il fumetto a 360 gradi. Devo
dire che a parer mio tutto questo è l’essenza delle fiere di fumetto!
Le ore sono passate davvero veloci
e c osì stanchi, ma soddisfatti, abbiamo deciso di concederci un momento di ristorazione in una nota catena
di fast food.
Ordiniamo tramite i tabelloni touch screen i nostri menù, ma secondo
voi dopo una giornata piacevole poteva non capitare una disavventura?
Arrivano tutti i menù, tranne uno. Tuttavia dopo ritardi, lamentele e
disguidi il nostro disognatore Alberto è riuscito a rifocillarsi. La direzione
per scusarsi gli ha promesso un caffè offerto dalla casa.. peccato non sia mai
arrivato! Insomma solo promesse da marinaio.
Siamo tornati a casa stanchi, ma in fondo soddisfatti!
Qui di seguito troverete due recensioni promesse, questa volta ho
deciso di farmi aiutare da un altro disognatore, Alberto Motta!
Adesso però vorrei parlarvi del primo fumetto che abbiamo acquistato:
Der Krampus, il nome ha già un suono imponente. Si tratta di tre
storie, in tre epoche
diverse, lontane tra loro, ma con una cosa molto importante in comune: l’eterna
lotta tra natura e uomo.
La prima storia è ambientata tra il 3300 e il 3100 a.c. Il Krampus
nasce, inizialmente è l’unica forma di vita della natura. Poi piano piano
l’uomo arriva, caccia e si nutre delle stesse cose del suo cooabitante. Per un
po’ uomo e Krampus coesistono, poi un evento rompe questo equilibrio, le
conseguenze sono letali.
La seconda storia è ambientata nel 1348 d.c. anno dell’avento della
grande peste. Il capo dei Krampus vuole salvare il suo popolo e chiede aiuto
disperato ad una strega. La donna accetta, ma la magia non sarà la soluzione ai
piani del Krampus.
La terza storia è ambientata invece nel 1945, alla fine della seconda
guerra mondiale, siamo in Italia.
Tre partigiani si ritrovano sperduti in mezzo alle Alpi durante una
bufera di neve, uno di loro è ferito.
Si rifugiano in una casa in legno, ma le cose non vanno come sperano,
il loro passato torna a tormentarli e il Krampus cercherà di difendere il suo
mondo.
Devo ammettere che questa recensione, fino ad ora, è la più difficile
che che mi sia capitata.
Il fumetto è sicuramente molto interessante e ben congeniato.
Der Krampus è un insieme di sensazioni, storie e personaggi che trovo
difficili da descrivere, non perché non ben delineati o disegnati, m perché
talmente ben intrecciati tra loro che diventa difficoltoso travarne le
differenze.
Forse questo succede anche perché tra il Krampus e l’uomo non ci sono
molti elementi che li dividono, entrambi lottano per la sopravvivenza, in fondo
siamo tutti animali.
Ciò che mi stupisce e mi ha colpito di più in questo fumetto, si divide
in vari elementi.
E’ estremamente poetico ed è scritto a più mani, tante mani. Gli esperti lo chiamerebbero collettivo
artistico, io lo chiamo lavoro di squadra.
Gli autori sono quattro, facile analogia con i super erori direte voi,
avete perfettamente ragione!
(Brian Freschi, Anna
Ferrari,Ivan Lodi, Lorenza De Luca)
I quattro stili diversi e uguali sia nella scrittura che nel disegno
sposano perfettamente il tema affrontato.
I disegni sono stati magistralmente realizzati, le inquadrature sono
decisamente fuori “dall’ordinario” e la sceneggiatura perfettamente amalgamata
con la grafica.
Molto carina l’idea delle pagine (mi piace chiamarle “special guest)
finali.
Non voglio sverlarvi di più!
Il secondo fumetto è decisamente più breve, ma non meno interessante.
Le storie al suo interno sono due.
“Tenebre” (recensione di
Alberto Motta)
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| Copertina in seconda "Tenebre" |
La prima "Jack ‘O Lantern" di Francesco
Stena è basata su una leggenda irlandese, racconta della povera anima
dannata di Jack ‘O lantern, un ubriacone che tramite promesse ingannò diverse
volte il diavolo per scampare alla morte, ma nulla va come deve andare quando
si tratta di anime dannate.
Lo sceneggiatore ha abilmente descritto e romanzato questa leggenda
sottolineando i punti salienti: inganno, terrore, fortuna e le inevitabili
conseguenze delle promesse infrante.
La storia è lineare e scorrevole, il pathos, la suspance e il terrore
sono ben rappresentati dal disegnatore della vicenda.
La seconda "Karma" di Flavia
Biondi tratta delle “tenebre” che albergano nell’animo umano. La
testa di un semplice uomo può nascondere un vero e spietato mostro, a volte per
pura rabbia, gelosia, altre volte è solo
per scatenare i propri istinti malvagi repressi. Uno di questi fattori lo troviamo in questa storia dove la protagonista, amante delle brutture dell’animo
umano, si ritrova a doverle affrontare di persona, cambiando totalmente la sua
malsana visione.
La storia è avvincente , guida il lettore passo dopo passo. Il concetto
di “mostro dentro di noi” si può ben intuire e osservare mentre prende vita all’interno
delle pagine. Il Karma (titolo del fumetto) è solo accennato, ma ben inteso
come conseguenza di determinate azioni, una carica positiva o negativa che
viene influenzata dalle nostre decisioni, cambiando quindi il susseguirsi degli
eventi futuri.
I due stili sono molto diversi, ma nonostante ciò le storie si fondono,
sono ben abbinate. Il tema delle tenebre è la chiave di tutto il progetto. Le
storie risultano auto-conclusive.
Insomma che dire? Due buoni libri, tante storie interessanti e attuali.
Un saluto kramposo a tutti!
La vostra blogger,
Giulia



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