Una giornata piena di ricordi di Giulia De Nuccio
E' stata una giornata movimentata e tormentata, non sono riuscita a scrivere una parola perché la mia famiglia mi ha fagocitato in richieste tali per cui non sono stata in grado di fare ciò che mi ero ripromessa.
Ad ogni modo, la mia scrittura non si ferma mai e anche se non prendo la penna in mano la mia mente va avanti come se lo stessi facendo. Avevo anche pensato di scrivere alcuni episodi tra il goliardico ed il tragico che mi sono successi oggi ma non voglio tediarvi ulteriormente, perciò questa volta parlerò di quello che mi piace fare in generale ovvero leggere.
Finalmente ho finito un libro che mi ha appassionato fin da subito, si chiama "Il custode delle tempeste" (di Catherine Doyle). Mai libro fu più azzeccato in questo periodo!
I protagonisti sono un nonno e due nipoti. In sintesi, la storia racconta il passaggio di consegne generazionale tra nonno e nipote per essere il custode delle tempeste di Arranomore (isola che esiste veramente e fa parte del territorio irlandese). E' un libro poetico e positivo perché ci insegna che da chi ha più esperienza possiamo imparare tanto e se poi questa persona è nostro nonno non credete sia magico?
Durante la lettura ho pensato tanto ai miei nonni, mi sono tornati in mente alcuni ricordi per me molto belli.
Tutte le mattine mio nonno Francesco si alzava prima di tutti e andava al mercato, comprava la frutta e la verdura e la portava a casa con sacchetti di carta marrone scuro. Poi passava in edicola a prendere il giornale e infine da un laboratorio di pasticceria e caffetteria e ci comprava la colazione che consisteva in un cornetto alla crema per me, uno alla marmellata per mio fratello e due cremolate di fragole alla panna; dopodiché lui leggeva il giornale e noi facevamo finalmente colazione!
Come avete potuto intuire mio nonno era siciliano e la colazione ce la comprava d'estate, quando andavamo a trovarlo.
E' uno dei ricordi più vivi che ho, non vedevo l'ora di trovare la mia colazione e lui faceva tutti quei giri per noi, per condividere qualcosa di buono. Ci regalava momenti di felicità.
Pensate che io avevo solo tre anni e (strano ma vero, mi ricordo bene quel momento) mio nonno quel giorno mi portò con sé in auto, io vidi il volante e gli chiesi di provarlo, insistetti così tanto per guidare che lui mi fece sedere sulle sue gambe e mi diede tra le mani il controllo dell'auto... o per lo meno così io credevo! Per me fu una conquista apocalittica che ancora porto dentro.
Non dimenticherò mai i miei nonni materni, sono stati i migliori del mondo per me e per fortuna sono riuscita a passare tanto tempo con loro.
Che dire ancora? Oggi è stata una giornata "ballerina" ma come sempre mai priva di pensieri e ricordi.
Un abbraccio!
la vostra blogger,
Giulia

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