Il fine giustifica i mezzi?
Questa volta vorrei parlarvi di un evento attuale che ha attirato la mia attenzione in modo particolare.
Si tratta di una challenge che in quest’ultimo periodo imperversa sui vari social network: donne dello spettacolo si fotografano in costume da bagno prima in una posa audace e impostata, poi in una più naturale.
Questo tipo di “sfida” vorrebbe dimostrare quanto una posa possa rendere artefatta l’immagine di una donna facendola apparire nettamente diversa fisicamente. Nella posa alterata la ragazza risulta molto più attraente, mentre nella posa normale alcuni piccoli difetti si notano di più. Tuttavia vorrei soffermarmi su un particolare: è davvero necessario postare foto di questo genere? E’ il modo giusto per far capire che il nostro corpo va accudito, curato, accettato e mai denigrato?
Io non ne sono così sicura sinceramente. Non metto in dubbio la buona fede di questo progetto, perché credo che sia stato realizzato per far capire, soprattutto ai più giovani, che i nostri difetti fanno parte di noi e nasconderli non serve a nulla; tuttavia non so se questo sia davvero il giusto mezzo per un fine così nobile. Ho paura che si arrivi ad avere l’effetto contrario, ovvero che chiunque abbia una qualsiasi imperfezione non farà più una foto naturale mostrandosi per ciò che è, ma userà sempre più filtri o pose “ad hoc” non capendo che ciò che ci rende forti è la nostra naturalezza e non la semplice apparenza.
Da adolescente guardando le ballerine, le attrici e le persone che lavoravano nel mondo dello spettacolo mi sono sentita spesso inferiore, grassa e brutta. Come se non bastasse, per anni, molti dei miei coetanei mi hanno assegnato appellativi poco edificanti per il mio decolté prosperoso facendomi sentire sbagliata e tutto questo accadeva senza una comunicazione di massa così diffusa come quella odierna.
Tuttavia sono sopravvissuta e ho capito, col tempo, che quegli appellativi erano frutto di una stupida invidia nei miei confronti. E’ vero che quando ero ragazzina il nostro social network era il “Bar Sport” di paese e quindi il problema rimaneva più circoscritto, ma avere più mezzi di comunicazione e diffusione non è detto che aiuti la società a migliorare; ciò che è importante è come si utilizzano.
Forse il problema vero è molto più radicato di quanto non si possa pensare. Sta a chi vuole educare i giovani insegnare loro che il corpo è un mezzo importante per la nostra esistenza e va accudito, ma anche accettato. L’estetica è sicuramente gratificante ma non è l’unica componente da considerare.
Forse, invece di mettere in mostra un corpo in una qualsiasi posa, naturale o artefatta che sia, sarebbe più giusto cercare di eliminare radicalmente certi stereotipi sociali che denigrano le imperfezioni umane, senza dover ricorrere a questo particolare uso dei mezzi di comunicazione di massa.
Credo che ognuno di noi cerchi di agire nel migliore dei modi, ma quando si tratta di immagine il confine tra giusto e sbagliato diventa veramente labile e bisogna porvi la massima attenzione. In conclusione, anche il più nobile degli intenti se perseverato con un mezzo sbagliato diventa, a mio parere, inefficace.
Secondo voi il fine può giustificare il mezzo?
Che dire ancora?
Un saluto “naturale” a tutti!
La vostra Blogger,
Giulia

Ciao, Giulia!!
RispondiEliminaComplimenti!! Come si direbbe da noi: "baita" argomento!
Anche io ho seguito sui social questa settimana questo argomento, e non sò si è davvero così necessario affrontare il problema mettendo degli immagini dei propri corpi sui social.
Penso che a noi, adulti, non sia davvero necessario, anzi, sembra un esagero, un eccesso anche inappropriato. Ma per i adolescenti di questa generazione, penso che a loro vá bene, le tocca giusto e c'è un buon effetto.
Questo perché, come hai detto bene tu, "il nostro social network era il “Bar Sport” di paese e quindi il problema rimaneva più circoscritto". Sono d'accordo. Sono cresciuta anche così, la mia visibilità era "circoscritta" ai vicini, alla scuola, alla famiglia, basta.
Però i giovani oggi sono cresciuti sulla internet, e l'instagram, il social, penso, più popolare tra di loro, lavora basicamente con gli immagini delle persone, e queste personaggi, atrice, ecc., riescono ad infuenzare con le sue foto i ragazzi che ci sono lì. Rispetto a questi adolscenti di oggi, penso che sia positiva la sfida proposta.
Problemi d'immagine tutti ne abbiamo vissuti. Da ragazza giocavo a calcio nella scuola e anche fuori, parlavo come un ragazzo, battevo nei ragazzi, mio corpo non cresceva, non mi veniva la mestruazione, odiavo i miei capelli, le gambe magre, mi vergognavo col costume da bagno, gli altri adolescenti parlavano male di me. Peccato vivere tutto questo, una confuzione mentale senza logica, perché oggi mi vedo nelle foto e l'immagine che ho di me stessa è molto diversa, mi vedo bellissima quando adolescente. Forse se avesse l'instagram nella mia adolescenza io mi sarei ammazzata, perché i paragoni, i confronti con gli altri, sarebbero i più diversi e molto più difficile da gestire.
Per questo penso che per i giovani di oggi sia una cosa positiva. Per noi, decisamente no. Per noi, adulti, sembra un eccesso inutile. È solo un "ohh, vabbè, anche lei ha delle smagliature, ma ok, e chi non le ha?! E che ci fà?!". "Vida que segue". Abbiamo già imparato a sopravvivere ai nostri diffetti ed a non farsi spaventare dei diffetti degli altri. Anzi, abbiamo imparato che anche i diffetti sono belli, ci rendono unici. Ed abbiamo imparato che siamo molto più del nostro corpo, specialmente noi, belle donne che abbiamo un cervello hehehe. Ma i giovani no, i giovani sono cresciuti persi tra l'imagini sbagliati paragonandosi sui social, a loro penso che la sfida abbia un certo senso.
Cioè, per me, a quanto riguarda i nostri giovani, il fine giustifica i mezzi!!
Bacione dal Brasile!!!
Ciao Telma! Io spero davvero che questa piccola Challenge possa aiutare i giovani a capire cose importanti. Tuttavia ho paura che la superficialità, che purtroppo ha invaso la nostra società, non permetta ad un adolescente di capire davvero cosa c'è dietro a questa iniziativa. Però, davvero, spero di avere torto e che invece tutto questo possa essere davvero utile :-)
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