I pregiudizi non pagano mai...

Disegno di Davide Poli
In questi giorni di chiusura, confusioni e colori semaforici ho avuto modo di leggere e riflettere. Quest’anno i miei regali sono stati libri e ne ho ricevuti più di altri anni. Tuttavia ho anche donato e suggerito regali di questo tipo ai miei familiari, per esempio anche fumetti. Pertanto, ho consigliato ai miei genitori di donare a mio fratello minore un fumetto di Zerocalcare, per la precisione “Dimentica il mio nome”, visto che in alcune occasioni Giacomo aveva mostrato interesse proprio per questo autore. Sinceramente non capivo tutto questo interesse per l' artista in questione, vista la sua laurea in lettere, ma andiamo per ordine.

 Zerocalcare non ha bisogno di presentazioni poiché ormai è piuttosto famoso sia in campo editoriale che televisivo/cinematografico. Devo premettere che ho sempre avuto una certa opinione nei suoi confronti, ovvero che fosse un bravo disegnatore e che utilizzasse il linguaggio scurrile in modo appropriato all’interno delle sue storie, ma che alla fine incappasse sempre nelle stesse dinamiche narrative. Mi spiego meglio. 

Nonostante la sua indiscussa bravura, trovavo i suoi racconti sempre uguali, con gli stessi personaggi e le stesse battute sarcastiche che si ripetevano all'interno delle vignette. Insomma, avevo un pregiudizio nei suoi confronti ed è proprio di questo che vorrei parlarvi.

Tuttavia ho deciso di rubare per qualche ora il libro a mio fratello e di visionarlo con occhi meno pregiudizievoli.

 Leggendo “Dimentica il mio nome” mi sono resa conto che spesso l’ironia di Zerocalcare nasconde sofferenza, ricordi e personalità. Con grande simpatia e serietà allo stesso tempo racconta episodi dolorosi che probabilmente fanno davvero parte della sua vita. Non so quanto ci sia di vero o di inventato (in fondo lo dice anche lui nel libro) però credo che nonostante il fumetto all’apparenza sembri un’accozzaglia di immagini in bianco nero con parole scritte in qualsiasi spazio bianco disponibile, in definitiva il libro è veramente ben riuscito.

Il pregiudizio non è mai davvero positivo perché comporta in genere la non completa conoscenza di qualcosa o qualcuno oppure un’impressione sbagliata. Una volta una persona mi ha detto che quando decide di comprare un libro lo fa in base alla copertina, e questo è l'errore che spesso viene fatto proprio nel mondo letterario classico. Non c’è cosa più sbagliata, non bisogna mai fermarsi alle apparenze o a giudizi superficiali.

Ciò che distingue un individuo pensante da uno gretto ed ignorante è proprio questo aspetto, ovvero il saper andare oltre l’apparenza e i pregiudizi che ne derivano.

Per fortuna ho voluto provare, per fortuna ho voluto andare oltre la constatazione che mi ero prefissata nei confronti di un autore che in fondo fa bene il suo lavoro.

Che dire ancora?

Abbasso i pregiudizi, evviva la conoscenza!

Un abbraccio “pregiudiziale” a tutti!

La vostra Blogger,

Giulia

Commenti

  1. Ciao, Giulia!

    Non conosco questo "cartunista" italiano, non posso parlare sul suo lavoro.

    Ma devo dire che, anche se un capolavoro, mi stanca davvero leggere un libro le cui pagine sono molto piene di parole, senza interruzioni, senza spazio, mi da molto fastidio, non riesco a godere la lettura. Preferisco sempre più pagine un generale di troppe righe in ogni pagina. Ringrazio a Dio di non fare parte di quegli che scelgono un libro solo dalla sua copertina, perché prendo più in considerazione questa parte interna, insomma, non mi vanno le parole e frasi stretti.

    Io amo i libri, confesso che mi piace molto la sua copertina, una così ben fatta, chiama l'atenzione, cerco di non fare pregiudizi per esso. In questi giorni stò riprendendo la lettura del libro che mi hai consigliato tu - Fiori sopra l'inferno, da Ilaria Tuti - ma anche se dal'inizio si vede che è una buona storia, la copia che ho comprato è un tipo como quello che hai descrito da Zerocalcare. Però... cercherò di superare questa sfida.

    Un abbraccio forte forte dal Brasile!!!

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  2. Ciao Telma!
    Grazie per le tue parole davvero!

    Zerocalcare per te sarebbe abbastanza difficile, lo è anche per chi è madrelingua italiana perché ci sono mille citazioni di film, videogiochi e anche frasi in romanesco. (A volte anche io faccio fatica)
    Quindi non è una lettura semplice seppur interessante.

    I fiori sopra l'inferno è veramente bello! Immagino che ti sia arrivato l'edizione "Tea" che è l'edizione "economica" della Longanesi la casa editrice di Ilaria Tuti.
    Resisti nel leggerlo, Ilaria è davvero una scrittrice molto brava. Come ti avevo anticipato quando ti ho consigliato il libro, non sarà sempre di facile comprensione perché lei usa una scrittura "per immagine" evocativa. Però ti aiuterà tanto.
    Tuttavia io so che tu non hai alcun pregiudizio e che ti dedicherai alla lettura con la passione che ti contraddistingue.

    Spero di poterti consigliare altri libri se lo vorrai!
    Un abbraccio grande grande!

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  3. Ciao a tutti! Saluti.
    Grande riflessione sui pregiudizi o sui preconcetti che hai sollevato nella discussione di questa settimana.
    Sebbene i libri non debbano essere messi in discussione solo dalla loro copertina, è un po 'difficile non farlo al primo contatto, perché in un momento più dinamico la questione del primo contatto finisce per essere più selettiva e alla fine per avere una copertina che ti piace pubblico anche in questo contatto più superficiale, come accade a fiere ed eventi dove la varietà è vasta finisce per porre la questione referenziale dell'illustrazione come un punto molto importante.
    Ottima settimana a tutti, abbracci!

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    1. E' vero Gabriel, la copertina è la prima cosa che vediamo però poi ciò che conta davvero è il contenuto. Un libro bello esteticamente non è detto che sia anche interessante. Nessun pregiudizio quindi, ma solo sostanza!
      Grazie per la tue parole sempre attente!
      Un abbraccio!

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  4. Ciao a tutti!

    Purtroppo il mondo letterario è ormai quasi focalizzato su aspetti superficiali, come per esempio il tipo di copertina oppure come ristampare l'ennesima ristampa giusto per riempire scaffalature di librerie. Siamo arrivati a trovare libri che presentano tonnellate di errori ortografici ovunque, sentendosi ripetere dalla aziende letterarie che "il mercato è frenetico, c'è poco tempo per rileggere e correggere". Tutto questo è amplificato dal fatto che le persone spesso si nascondono dietro la constatazione "non ho tempo di cercare un buon libro" e si affidano al primo che trovano in vetrina, nessuno capisce che è la domanda che crea l'offerta e se la domanda è puerile anche l'offerta sarà tale. Io ho cominciato da tempo a rileggere libri e fumetti che ho da anni, tengo solamente quelli che mi servono e mi piacciono. Ovviamente fregandomene delle varie copertine, anche se onestamente erano illustrate molto meglio rispetto a come vengono stampati i libri oggi.
    Il disegno che Giluia ha postato ritrae il classico italiano-medio (di norma un impiegato) che pensa di sapere tutto sull'universo intero basandosi adesso solamente su post che compaiono e scompaiono sui social senza alcun riscontro di alcun tipo.

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    1. E' vero il mondo letterario è alla deriva e non mi fa affatto piacere. Tuttavia spero che il blog, i racconti che stiamo ideando insieme e le nostre piccole creazioni artigianali contribuiscano a risollevare un po' questo universo in decadimento. Non sarà molto ma almeno ci proviamo!
      Grazie Davide per il tuo intervento attento e prezioso!
      Un abbraccio grande grande!

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  5. Chi non e' mai rimasto intrappolato nella rete dei pregiudizi per il "semplice" ma inopportuno sentito dire??? Dopo tanti errori che io per prima ho commesso mi sono convinta che non bisogna mai affidare i propri pensieri e giudizi ai modi di vedere di altre persone anche se queste ultime fanno parte della nostra vita.
    Prima di tutto nessuno è in grado di poter dare un giudizio su un'altra persona e si sa che spesso, troppo spesso, questo giudizio è innescato da un pensiero negativo...al contrario invece si parlerebbe di punti di vista o di innocui consigli.
    Dalle apparenze è molto semplice giudicare uno stile di vita o un atteggiamento, ci si sente in dovere di farlo e addirittura ci si sente migliori in certi casi, ma la vera umanità sta nel cercare di capire fino in fondo il comportamento di una persona, saperlo analizzare e comprenderne i motivi. Poi se non si condividono tali motivi ci sta ma si devono sempre rispettarli.

    D'impatto a me è capitato di avere dei pregiudizi nei confronti di un cantante ma poi ascoltando i suoi testi e leggendo alcune sue interviste ho capito che dietro al suo modo di vivere, di vestirsi, c'è tanta sofferenza e incomprensione da parte di chi avrebbe dovuto averne senza mezzi termini. Il suo è un atto liberatorio e adesso credo abbia avuto la sua rivincita anche se il passato resta sempre lì che ogni tanto torna a fargli compagnia...un po' come succede anche a noi "comuni mortali" (no Vip).

    La bellezza sta nel vivere la vita senza fossilizzarsi su quello che a nostro parere non e' giusto. La bellezza sta nel vivere accettando e rispettando il modo di vivere di tutti, i pregiudizi sono dei muri altissimi che con il lungo andare diventano impossibili da abbattere.

    Baci

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  6. Ciao Mena!

    Hai ragione, una vita senza pregiudizi sarebbe nettamente migliore! E' difficile non averne e ancora di più ammettere di essere incappati in questo meccanismo.
    Credo che la differenza tra giudizio ed opinione stia proprio nel modo di porci, nel non essere perentori nel tracciare il nostro pensiero.
    Un giudizio, (da cui poi derivano anche i pregiudizi che io vedo come suoi cugini) è qualcosa di perentorio e decisivo, ma presuppone la conoscenza della materia che si sta affrontando. Il pregiudizio invece è un pensiero che si insinua in noi e spesso non ci fa vedere le cose per come sono realmente.
    Quando non si conosce un avvenimento, un autore, un cantante o chiunque in generale forse sarebbe meglio non esprimersi o se lo si fa essere sinceri ammettendo di avere un'opinione, certo, ma senza alcun pregiudizio.
    Non siamo costretti a conoscere tutto, questo è chiaro, però meno pregiudizi abbiamo e meglio è.
    Siamo liberi di confermare la nostra opinione oppure di cambiarla, questo è il bello della libertà di pensiero.

    Grazie Mena per i tuoi interventi! Li apprezzo!

    Un abbraccio grande!

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