Le menti in fuga non esistono più?

Disegno di Davide Poli
Mai come in questo momento stiamo vivendo attimi di totale incertezza.

Non poter fare alcun tipo di progetto a lungo termine o a breve termine, a mio parere, è veramente snervante.

Ho pensato tante volte di migrare verso luoghi più freddi, forse dal punto di vista climatico, ma molto più caldi per le possibilità offerte. Insomma avrei voluto far parte, in un certo senso, di quel caso sociale chiamato “fuga di cervelli”.

Qualche anno fa questo tipo di avvenimento era considerato un vero e proprio fenomeno. Si urlava allo scandalo sociale, poiché molti giovani e non avevano deciso di migrare verso porti più sicuri e accoglienti. Purtroppo  il nostro paese è diventato un luogo stantio, paludoso, dove le opportunità spesso vengono  stroncate sul nascere o addirittura nemmeno considerate a priori.

Per esempio: l’iter burocratico per chiedere un finanziamento, anche non a fondo perduto, è talmente macchinoso che chiunque decida di imbarcarsi in questa avventura diventa vecchio ancor prima di averlo ottenuto e soprattutto è necessario possedere già buona parte del denaro o garanzie varie, insomma una procedura senza senso!

Ovviamente la mia è una provocazione, ma in quanti sono scappati da una situazione come quella italiana? Non ho i numeri in tasca ma credo che in passato in molti abbiano scelto di andare via e di non tornare più, anche rischiando molto.

Oggi non è più possibile parlare di “fuga di cervelli” perché, pandemia a parte, è quasi impossibile migrare verso nuovi orizzonti, le opportunità sembrano concluse, sembra che le frontiere siano interdette a chi non ha abbastanza risorse monetarie per poter sostenere una vita fuori dal proprio paese.

Quindi, ciò che mi chiedo è:  se l’Italia non dà prospettive per tutti, all’estero ci sono ma spesso sono pressoché irraggiungibili venendo dall'esterno, è ancora possibile parlare di “fuga di cervelli”?

Voi cosa ne pensate?

Un saluto “fugace” a tutti!

La vostra Blogger,

Giulia

 

Commenti

  1. Ciao, Giulia! Complimenti a Davide per l'illustrazione.

    Spesso penso a questo argomento. Non conoscevo l'espressione "fuga dei cervelli", ma l'ho capita bene. Sai che io avevo un'altra visione del tuo paese, non sò se per la pandemia, o se è stato sempre così e non mi sono resa conto, ma davvero stò capendo che è difficile avere un lavoro in Italia. In verità mi sempre ora che tutto sia difficile, come hai detto tu, finanziamenti bancari, prestiti, affitti di un luogo per abitare... mamma mia!

    Sai che in Brasile è molto diverso. Qui la banca vuole che tu acquisti denaro in modo tale che resti in debito sempre e sempre per pagare tassi a loro. Forse per questo che ci sono tanti stranieri in mio paese, penso che sia più facile vivere da noi, perché si affita normalmente una casa, appartamento, basta una garanzia, pure che paghi un sicuro, e così via. Anche lavori ci sono da noi, nel settore privato ce l'ha sempre, specialmente se hai un buon livelo di studio, un'altra lingua straniera, non è così difficile trovare lavoro in Brasile. Il problema è pagarti bene e pagare i diritti del lavoratore. Il salario minimo in Brasile non serve per un affito, più figli, più cibo, una auto... però... "dá-se um jeitinho", come si dice da me, fatti un pò di strada, c'è la posso cavare, ecc.

    Penso sul tema perché penso a cambiare paese in futuro, anche se qui c'è l'ha lavoro, non c'è l'ha sicurezza, ne avrei bisogno di una "fuga di cervelli" sicuramente. Cambiare non è il problema, il problema è la fuga di cervelli dover iniziare dal molto basso nella nostra età, e come hai detto tu,
    non accettano più immigrati se non hanno una certa risorsa per ricominciare... bene... questo mi manca kkk.

    Ma sai che ci sono paesi che hanno bisogno di gente per lavorare, a chi piaciono l'imigranti e dove si vivi molto bene, come Australia, per esempio. A chi parla l'inglese, come te, penso che non sarebbe un problema trovare lavoro e migliori condizione. Però... mi sembra che la tua fuga sarebbe migliore nei paesi freddi, giusto??!!

    Un abbraccio forte forte di chi ha una voglia mata di una "fuga di cervelli"!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Telma!

      Spesso chi vive all'estero ha un'altra percezione degli altri paesi, perché è difficile sapere esattamente come funzionano le cose se non le si è vissute o osservate da vicino.
      La nota positiva che mi pare di aver capito del tuo paese, è che magari all'inizio è difficile sbarcare il lunario ma poi si riesce in qualche modo a farsi strada. Qui il discorso purtroppo è un po' più complicato.

      Mi piacerebbe trovare un luogo che ci accolga e ci dia una possibilità, che sia qui o a mille miglia distanza non ha importanza, in fondo come ho già raccontato, casa è dove si sta bene.
      E' vero, ho un debole per i paesi de nord Europa come Svezia o Finlandia, mi piacerebbe visitarli presto e conoscerli meglio.
      Il futuro è sempre incerto e oggi più che mai, ma come sempre sostengo: never give up! Mai arrendersi!

      Un abbraccio grandissimo!

      Elimina
  2. Buona notte gente. Saluti!
    Una riflessione molto importante per voi ragazze. La questione della pandemia lascia molto latente l'occupabilità nelle nostre nazioni. Anche se credo che sia complicato in tutto il mondo.
    Da quando ho conosciuto Telma, ho occasioni ed esperienze mai vissute, e una di queste è la passione che questa donna ha per l'Italia, come la musica, il cinema, i paesaggi e la cultura in generale.
    Abbiamo sempre problemi legati a questa terra e per me sta creando un'immensa voglia di conoscere. Sebbene la situazione attuale non sia molto favorevole, stiamo facendo piani in relazione a questo.
    Ho un'ascendenza italiana nella mia famiglia da mia madre, sto studiando la cittadinanza italiana, poiché mi sembra un buon posto in cui vivere. Ma non a breve termine, ovviamente.
    Con la distribuzione dei vaccini, tra qualche mese le cose si riorganizzano e potremo respirare più facilmente con certezza ... ora senza bisogno di maschere.
    Un grande abbraccio a tutti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Gabriel!
      I progetti non vanno mai abbandonati se ci si crede davvero! Dobbiamo sempre tenerli a mente e cercare in tutti i modi di realizzarli!
      Io spero tanto che anche voi troviate il vostro luogo nel mondo qualsiasi esso sia!
      Un abbraccio super a tutti e due :-)

      Elimina
  3. Ciao Giulia
    come sempre hai intavolato un tema molto importante e molto delicato nonche' attuale, che ci riguarda da vicino. Tanti anni fa le cosiddette fughe dei cervelli italiani erano accolte benissimo all'estero perche' l'Italia ha sempre sfornato dei veri professionisti. Io credo che, anche prima se non si avevano spalle solide economicamente parlando non si poteva sognare di andare dove le proprie conoscenze erano elogiate e remunerate di piu'. Certo si partiva dalla gavetta per poter diventare qualcuno (oggi invece la gavetta e' uno step che vogliono saltare tutti!). Senza soldi si emigrava semplicemente in cerca di una vita piu' sicura.
    Oggi si avverte di piu' la differenza per via dei tempi che stiamo vivendo che non sono per niente confortanti.
    Poi c'e' la burocrazia che e' una piaga dalla quale il nostro paese non riesce a guarire, anzi chi di dovere, si impegna a renderla pesante, una strada impercorribile. Se hai la voglia e l'idea giusta per mettere a disposizione di tutti le tue capacita' e le tue conoscenze la burocrazia ti fa letteralmente passare la voglia e, come hai detto tu, nell'attesa ti sei fatto vecchio o la tua idea ormai non e' piu' attuale per poter essere realizzata. Siamo purtroppo intrappolati in un sistema absoleto, che va in un senso sbagliato e noi dobbiamo passivamente accettare questa cosa.
    Io spesso mi chiedo quale futuro avranno i miei figli, che mondo troveranno un giorno alla mia eta' e provo tanta malinconia e tanta tanta rabbia perche' abbiamo molto da poter offrirci a vicenda ma chi decide per noi non ce lo permette.
    Solitamente si dice che dopo la tempesta esce sempre il sole, spero che questo non rimanga un luogo comune e che davvero ci sia sole per tutti, ce lo meritiamo.
    Un caloroso abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Mena!
      Grazie per essere passata di qui! :-)
      Questo periodo difficile purtroppo lo stiamo vivendo da tanto tempo, ci stiamo trascinando dietro una situazione che sta diventando insostenibile.
      Il problema è che senza alcun sostegno monetario è difficile migrare, è difficile poter pensare di fare una vita dignitosa, purtroppo il mito della "valigia di cartone" non esiste più. Come dici giustamente "siamo intrappolati in un sistema obsoleto" che ci tiene ancorati in un unico luogo e non ci permette di vedere cosa c'è dall'altra parte.
      Però, come sai, sono una persona ottimista di natura ed io credo che nel nostro piccolo, con un po' di impegno, possiamo fare qualcosa di utile per tutti!
      Un abbraccione a te!

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Una sorpresa teatrale: corso di lettura ad alta voce!

Incontri Duemilalibri: Parte Due

Una nuova avventura "gazzoliana": Miss Bee