Quando eravamo piccoli era diverso...
| Immagine dal Web |
Sono sempre stata una ragazza piuttosto formosa e mai perfettamente longilinea, come avrei invece preferito apparire. Tuttavia non è mai stato un reale problema fino all'era più critica della vita di una persona: l'adolescenza.
Sono approdata alle scuole medie carica di speranza e buone intenzioni. Venivo da cinque anni di scuola elementare piuttosto burrascosi e complicati, perciò cambiare luogo e compagni di avventura mi faceva sentire libera. Non è stato esattamente così, purtroppo. Proprio a causa del mio aspetto - seno prosperoso, fianchi burrosi e viso tondo - sono stata chiamata con gli epiteti più svariati. Persone che non conoscevo ma che frequentavano la mia stessa scuola, al mio arrivo, sghignazzavano con malizia chiamandomi “latteria”, “mucca”, “cicciona”, “canotto” etc... Non riuscivo a capire perché il mio aspetto suscitasse tanto clamore e così tanto disprezzo allo stesso tempo. Mi crucciavo del fatto che le mie compagne di classe fossero più magre, più belle e più ricercate. Ma proprio non concepivo perché io dovessi essere presa di mira in quel modo. Negli anni ho capito che tale atteggiamento non riguardava me ma l'invidia di chi mi etichettava. Questo pensiero in qualche modo mi ha salvato, ma mi ci è voluto tempo e fatica per arrivare a questa conclusione. Non per tutti è così, soprattutto in questi ultimi anni.
C'è una sostanziale differenza tra il bullismo targato anni '90 e quello targato anni 2000 ed è molto semplice da individuare: la tecnologia. Vent'anni fa l'epiteto, la “presa in giro”, iniziava e finiva all'interno delle mura scolastiche. Erano atteggiamenti e parole che in genere non sconfinavano da quel territorio.
Oggi purtroppo non è più così.
In questi tempi oscuri le vittime di bullismo lo sono ovunque perché la tecnologia, i social network e la rete favoriscono e spesso potenziano il diffondersi di questo tipo di violenza. Così si creano strati ramificati di parole, offese e immagini denigratorie che rimangono non solo nella memoria di chi le subisce ma anche nella rete globale che ognuno di noi ormai è abituato ad utilizzare. Più che un provvedimento legge contro questo atteggiamento (che molti stupidamente pretendono) dovrebbe esserci invece un percorso educativo che parte proprio dalla scuola, un viaggio che porta i ragazzi a non denigrare nessuno solo perché appare diverso da ciò che considerano normale.
Attenzione però, i giovani non devono essere indottrinati bensì educati al rispetto dell'altro, chiunque esso sia. Mi rendo conto che una società di questo tipo sia pressoché utopica ma se piano piano le menti più fresche imparano a capire che categorizzare gli esseri viventi non è mai davvero un bene, forse possiamo sperare in una generazione dotta, intelligente e pensante.
La rigidità di pensiero e di comportamento, invece, porta solo ad una strada: l'ignoranza eterna.
Che dire ancora?
Un saluto “rispettoso” a tutti!
La vostra Blogger,
Giulia
Mi scuso per non esser riuscito a fare un disegno per questo articolo che ne meritava uno assolutamente. Ho molti impegni e sto preparando dei disegni per alcuni libri che io e Giulia realizziamo con le nostre manine!
RispondiEliminaComunque, mi sento chiamato in causa anchio in tema di bullismo. Ne ho subite parecchie di denigrazioni, purtroppo, soprattutto negli anni delle scuole medie inferiori.
Il bullismo è un cancro intramontabile di questo tipo di società, semplicemente perchè fa leva sulla colonna portante di questa società stessa: la superficialità a 360°
In questi anni è tutto peggiorato perchè ragazzi/e sono convinti che la vita vera sia solo dentro un telefono. Siccome il cellulare non viene mai spento, il bullismo è ormai presente 24/24.
Penso che questa problematica scomparirà nell'istante in cui le persone comincieranno a vivere veramente nel mondo reale e rispettando qualsiasi cosa che si ha intorno. Oggetti, persone e concetti di ogni tipo. Sembrano le solite banali raccomandazioni, ma è la verità.
Un saluto a tutti!
(Davide)
Ciao Davide... non scusarti per il disegno, so che ne farai tanti altri molto interessanti!
RispondiEliminaSono d'accordo con te, il bullismo finirà quando le persone cominceranno a vivere davvero, ad avere il rispetto che il mondo che le circonda merita. Ormai siamo adulti e abbiamo imparato molto per fortuna :-)
Un abbraccio grande grande! <3
Ciao, Giulia!!
RispondiEliminaMi dispiace per quello che hai passato nella scuola. Anche io ho vissuto il bullismo, chiamiamo "bulling" da noi, pure "assédio moral", quando ero adolescente. Non basta essere un tempo buio dentro di noi, dobbiamo ancora soffrire con etichette che ci danno. Miricordo che ho sofferto tanto al ultimo anno della scuola elementare, che la mia mamma ha dovuto di richiedere che mi cambiassero classe. C'erano due ragazze che mi etichettavano molto, davano fastidio a chi fosse la mia amica, non ho mai saputo bene perché, credo fosse perché mi piaceva lo sport e mi vestivo in modo più mascolino. Logico che io vorrei vestirmi molto meglio, però la mia famiglia non aveva soldi per comprare bei vestiti, li indossavo sempre praticamente per tutta la stagione. Anche perché studiavo in una scuola per figli di persone riche, ed io e la mia sorella eravamo figlie di una professoressa ed un autista. Ma dopo il cambiamento, mi sono sentita molto meglio, sembra di poter respirare, perché è lì che passiamo buona parte della giornata, immagina di non sentirci bene per tutto questo tempo.
Il riflesso di questo tipo di abuso può essere benefico, se la persona ha una buona struttura per sostenere e riformulare tutto, ma può essere come questi adulti pazzi che entrano nelle scuole e negli asili nido sparando colpi di pistola o accoltellando bambini e insegnanti. Purtroppo, questo è sucesso in Brasile due settimane fanno. Terribile.
Penso che tutto debba cambiare prima in famiglia, poi a scuola; un grande cambiamento nei valori per gli adulti che vogliamo in futuro. Siamo sopravvissuti di un sistema, negli anni 90, a cui non sembrava importare molto, non si studiava tanto le implicazioni che il bullismo può avere sulla vita di una persona. Meno male che siamo riusciti a riformulare tutto ciò, anche se a volte non mi sento "inadeguada", come riflesso di quello che ho vissuto ai 13 anni.
Sai che oggi io ho più di 50 paia di scarpe e mia sorella (che ha molto di più) scherza dicendo che abbiamo comprato così tanto per colmare quella mancanza di vestiti e scarpe che era così evidente a scuola. Peccato, quanti soldi sprecati, non mi orgoglio di questo, ma sò di essere ancora il riflesso del bullismo per sentirmi adeguada.
Un abbraccio grande grande!!!!
Ciao Telma!
EliminaPurtroppo chi appare diverso o lo è, viene sempre etichettato e spesso emarginato.
E' proprio ciò che dovremmo insegnare alle generazioni future, ma è un percorso lungo e difficile.
La famiglia è sicuramente molto importante nell'educazione di un individuo ma la scuola è un elemento preponderante perché è il luogo dove si impara a socializzare e dove si passa la maggior parte del tempo da infanti e poi da adolescenti.
Ognuno di noi reagisce a situazioni brutte a suo modo e spesso l'accumulo di oggetti è un modo per esorcizzare altro. Tuttavia sono scarpe (per fortuna) e come sai non bastano mai! Scherzo, ti capisco molto bene ma so anche che tu sei una donna dalle mille risorse e non ti farai mai più abbattere da nessuno :-)
Ho sempre timore di dire cose errate quando l'argomento è la "ragazzata" o "bullismo di oggi", come giustamente indichi tu Giulia. Ne abbiamo subito in tanti e nel web è talmente ben gestito che non viene mai pienamente compreso purtroppo.
RispondiEliminaÈ ben mascherato da chi si erge a giudice e siccome non se ne conoscono i risvolti o particolari, spesso chi ne fa uso appare addirittura vittima molto apprezzata e seguita.
L'importante è starne fuori e non seguirne le logiche.
Fregarsene altamente è la strada giusta da seguire. Chi ha una forte personalità non si fa scalfire, l'intelligenza e la cultura aiuta molto, ti assicuro.
E tu ne hai da vendere da quel che ho compreso.
Purtroppo non sempre il rispetto viene insegnato ed apprezzato, anzi, al contrario vedo che i ragazzi vengono lasciati a seguire i propri istinti che sono lodati come punti di forza. L'educazione non esiste perché c'è assenza ed indifferenza o addirittura si educa in modo errato. Ma mi fermo qui, perché l'argomento ha infiniti risvolti.
Bravissima e grazie di aver messo in evidenza la questione.
Un abbraccio enorme, ciao.
Ciao Pia!
EliminaGrazie per essere passata di qui :-)
L'argomento che ho scelto è senza dubbio spinoso e delicato, ma è molto importante parlarne.
La rete (intesa come web) amplifica tutto e spesso prolunga la sofferenza dei ragazzi e delle ragazze che subiscono determinati atteggiamenti. Io adesso ho 42 anni e mi rendo conto che ciò che ho subito io per quanto brutto e denigrante non è nulla in confronto a ciò che un adolescente potrebbe subire in quest'epoca.
Sono d'accordo sul fatto che l'indifferenza sia la miglior arma di difesa, spero che i giovani vittime di questo atteggiamento lo capiscano e non si facciano fagocitare da persone meschine e poco inclini al rispetto altrui.
Rispetto, educazione e gentilezza sembrano ormai comportamenti lontani perché viviamo in una società difficile da gestire, purtroppo molti elementi lo confermano.
Grazie per le tue parole, sono preziose :-)
Un abbraccio grande grande!