Per la rubrica "I pensieri di Parole in scatola": Scrivere un romanzo non è così semplice...

Lo so, potrei sembrare monotona ma leggere è davvero importante per me, e non è solo un semplice passatempo ma abbraccia un concetto molto più ampio a mio parere. Mi spiego meglio. Nonostante sia un'appassionata di libri, più o meno recenti, in questo periodo sto trovando difficoltà a scovare testi ben scritti ed ideati. E' ormai noto che esistono più scrittori che lettori e questo dovrebbe farci riflettere. Probabilmente accade perché la qualità dei manoscritti sta diventando sempre più scarsa o forse perché tutti pensano di poter pubblicare un libro quando e come vogliono. Non so quale sia la risposta precisa ma posso dirvi come la penso io. 

A mio parere non è un problema di tematiche statiche, inflazionate o banali ma proprio una questione di qualità della scrittura. Non sono di certo un'illuminata oppure una donna intellettuale da salotto e né tanto meno una filosofa, ma so riconoscere un libro ben realizzato. Spesso mi ritrovo a leggere testi dove spuntano personaggi all'improvviso e senza criterio oppure uno dei protagonisti si chiama Giacomo ma nel paragrafo successivo inspiegabilmente viene nominato Alessio oppure ancora quando si incontrano date e tempi della storia che non coincidono minimamente tra loro. Ma la situazione peggiore è quella dove gli avvenimenti sono mal gestiti. Vi faccio un altro esempio specifico. Per le prime cinquanta pagine lo scrittore ci fa entrare in una calma piatta piuttosto incresciosa dove sembra regnare una noiosa staticità e nulla si muove, non succede assolutamente niente di interessante o degno di nota, solo parole ben assemblate. Poi però, all'improvviso, in una piccola manciata di pagine accade tutto ciò che doveva essere diluito in modo preciso e sagace nei precedenti capitoli per poter accompagnare il lettore all'interno della storia e farlo “viaggiare” insieme ai suoi personaggi. Non è finita qui. Ci sono inoltre libri cosiddetti Fantasy che in realtà di fantasioso non hanno nulla e celano, nemmeno tanto velatamente, storie di stampo politico in mondi pseudo fantasiosi dove i nomi dei personaggi richiamano divinità mai esistite o addirittura impronunciabili. Per non parlare dei libri gialli o polizieschi dove alla fine il colpevole è qualcuno che passava per strada per caso e che non è quasi mai comparso nei precedenti capitoli. La scrittura, ahimè, è molto simile alla matematica: si può arrivare alla soluzione in diversi modi ma ci vuole metodo e precisione oltre che costanza. Insomma per creare un libro ben fatto non basta una buona idea, bisogna anche realizzarla con criterio.

Non credete a chi vi dice che scrive quando ha l'ispirazione giusta o lo fa di getto senza nemmeno pensarci troppo per poi pretendere di stilare il romanzo del secolo. La verità è che il mestiere dello scrittore paradossalmente è molto più complicato di quello per esempio di un alto dirigente aziendale, deve tenere sotto controllo una realtà fittizia ma funzionante come fosse vera in cui tutti i pezzi del puzzle devono combaciare in modo esatto altrimenti crolla l'intero costrutto letterario. 

Un romanzo non deve essere perfetto ma ben ideato. Possono esserci delle piccole sbavature, in fondo siamo tutti umani, ma chi decide di fare questo bellissimo e complicato mestiere deve essere consapevole che la famosa e odiata “scaletta” è fondamentale. Chiunque si approcci a questo mondo deve essere consapevole che ancor prima di scrivere la prima lettera della prima parola del primo capitolo deve avere stilato una scaletta precisa che consiste in: caratteristiche dei personaggi (aspetto fisico, personalità e funzione) insieme all'intelaiatura della trama (uno story-board letterario) in cui si descrive per sommi capi cosa succede in linea generale nella storia, con tanto di finale. Se invece vogliamo essere più pignoli e precisi, si può aggiungere cosa avviene in ogni situazione ed il numero massimo di capitoli che si desidera riportare. Quest'ultimo però è il caso più pignolo nel momento in cui il testo è composto da numerose pagine, per cui senza uno schema dettagliato diventa difficile gestire tutto l'insieme.

Infine, le mie sono solo indicazioni e osservazioni e ogni persona ha il suo personale metodo di lavoro tuttavia a mio parere questi sono i punti fondamentali per potere ideare qualcosa di leggibile e ben congegnato. Aggiungo che la lettura deve essere un'esperienza di vita e, come tale, deve lasciare un qualche tipo di segno al fruitore.

E voi quali “errori” avete notato nei libri che avete letto? Vi sono mai capitati testi che non siete riusciti proprio a leggere?

Che dire ancora?

Un saluto “scrittoso” a tutti!

La vostra Blogger,

Giulia








Commenti

  1. Giulia!! Bentornata!! E grazie di farmi imparare una nuova parola/espressione italiana: ahimè! Davvero non l'ho mai letto.

    Io, come lettora semplice, ma con un segno espressivo di letture in 40 anni di vita, posso dirti che ho già vissuto questa situazione terribile di rabbia per aver speso soldi mescolata con la rabbia di dover finire la tortura, perché se non finisco un libro che ho iniziato, mi sento male, anche se la lettura stessa mi da fastidio.

    Scritto male, pieno di errori di nome e data, visibilmente bloccato in alcuni capitoli e veloce in altri, si, mi è accaduto spesso di trovare romanzi così. Penso che scrivere un romanzo c'è davvero un qualcosa di diverso, di logico (veramente come matematica), non può essere una semplice ispirazione in un bel giorno mentre si mangia la torta.

    Se leggere è una sperienza di vita, come hai detto tu, scrivere è un mestiere che richiede tempo e dedizione, oltre, ovviamente, molta conoscenza per aggiungere veramente alla vita dell'altro che ci legge. Io non mi sento in grado di farlo, perché un romanzo non è come un semplice testo, è veramente un mestiere.

    Complimenti, Giulia! Tra poco nasce il tuo figlio, ben fatto, ben pensato, e fai bene di dedicarti col cuore e la testa, così farai la differenza nella vita di chi ti legge.

    Un abbraccio forte forte!

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    Risposte
    1. Ciao Telma!
      Grazie davvero per essere sempre presente e sempre gentile!
      E' vero fare lo scrittore è un mestiere quasi chirurgico ma anche tanto divertente e si possono scoprire e inventare tantissime cose nuove.
      Come ogni lavoro è necessario che ci appartenga e ci appaghi.
      Il mio piccolo romanzo è ancora in fase di editing e purtroppo sono un po' in ritardo, ma con il progetto DiSognatori non posso realizzare tutto subito. Ad ogni modo non tralascio nulla e al momento giusto il mio racconto ci sarà e spero che possa raggiungere più persone possibili :-)

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  2. Buongiorno Giulia. Ho gradito moltissimo questo tuo post e ti ringrazio tanto per la sincerità e la precisione con cui ci indichi le basi fondamentali per scrivete un buon romanzo o comunque una buona storia.
    Non tutti lo fanno perché non vogliono svelare i propri metodi che, come scrivi anche tu, sono infiniti.
    Quindi grazie davvero.
    Devo ammettere che quando leggo non noto molto gli errori quanto piuttosto la pesantezza o troppa leggerezza di una storia. Se accade rinuncio a continuare e passo oltre. Pensa che non ricordo quali, forse perché li ripongo e li perdo tra i mille libri che posseggo... li dimentico praticamente.
    È bello poter scrivere qualcosa che se gradita da chi legge, porta in sé tanta soddisfazione e stimoli per continuare a farlo.
    Spero tu possa presto realizzare il tuo desiderio.
    Ti lascio il mio saluto Giulia grazie, a presto.

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    Risposte
    1. Ciao Pia!
      Grazie per essere passata di qui :-)
      A me è sempre piaciuto insegnare o quanto meno condividere ciò che so, forse perché vengo da una famiglia di insegnanti, ma alla fine mi diverto davvero a trasmettere il mio sapere alle persone. Non sono mai stata gelosa di ciò che so fare o altro.
      Se la storia risulta troppo pesante vuol dire che lo scrittore non riesce a dosare bene la narrazione. Ti faccio un esempio: ho letto un libro che si chiama "Lo stupore della notte" di Piergiorgio Pulixi, un autore sardo che vive a Milano. E' un libro nero, con un'atmosfera cupa e non leggera. Però lui ha dosato bene questo aspetto ed io sono riuscita a leggerlo tutto. Tuttavia ho avuto bisogno di una lunga pausa prima di poter leggere un altro libro simile.
      Poi ci sono i libri alla Sophie Kinsella, che nonostante la leggerezza sono piacevoli da leggere, ma a piccole dosi, ovvero una volta che ne si è letto uno gli altri sono tutti più o meno uguali e quindi si perde un po' l'interesse. Questo è il rischio delle saghe.
      Ad ogni modo se hai voglia di letture spensierate o no e sei indecisa chiedi pure io sarò contenta di consigliarti ciò che posso :-)
      Grazie ancora per le tue parole!
      Un saluto grande!

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