Per la rubrica "Parole in scatola legge": Harry Potter e il calice di Fuoco
I libri sono scritti da persone e per quanto fantasiosi e pittoreschi rappresentano sempre lo specchio di una società umana. Ogni storia nasconde inavvertitamente una metafora. Questa, in particolare, ne nasconde una semplice ma complessa allo stesso tempo. Gli Elfi domestici in questo caso rappresentano l'anello di una società in cui le scale gerarchiche hanno una precisa valenza. Ogni componente della piramide ha un preciso compito e non deve esulare da esso, in questo modo gli equilibri non si spezzano e gli anelli della catena rimangono ben saldi e consolidati. C'è da dire che purtroppo gli Elfi sembrano contenti di questa loro condizione.... ma lo sono perché è comunque una semplice vita quella che conducono oppure perché semplicemente non ne conoscono altre?
A mio parere tutto questo comporta una mancanza di libero pensiero e di scelta di vita. Avete presente il detto dei nostri nonni: “Chi nasce tondo non può morire quadrato?” Bene, la vicenda degli Elfi nasconde proprio questo concetto: chi nasce schiavo resterà sempre tale. Ma poi arriva l'Hermione di turno che capisce la precarietà di tale equilibrio e che nasconde una profonda ingiustizia ovvero la non conoscenza di un mondo diverso dove magari la libertà di scelta è possibile. Ognuno di noi dovrebbe sentirsi libero di avere la vita desiderata, di realizzare ciò che si sente o semplicemente chi essere davvero. Nessuno abbandonerà totalmente la propria natura o costrutti sociali ma ciò non toglie che possono essere migliorati o variati almeno in parte. Sapete come va a finire la crociata personale di Hermione? Un Elfo domestico, Dobby e che in passato era stato liberato da Harry Potter, decide che la libertà è giusta ma questo comporta delle conseguenze. Cerca lavoro ma nessuno glielo concede fino a quando non approda alla più famosa scuola di magia della letteratura. Qui trova accoglienza e una paga più che soddisfacente ma il suo passato non lo ha abbandonato, così quando contratta la remunerazione abbassa l'offerta ma non rifiuta il diritto di essere libero e remunerato per il suo impegno lavorativo. Dobby non stravolge la sua natura ma impara che si può vivere bene in modi differenti seppure legati a contesti specifici.
Ovviamente è solo un romanzo ma è necessario sottolineare che comunque nel genere Fantasy come la storia in questione, ci sono delle regole ben precise da seguire se si vuole scrivere questo tipologia di racconto. La narrazione parallela nasconde qualcosa di più importante ovvero che il mondo non lo si cambia di colpo, ma se nessuno agisce niente verrà mutato. Ognuno di noi dovrebbe imparare da Hermione: agire se si vuole cambiare è l'unica soluzione possibile.
Che dire ancora?
Un saluto “liberale” a tutti!
La vostra Blogger,
Giulia

Giulia, bella riflessione. Davvero mi hai toccato il cuore.
RispondiEliminaSai che non ho mai letto (l'unica persona al mondo) Harry Potter, nemmeno ho visto i suoi film, nonostante lo mio ex figliastro amasse tanto. Per questo non conosto nessuna storia di questo piccolo mago, però molto buona la riflessione sulla storia di Hermione.
Lavoro con persone povere da molti anni; penso che da sempre, visto che lavoro fuori dai miei 17 anni, e guardandoli ho imparato che chi solo conosce la vita semplice, sembra più felice di quegli come noi, che conosciamo altre vite, che abbiamo avuto diverse opportunità ed abbiamo potuto scegliere i propri percorsi, almeno alcuni percorsi, non tutti, logico, impossibile tutti.
Ad esempio, ci sono persone così povere (di soldi), che riuscire una tv diventa un sogno di vita. Conoscere il mare diventa un sogno di vita. E comprare una tv, conoscere il mare, sono cose abbastanza accessibili. Se ci riescono, si sentono le persone più felici del mondo, contenti con la sua condizione, com gli Elfi. Credimi, conosco gente così, e la parola "cambiamento" non si trova nel suo dizionario. Per loro, comprare la tv è una vera "giustizia".
Per noi, che conosciamo altri paesi, che abbiamo avuto lavori diversi, che abbiamo tempo e disposizione per leggere uno, due, tre libri, che viaggiamo dentro le storie, che conosciamo altre ligue e culture, è più difficile sentirsi sodisfatto. Almeno io, più conosco e vivo le cose nuove, più mi sento vuota ed ho bisogno di più, mi sembra sempre di non trovare una "giustizia". D'altra parte, siamo più liberi.
Quindi, rispondendo la tua domanda, sì, penso che chi non conosce altre vite, anche se più felice per non avere voglia di più, sono ancora più limitati. Mi pare che solo con la conoscenza si può veramente cambiare, oppure provarci.
Magari tutti ne avessero un suo Hermione nella vita!!
Un abbraccio forte forte!
Ciao Telma!
EliminaGrazie davvero per le tue parole sempre attente!
Ogni conquista è davvero importante per noi, grande o piccola che sia. Però come hai ben argomentato, non possiamo vivere davvero bene se non conosciamo altre realtà. La possibilità di scelta è davvero importante :-)
Grazie ancora per la tua presenza e per il tuo messaggio davvero bello!
Un abbraccio super grande! :-)