Per la rubrica "musica e sentimento" di Parole in scatola: La vita va presa "a muso duro"...

Disegno di Davide Poli
In una serata malinconica e un po' particolare ho assistito ad una famosa kermesse musicale di cui sinceramente non sono una grande fan, tuttavia in genere la serata dedicata alle “cover” (canzoni di altri reinterpretate dai cantanti in gara) non mi dispiace. Ho ascoltato parecchie performance ma una più di tutte mi ha emozionata e non per chi la eseguiva ma per la canzone stessa. Il testo in questione riguardava la rivisitazione del pezzo musicale “A muso duro” di Pierangelo Bertoli, tratta dall'omonimo album... e che ha più o meno i miei anni! Non sono una cultrice della musica d'élite del recente passato, o tanto meno una radical chic che scimmiotta cantanti del passato considerati di una certa levatura, ma questa canzone che ricordavo abbastanza bene e che conoscevo mi ha fatto riflettere non poco. Bertoli è un cantante degli anni settanta, periodo abbastanza florido per la musica in generale e per i testi ricercati nonché di spessore. Parla di un artista che vuole scrivere per comunicare, senza dettami commerciali e convenienti per i guadagni di qualcuno. Così prende la vita a muso duro, si scontra con i grandi ostacoli che gli si presentano davanti ma vive come desidera davvero.

Vi riporto un estratto del testo:

Ho speso quattro secoli di vita
E fatto mille viaggi nei deserti
Perché volevo dire ciò che penso
Volevo andare avanti ad occhi aperti

Adesso dovrei fare le canzoni
Con i dosaggi esatti degli esperti
Magari poi vestirmi come un fesso
E fare il deficiente nei concerti

Canterò le mie canzoni per la strada

Ed affronterò la vita a muso duro
Un guerriero senza patria e senza spada
Con un piede nel passato
E lo sguardo dritto e aperto nel futuro

E' una filosofia di vita giusta, tutti dovremmo vivere come desideriamo davvero, come pensiamo sia ideale per noi. L'arte dovrebbe essere libera espressione priva di dettami e costrutti sociali che purtroppo ingabbiano anche questo mondo il quale, invece, dovrebbe essere la più lampante dimostrazione di vera libertà! Sembra qualcosa di estremamente utopico ma come sapete io non smetterò mai di divulgare questo concetto e forse vivo la mia esistenza “a muso duro” proprio come nella canzone. Ma ognuno di noi dovrebbe assaporare appieno la propria vita, non importa quanto ma come la si vive. Se penso al mio passato mi rivedo nelle parole della canzone “Ho speso quattro secoli di vita e fatto mille viaggi nei deserti...” Ho vissuto, assaporato, rischiato, amato e viaggiato e tutto questo attraverso il mestiere dell'arte e non importa se è stato breve. Ho conosciuto questo modo di vivere da cui non mi discosterò mai anche a costo di incontrare muri su muri da abbattere uno dopo l'altro, nonostante la frustrazione di non riuscire a buttarli giù tutti e nonostante qualsiasi altra cosa!

 E voi? Cosa desiderate davvero nella vostra vita?

Che dire ancora?

Un saluto “duro” a tutti!

La vostra Blogger,

Giulia



Commenti

  1. Ciao, Giulia! Ho conosciuto adesso questo testo, non ho mai ascoltato questa musica.

    Hai ragione, la musica dice molto, e gli anni 70 anche da noi, in Brasile, sono stati importantissime per sprimere sentimenti di libertà, conscenza, voglia, attraverso la musica, eravamo un popolo intrappolato dalla politica della dittatura militare, e così abbiamo una raccolta di canzoni meravigliose che ci motivano a vivere nel modo che ha più senso.

    Musica, è spressione, musica ci fa sentire vivi, ricordare, piangere, trovare coraggio; i sentimenti sono attuali, quindi anche le vecchie canzoni ci servono per sempre.

    In questa settimana pensavo sulla tua citata filosofia di vivere come desideriamo davvero, come pensiamo sia ideale per noi. In lavoro qualcuno ha parlato che la mia macchina è vecchia e che dovrei cambiarla per una moderna. Mio capo mi ha detto, ascoltando la storia, che era d'accordo, che dovrei fare un finanziamento in banca... al inizio mi sono sentita triste e offesa, dopo mi sono resa in conto che lui non capisce che, anche se posso permettermene una nuova, preferisco uno stile di vita senza debiti con un'auto che mi porti al sicuro dove devo andare. Quindi... a quanto riguarda avere una macchina moderna o no, vivo come voglio, non quello che la società mi chiede.

    Un abbraccio forte frote dal Brasile!!!

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    Risposte
    1. Ciao Telma!
      Grazie per le tue parole, davvero :-)
      Anche in Italia gli anni '70 sono stati piuttosto turbolenti ma creativi allo stesso tempo. Ci sono stati molti cambiamenti politici e artistici. La musica segue un po' l'evoluzione delle persone e forse è per questo che oggi non è più come una volta.

      Le scelte che facciamo durante la nostra esistenza sono dettate da ciò che desideriamo davvero, è una sorta di istinto e ragionamento. Solo noi possiamo decidere cosa è meglio e cosa no. Gli altri possono darci dei consigli, possono dire la loro ma mai influenzare totalmente la nostra vita.
      Anche la scelta di un'auto "normale" e non super tecnologica può essere una decisione assolutamente personale e non c'è nulla di male in questo.
      Prendi la decisione che ti piace di più e non preoccuparti, sarà quella giusta :-)

      Un abbraccio grande grande!

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