Per la rubrica "cinema" di Parole in scatola: "La verità è che non gli piaci abbastanza..."
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| Disegni di Davide Poli |
Vi propongo una piccola presentazione della suddetta storia in questione.
Gigi è una donna insicura e in cerca dell'amore da così tanto tempo da non accorgersi che non ha bisogno di elemosinare sentimenti, infatti solo nel momento in cui smetterà di farlo troverà chi l'apprezzerà davvero. Beth è una donna matura che ha una lunga e serena relazione con Neil, tuttavia sente il forte desiderio di sposarsi nonostante la reticenza del suo compagno che invece non crede nel matrimonio. Poi c'è Conor l'eterno innamorato della sua migliore amica ed ex amante, per questo motivo non riesce ad andare avanti e a capire che una vera storia si basa su altri principi più profondi di un'attrazione. Janine e Ben sono gli eterni fidanzati che non si sono accorti di essere cresciuti diversamente e di desiderare due strade opposte. Sono persone che non hanno fatto le giuste tappe della vita e si sentono intrappolati in un'esistenza imposta e non costruita passo dopo passo. Mary è una ragazza semplice e appassionata del suo lavoro, ma che vorrebbe solo incontrare un uomo che non la prenda in giro.
E' strano come ognuno di loro mi rappresenti in qualche modo. Sono stata Gigi per molto tempo e ho elemosinato amore, amicizia e compagnia perché mi sentivo sola e inadeguata. Credevo che dimostrandomi amica o gentile anche l'altra parte avrebbe ricambiato, ma per essere corrisposti in amicizia o in amore bisogna viaggiare sugli stessi binari.
Mi sono immedesimata anche un po' in Mary, una ragazza semplice e appassionata, a volte confusa dalle complicanze della vita. Lavora con la tecnologia e si occupa di comunicazione, pubblica annunci pubblicitari per conto di un giornale. Per lei una comunicazione efficace è fondamentale. Nonostante ciò, Mary fa un discorso molto interessante su come in passato fosse più semplice comunicare, quando la tecnologia non invadeva così tanto le nostre vite e le questioni erano o bianche o nere. Lo fa con queste parole più o meno: “Rimpiango i giorni in cui c'era un'unica segreteria telefonica, un'unica cassetta, insomma o ti chiamava o non ti chiamava. Adesso ci sono sette modi diversi per sentirsi rifiutati” Mi rivedo in questo ed è molto semplice: o si vuole cercare qualcuno o non si vuole farlo, le opzioni per mettersi in contatto possono essere esigue ma è la volontà che conta. Insomma, l'abbondanza di tecnologia non aiuta i rapporti umani anzi spesso li complica un po' di più e in qualche modo avvicina le persone al fallimento. Come si suol dire “Il troppo storpia”.
In alcuni momenti sono stata anche Conor, legata ad un amore passato finito da tempo che era stato importante ma che aveva fatto il suo corso seppur breve ed io, nel mio caso, mi ostinavo a non vederlo.
Una vita fa mi sono ritrovata in una situazione simile a quella di Janine e Ben, bloccata in un rapporto più per abitudine che per amore. Non mi sono resa conto della gravità della situazione fino a quando non ho capito che c'era un rottura profonda, fino a quando non ho capito che era finita e non solo perché sentivo che c'era un terzo incomodo all'interno della coppia, ma perché capivo che quel rapporto era esaurito anche se non riuscivo ad uscirne davvero. Poi però quel coraggio l'ho avuto, ci sono riuscita! E' una situazione terribile che non auguro a nessuno, perché se da una parte si prova una sensazione di fallimento e sconfitta dall'altra ci si sente sollevati e di conseguenza anche in forte colpa.
In questa fase della mia vita però mi rivedo in Neil e Beth. Sono la compagna di un uomo che amo e che mi rispetta, mi aiuta e mi supporta sempre, esattamente come farebbe ciò che si definisce un “marito”.
C'è una frase che mi ha colpito molto del personaggio di Beth rivolta a Neil che recita più o meno così: “Vedi quegli uomini che le mie sorelle hanno sposato? Sei più marito tu senza essere sposato, di quanto quei mariti lo saranno mai per loro e questo basta, basta davvero per me” (in quel punto del film il padre di Beth aveva avuto un infarto e tutta la famiglia si stava prendendo cura di lui, compreso Neil che era stato lasciato momentaneamente da Beth, mentre gli altri mariti invece non si curavano minimamente della situazione e trascorrevano tutto il giorno davanti alla tv) Personalmente per quanto non disdegni l'idea di sposarmi (un giorno mi piacerebbe farlo) credo che quando due persone si incontrano e decidono di stare insieme stipulano una sorta di “patto sentimentale”, qualcosa che li lega davvero. Che questo accordo sia istituzionalizzato o meno non importa, le parti si impegnano nel rispettarlo. Io non ho giurato davanti ad un sindaco o ad un prete di essere fedele sempre, in salute, in malattia, in ricchezza o in povertà. Lo sento dentro, è un accordo tacito che ho fatto con me stessa e con il mio compagno di vita. Sposata o no ho un legame forte che mi rende moglie, compagna di vita, di avventure e di sventure! Non potevo chiedere di più!
“La verità che non gli piaci abbastanza” espone un'unica grande verità: non esistono regole precise nei rapporti sentimentali ma esistono solo i rapporti, le persone e ciò che si decide di fare. Amare vuol dire anche condividere e se il rapporto è unilaterale semplicemente non esiste o non fa per noi.
E voi cosa ne pensate? Quale personaggio vi rappresenta di più?
Che dire ancora?
Un saluto “piacente” a tutti!
La vostra Blogger,
Giulia

Che bello, Giulia!!! Complimenti!!! Non conosco questo film, ma penso che sei riuscita a riassumere la storia. Bella, anche io mi vedo nel mood di ciascuno dei personaggi; come te, ora nel passato, ora nel presente. Immedesimarsi in un film o in un libro, insomma in una storia, è così delizioso che possiamo sognare mille finali per la nostra stessa vita. Questo ritorno che ci porta la cultura, anche sviluppando la conoscenza di sé, è unico.
RispondiEliminaUn abbraccio forte forte!!!
Ciao Telma!
RispondiEliminaGrazie davvero per le tue parole!
Questo film in Italia è un po' un cult, lo hanno visto tutti almeno una volta. Forse sarà scontato ma alla fine lo si capisce con il tempo e seppur il messaggio sia semplice non è affatto banale a mio parere.
Ogni giorno ci raccontiamo un sacco di storie del perché il telefono non suona, del perché chi ci piace non ci cerca, la risposta sta nel titolo del film.
Il film gioca sicuramente su situazioni comuni, che almeno una volta ci sono capitate, ma alla fine dice la verità.
Io riguardo "La verità è che non gli piaci abbastanza" ogni volta che posso, per me è un po' come "Mamma ho perso l'aereo" a Natale, un appuntamento :-)
Un abbraccio grande grande!!!
Ciao Giulia.
RispondiEliminaVolevo farti tanti cari auguri di Buona Pasqua a te, Davide e tutti coloro che amate. ❤
Ciao Pia!
EliminaGrazie mille!
Speriamo che anche tu possa passare questi brevi giorni festivi in modo sereno!
Un super saluto da parte nostra! Giulia e Davide