Per la rubrica "cinema" di Parole in scatola: L'uomo che comprò la Luna...

Disegno di Davide Poli
Ci sono giorni in cui ho voglia di fare una scorpacciata di film, così vado alla ricerca di lungometraggi interessanti... per quanto mi è possibile dato che non ho tv a pagamento! L'altro giorno mi sono imbattuta in un film agrodolce e surreale dal nome anche leggermente grottesco: “L'uomo che comprò la luna”. E' la storia di un improbabile militare, tale Kevin Pirelli di origine sarda ma dal pronunciato accento milanese, che viene reclutato per scovare in Sardegna un famigerato uomo che pare abbia comprato la luna! Gli americani ne rivendicano la scoperta e di conseguenza anche la proprietà , così non accettano che un italiano, per giunta sardo, ne possa avere il possesso. Da qui parte la crociata di Kevin che, nonostante all'inizio non abbia davvero capito cosa lo aspetti, durante il viaggio non trova solo la soluzione all'enigma ma anche le sue radici e la sua vera identità.

Sono rimasta piacevolmente colpita da questo film non solo per l'aspetto grottesco della storia ma anche per il leggero equilibrio tra commedia e tragedia che gli sceneggiatori e il regista hanno saputo utilizzare. Ci sono momenti davvero ridicoli, altri invece tragici che lasciano un po' di amaro in bocca. Nel film si accentuano i vari stereotipi che hanno reso in qualche modo la Sardegna famosa ovvero per esempio il suo popolo testardo, legato profondamente alle proprie radici e alla terra. Si vede la vera isola sarda quasi desolata ma così tanto amata da chi la vive e la protegge. Una terra chiusa che però ha bisogno di esserlo perché solo così riesce a sopravvivere ad un società che la vorrebbe popolare, libertina e festaiola... e quindi deturpata come le classiche società industrializzate. Ciò che a mio parere manca al cinema italiano di questo genere è quello che chiamo “l'effetto Amelie” (riferito al famoso film francese “Il favoloso mondo di Amelie) ovvero un'atmosfera fiabesca. In questo lungometraggio il pendolo che lega la fiaba alla realtà oscilla troppo verso la realtà tralasciando così l'aspetto più leggero, il che non vuol dire superficiale ma semplicemente un po' più onirico. Nessun lavoro è perfetto ma questo film è piacevole e ben congegnato, nonostante tutto.

Il finale è la degna conclusione di una leggenda favolosa dove la fantasia e la natura spazzano via una società che vuole annullare tutto questo. Non voglio svelarvi di più, è assolutamente da vedere!

Che dire ancora?

Un saluto “lunoso” a tutti!

La vostra Blogger,

Giulia



Commenti

  1. Ahhhhh!!! Vorrei sapere il finale, tanto non potrò vederlo, non c'è l'ha in Brasile!!!

    Che bello leggerti, Giulia!! Davvero sei brava nel mestiere di critica letteraria e cinematografica. Da far volare!

    Un abbraccio forte forte!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Telma! Sei troppo gentile! :-)
      Va bene ti svelerò il segreto del finale! Ma non dirlo a nessuno mi raccomando! Scherzo ovviamente :-)

      Un abbraccio super grande!

      Elimina

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