La mia personale protesta...

Disegno di Davide Poli
Inciampi, interruzioni, rimandi, errori: potrebbe essere il riassunto non solo di quest’anno ma della vita in generale. Stiamo vivendo un anno confuso, funesto, pieno di insidie e di rocambolesche disavventure. 

Gli anziani  hanno sempre etichettato l’anno bisestile come un periodo nero e pieno di  problemi, ma mai come in questo momento storico non posso fare altro che condividere questa piccola superstizione.

Abbiamo scritto, parlato, interagito, cantato e ballato contro questo maledetto virus che sta rovinando la vita di tutti, ma non abbiamo mai protestato davvero. E’ come se tutto questo “fare artistico” nascondesse un buonismo che forse in questo momento dovremmo mettere da parte per tirare fuori ciò che sentiamo e pensiamo veramente. Sembra che le persone accettino passivamente tutto ciò che viene loro proposto e si sfoghino sui balconi cantando; credendo che, non pensando al domani ma concentrandosi solo sul presente, tutto si possa sistemare.Voglio precisare che non ho nulla contro chi cerca di vivere un periodo di chiusura coatta cercando svago nelle proprie mura di casa, semplicemente penso che adesso si debba andare oltre e domandarsi perché nonostante si potesse prevedere una situazione del genere niente, o quasi, è cambiato.

Alcune realtà stanno cercando timidamente di far sentire la loro voce, piccole manifestazioni silenziose (come quella dei collaboratori dello spettacolo, settore fortemente danneggiato) altre invece hanno solo fatto il solito rumore inutile che serve a scatenare polemica e non armonia. Adesso è il momento di ribellarci a ciò che è davvero ingiusto, dobbiamo pensare a cosa serve veramente e non a situazioni o elementi futili. Non sono io a stabilire cosa sia giusto o sbagliato (ovviamente), ma credo si debba avere un minimo di criterio e di buon senso per comprendere che si può  fare tutto con intelligenza.

Ho letto su vari tipi di siti e social network polemiche sterili di persone che lamentano la chiusura anticipata dei ristoranti, e che pensano che non potendo andare a cena fuori per loro sia una limitazione della libertà assoluta. In questo caso la soluzione è piuttosto spiccia quanto pratica: cena fatta in casa (con passione e non per dovere) oppure da asporto e doccia assicurata, così le attività di ristoro vengono sostentate dal singolo cittadino e si rispettano le regole.  Inoltre un altro aspetto che io non concepisco è l’aperitivo a tutti i costi. Ho potuto riscontrare personalmente che ci sono persone che pur di fare l’aperitivo pretendono di poterlo acquistare anche d’asporto e tutto questo non per sostenere le varie attività bensì per non venire meno alle solite consuete e stereotipate abitudini. 

Per non parlare del fatto che tutto il mondo lavorativo dell’arte viene considerato inutile e obsoleto. Però nel periodo di chiusura totale senza quel pizzico di arte cosa avremmo fatto? Per fare solo alcuni esempi  nessuno avrebbe cantato dai balconi oppure composto musica, nessuno avrebbe letto libri di alcun tipo, nessuno avrebbe dipinto, disegnato oppure scolpito, nessuno avrebbe giocato con giochi da tavolo e di società.

Nessuno quindi sarebbe sopravvissuto, soprattutto psicologicamente. L’arte è un aspetto importante della nostra vita da sempre perché nutre lo spirito e non solo, fa “lavorare”  in tutti i sensi!

Inoltre teatri,  cinema e luoghi similari sono posti dove è possibile rispettare tutti i vari protocolli sulla sicurezza che sono stati giustamente imposti, quindi perché lasciarli chiusi? A mio parere sono molto più sicuri di un pub o di un ristorante dove i protocolli sono più ristretti e difficili da controllare. Sono tanti i settori industriali e non che hanno davvero bisogno di aiuto e noi cittadini dobbiamo pretenderli. Dobbiamo davvero decidere di avere un presente e un futuro migliore per noi e per chi verrà dopo di noi. Tuttavia fin quando saremo in pochi a proporlo niente si avvererà.

Non ho le risposte in tasca, non sono una sociologa e non pretendo di esserlo, però credo di avere un pizzico di buon senso per capire che alla fine l’uomo non impara mai dal passato e questo mi rammarica molto. Ci diciamo sempre che dobbiamo imparare e crescere dai nostri errori, ma poi non accade mai a livello collettivo e sociale.

Per quanto possa sembrare divertente io spero di non sentire più voci felicemente stonate che cantano canzoni di dubbio gusto del repertorio musicale italiano, ma spero di sentire voci che parlino di ciò che sentono davvero, di ciò che vorrebbero davvero, che dicano basta ad una vita di false speranze.

Mi ero ripromessa di non parlare più di questo periodo infame, ma alla fine mi sono resa conto che volevo prendere una posizione che desideravo dire qualcosa di mio, forse come piccolo atto di protesta o forse solo per condividere qualcosa che mi sta a cuore.

 Che dire ancora?

 Un saluto “di protesta” a tutti!

 La vostra Blogger,

Giulia 

Commenti

  1. Ciao, comunque questa seconda ondata non prende di sorpresa nessuno. Quello che mi ma arrabbiare è che questa estate e stato permesso a tutti di fare tutto. Chi è ai piani alti sapeva bene che in autunno ci sarebbe stato un aumento di contagi, quindi si doveva lavorare meglio. Il problema non è andare al ristorante alla sera per carità, ma un ristoratore guadagna molto meno con un take away rispetto al consumo nel locale. Che senso ha tenere i centri commerciali nei weekend aperti dove non c'è alcuno controllo del flusso di persone, per poi tenere teatri e cinema chiusi dove sono state rispettate tutte le nome? Quindi è giustificato il malcontento, un conto e stare tutti a casa ed un conto è privilegiare come sempre gli interessi dei straricchi a discapito delle piccole partite Iva. Io sinceramente sono molto arrabbiata, hanno avuto mesi per organizzare ospedali e personali ed invece? Tutto uguale. Però i sacrifici li devono fare i soliti.

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    1. Ciau Giulia, Ciao Maria!!!

      Siamo in un momento molto particulare, e tutto quello che vi accade sanitaria e politicamente, da noi arriva sempre 3 mesi dopo.

      Ora siamo in quel periodo che la gente pensa che tutto sta passando, che il virus non è più il grande problema, fa caldo, i giorni sono più lungui e solari, dobbiamo pensare al Natale, ai negozi, alle ferie, nel estate che si avvicina. Ogni finesettimana la riva si riempi di gente, la nostra città quasi esplode da tante persone proveniente dalla capitale.

      Veramente, non si impara col passado, nemmeno il passatto appena vissuto dai nostri fratelli europei. Una seconda ondata si avvicina in tutto il mondo.

      Da quanto riguarda la parte d'arte, in Brasile, invece, inizia ad avere un pò più di apertura, come cinema con 30% della capacità, teatri, scenegiate; la gente che vive d'arte è quella che ha più sofferto con la crise economica per il covid. Anche noi, spettatori ed amanti d'arte soffriamo, logico, non con la tasca come gli artisti.

      Hai detto in questi giorni, Giulia, di una fiera d'arte che non accaderà quest'anno e che era molto importante per la regione. Tutti perdiamo, gli artisti e gli spettatori. Mi mancano le fiere d'arte, ci andavo spesso. L'unica che ancora ce la abbiamo è la fiera del contadino al sabato mattino. E basta.

      Aspettiamo con calma e fiducia in un non lockdown; almeno in Brasile, ne sono sicura non c'e la avrà, perché ora fa caldo e siamo vicini al Natale, le proteste dei commercianti saranno terribili, soprattutto perché è un anno di elezioni.

      Giulia, sono solidaria alla tua protesta!! Maria, hai scritto benissimo, non ti preoccupare, ti si può capire bene!!! Mi dispiace, ragazze, non ho molto da scrivere perché oggi vivo un momento molto particolare in famiglia.

      Un abbraccio grandissimo a tutti!!!!

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    2. Ciao Maria Rosaria!
      Hai perfettamente ragione, tutta questa situazione si poteva gestire in modo diverso e più oculato.
      Ciò che mi fa arrabbiare di più è che la maggioranza delle persone non si lamenta pur non approvando nulla di ciò che sta avvenendo.
      Finché sarà solo il singolo a protestare e ad esporre le proprie ragione, nulla cambierà.
      In questo caso è la massa che fa la differenza!

      Telma, non ti preoccupare, hai espresso chiaramente ciò che pensi e credo che in questo momento sia ciò che conta!

      Un abbraccio forte forte!

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  2. Ciao ragazzi, saluti!
    È impossibile non entrare in empatia con le parole di ognuno di voi.
    La sensazione di rivolta, ansia, incertezza, tra le altre, che stanno portando via il nostro equilibrio emotivo e mentale e che ammorbidisce i nostri giorni attuali in termini di COVID-19 è qualcosa di tremendo che segna il nostro anno di "prosperità e luce" come un periodo da ricordare tragico.
    E anche nel bel mezzo di una lotta contro un nemico invisibile, il malcaratismo mostra ancora il suo volto con una faccia pulita (senza maschera).
    Di recente nella mia città è emerso uno scandalo di appropriazione indebita di denaro pubblico. Un ex segretario sanitario della città ha sottratto ingenti somme di denaro che dovrebbero essere convertite al settore sanitario della città per combattere il virus e altre malattie.
    Credo che in Italia le situazioni si risolvano più seriamente, e nel mio Paese il Brasile, già segnato dalla sua politica corrotta, dobbiamo fare i conti con questo tipo di atteggiamento del nostro governo.
    Un abbraccio a tutti.

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    1. Ciao Gabriel! La situazione è davvero difficile. Ciò che ci rammarica è che si poteva prevedere ma non è stato fatto nulla. L'atteggiamento è stato sicuramente superficiale e la situazione è stata gestita in modo contraddittorio. Ti faccio un esempio: in molte regione italiane tra le 23.00 e le 5.00 del mattino non si può uscire ma si può partire e andare in un altro stato europeo. Insomma ci sono contraddizioni che vanno sanate.
      In Italia c'è un detto: "tutto il mondo è paese" ovvero ovunque tu sia le cose non cambiano...
      Un abbraccio Gabriel! Ti aspetto ancora su questo spazio :-)

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  3. Buongiorno ragazze.
    Governare un grande paese è difficile e ritrovarsi a decidere sul da farsi per gestire una pandemia non è affatto una passeggiata perchè in qualunque direzione ti spingi alla fine si fa sempre qualche sbaglio. E di sbagli da marzo ad oggi ne sono stati fatti e se ne stanno accora facendo. Tutti quelli che sono al governo si sono fatti prendere dal panico(giustamente)e hanno quindi attuato forti strategie per cercare di contenere i contagi ma alla fine hanno gia' all'epoca commesso un errore, cioe' quello di dichiarare un lookdown generalizzato. Ci stava pure ma non doveva protrarsi così a lungo e non per l'Italia intera. Visto che i contagi erano circoscritti solo una regione,o comunque in poche regioni,bisognava bloccare solo quelle più colpite dal virus. Ragazze spero di non essere fraintesa con il mio pensiero, perchè credo fermamente che se fosse andata così l'altra parte dell'Italia che poteva rimettersi in carreggiata non avrebbe rimasto indietro quella piccola parte in sofferenza. Noi italiani abbiamo un grande cuore e se ci sono delle differenze o discriminazioni è solo perchè qualcuno di molto più influente di noi cittadini mette l'uno contro l'altro alimentando quelle odiose differenze geografiche e umane.Sono sicura che ne sarebbe uscita fuori una grande unione ITALIANA.Purtroppo stiamo affrontando una guerra e non sarebbe stato giusto che la combattesse solo una piccola parte di persone,questa è la deduzione che riesco a fare oggi. In estate ci hanno permesso di contaggiarci senza il minimo problema, siamo andati al mare, chi a ballare, aperitivi sparsi e tutto questo senza una minima protezione. Oggi purtroppo stiamo raccogliendo i cocci di una distruzione che inconsapevolmente abbiamo voluto. E' anche vero che chi e' ai vertici doveva pensare bene prima di elargire tutta quella benevolenza estiva perche' si era previsto che si sarebbe avuta una seconda ondata, piu' estesa ma sicuramente meno incisiva. Oggi si fa confusione tra il numero dei positivi, tra i sintomatici, tra i positivi asintomatici con la conclusione che ci stanno devastando economicamente e psicologicamente. Come ha detto un virologo, vero, stanno perseguitando per fare il tampone anche chi non presenta sintomi, chi in pratica gode di ottima salute. Chi ha contratto il virus ma per fortuna puo' curarsi a casa e' molto provato, figuriamoci come sta chi il virus lo sta combattendo in una sala intensiva. Le proteste sono adesso le cose che si devono fare, dobbiamo farci sentire civilmente, far sentire la nostra voce e non permettere ancora una volta di manipolarci come tanti burattini, glielo abbiamo permesso per troppo tempo. Il virus c'e' e ne siamo consapevoli, ma e' anche vero che in questi mesi bar, ristoranti, cinema, teatri, piscine, palestre hanno speso le loro riserve per potersi mettere in regola e non inciampare in una multa salata o rischiare una chiusura. Perche' oggi non si consultano i cinesi per capire cosa hanno fatto loro per arrivare, finalmente, al contagio zero o quasi? La risposta forse e' solo una: perche' lì a differenza nostra c'e' ancora qualcosa che funziona; loro nel giro di due giorni sono stati in grado di fare due milioni di tamponi e mettere in un centro di isolamento solo quelli risultati positivi. E' tanto oneroso per la nostra sanita', e' tanto difficile far funzionare questa cavolo di sanita' che ormai paghiamo su tutto? E' ridicolo poi ascoltare in tv che oggi, dopo mesi di pandemia, c'e' carenza di personale sanitario,siamo all'inverosimile.

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    1. Per non parlare delle scuole, qui in Campania almeno fino a domani 30 ottobre saranno chiuse, ma sicuramente verra' rivista questa data e i ragazzi continueranno con la DAD. E' vero che forse i contagi con l'apertura della scuola sono aumentati ma e' anche vero che a scuola le regole sono state rispettate, cioè(parlo da quello che vedo attraverso i miei figli)i ragazzi tutti con la mascherina, ogni mezz'ora si igienizzavano le mani, entrate ed uscite ben studiate da non creare assembramenti. Ma appena si esce dalla scuola ci si sente in liberta' di togliere la mascherina e di abbracciarsi vanificando in questo modo tutto il lavoro fatto a scuola. Quindi il virus contagia a scuola ma proviene da fuori.
      Perdonatemi se mi sono prolungata piu' di quanto avrei dovuto e spero di non aver dato fastidio a nessuno con i miei pensieri.

      Ho dovuto dividere in due parti il mio commento...scusatemi ancora.

      Vi abbraccio.

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    2. Ciao Mena! Non hai dato assolutamente fastidio, anzi, hai sollevato delle questioni sensate e giuste.
      Il problema (come hai giustamente ribadito anche tu) è che stanno tirando la corda fin troppo ma prima o poi la corda stessa si spezza. Vorrebbero chiudere tutto ma nessuno si prende la responsabilità di farlo. E poi, sarebbe giusto chiudere ancora in generale? Io non ne sono così sicura. Non è vero che nessuno rispetta le regole, perché in generale lo si fa, forse dovremmo essere ancora più rigidi? Probabile, ma la rigidità non dipende solo da noi. Per quanto riguarda la Cina, purtroppo lì hanno risolto perché c'è una ferrea dittatura e niente deve essere fuori posto. Il modello cinese in Italia è impensabile, dobbiamo sempre tenere conto delle culture sociali del paese in questione. Tuttavia un minimo di organizzazione in più non ci avrebbe danneggiato, anzi forse adesso non saremmo in questa condizione.
      Noi cittadini, come direbbe il poeta, "siamo come color che son sospesi" in bilico e non solo per decisioni che non sono state prese e tutt'ora non vengono prese ma anche perché dobbiamo decidere se rischiare di essere contagiati o portare a casa la pagnotta. Io capisco che governare un paese non sia facile, ma nel momento in cui ci si assume questa responsabilità bisognerebbe portarla avanti con correttezza e onestà.
      La sanità andava potenziata, andavano fatti degli interventi ben precisi che invece per "lassismo" non sono stati fatti. Fin quando in Italia si ragiona a stereotipi come "fin che la barca va" nulla andrà bene.
      Purtroppo siamo in pochi a protestare, ma nel nostro piccolo stiamo muovendo un po' gli animi o almeno me lo auguro.
      Sono d'accordo con te sul terrorismo psicologico che alcune categorie di persone stanno subendo, l'informazione (come anche nella prima ondata) dovrebbe essere più obiettiva e avere toni molto più onesti e concilianti, ma soprattutto trasmettere i dati i maniera chiara. Non dico che sia necessario addolcire la pillola ma il giornalismo "urlato" non l'ho mai sopportato.
      Grazie Mena per le tue parole e per ciò che hai sentito di voler esprimere.
      Un abbraccio forte forte!

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