"Yugo" di Marco Dolcinelli - Recensione a cura di Parole in Scatola - Giulia De Nuccio

Ultimamente è raro che io mi dedichi alle recensioni ma per questa volta vorrei fare un’eccezione. Ho deciso, quindi, di recensire un autore che ho conosciuto tramite un altro suo libro. In quell’occasione, infatti, avevo recensito “La vita è un tiro da tre punti”, sto parlando di Marco Dolcinelli.

Dopo tre anni Marco torna con un altro libro che affronta sempre temi attuali, come amicizia, amore ed esperienze di vita, dal titolo breve e conciso: “Yugo”.

Roberto e Matteo, i due protagonisti, decidono di andare in vacanza a Budapest. Matteo perché è attratto dalle bellezze artistiche e paesaggistiche della città, Roberto per un altro tipo di bellezze: le donne. Tuttavia una volta arrivati a destinazione Matteo, navigando su un noto social network, vede una foto in particolare. Da quell’immagine il ragazzo capisce che la sua ex fidanzata si sta per sposare con un altro. All’improvviso decide di abbandonare Roberto e di raggiungere la ragazza. Da questo momento inizia la storia e il viaggio di entrambi i protagonisti poiché Roberto, resosi conto della fuga dell’amico, decide di seguirlo raccogliendo i pochi indizi che Matteo ha lasciato per strada.

 Durante la lettura ho potuto notare dei punti forti e deboli del racconto. Il libro procede con una scrittura piuttosto cinematografica, forse poco incline ad un romanzo, ma abbastanza comprensibile.  Il linguaggio è semplice e diretto, i dialoghi sono ben gestiti, nonostante un turpiloquio un po’ troppo frequente, sarebbe stato più agevole dosare le imprecazioni, anche se verosimili per il tipo di personaggi.

Di Matteo e Roberto non si sa molto, non viene spiegato chi sono davvero e com’è la loro vita, ma questa può essere una scelta narrativa precisa. A me, personalmente, piace leggere la storia dei personaggi, magari inserita qua e là in dialoghi oppure in piccoli flash back.

Un personaggio, invece, ben delineato è Anita, ragazza conosciuta da Roberto durante la ricerca di Matteo. Non voglio svelarvi altro, ma a mio parere lei è un personaggio importante, per la storia, che dovrebbe far capire ai due ragazzi che nella vita bisogna rimboccarsi le maniche e che l’egoismo non sempre paga. Insomma lei è una sorta di coscienza, con i suoi pregi e difetti!

Le descrizioni delle piazze, dei luoghi e dei paesaggi sono piuttosto precise. Questo aspetto del libro fa intuire che l’autore, forse,  conosca molto bene le città illustrate ed è sicuramente un elemento positivo e pittoresco.

Che dire ancora?

Essere uno scrittore, per di più auto-prodotto, non è mai facile ma non bisogna mai perdere la tenacia e la costanza in ciò che si fa.

Marco questa costanza mi pare ce l’abbia e non deve perderla mai! C’è ancora una piccola sorpresa però!

Qui di seguito, vi lascio una mini intervista che l’autore, molto gentilmente, mi ha concesso.

1)      Come nasce l'idea di Yugo?

L'idea nasce perché era da parecchio tempo che avrei voluto scrivere di un viaggio, ma la cosa non era mai andata oltre il semplice desiderio. Poi è capitato che sono finito a vivere per circa un anno tra Macedonia del Nord e Serbia e quei posti mi sono sembrati perfetti per il tipo di storia che avevo in mente. Da quel momento in poi, è stato tutto naturale.

2)      Come mai hai scelto proprio "Budapest" come meta vacanziera per i due protagonisti? 

Ho scelto Budapest perché l'avevo visitata di recente quando avevo iniziato a buttare giù le prime stesure del libro e mi era piaciuta molto. Sapevo che era una meta turistica molto di moda tra gli italiani per cui, vista anche la relativa vicinanza con gli altri luoghi del libro, mi era sembrata la scelta adatta. Ironia della sorte, tutto ha assunto ancora più senso perché qualche mese dopo mi sono trasferito proprio a Budapest per lavoro. Quello che per i protagonisti del libro è un punto di partenza, per me è stato un punto di arrivo.

3)      A quale personaggio di "Yugo" sei più affezionato?

Sicuramente Anita. É stato il personaggio più divertente e stimolante da creare ed è quello che ha ispirato alcune delle mie parti preferite del libro.   

4)      Hai in cantiere altri romanzi? Se si, di che genere?

Sono già a buon punto con la prima stesura del prossimo romanzo. Non voglio dire molto per scaramanzia, ma si tratterà sempre di una storia di crescite e rapporti personali, ma in un altro contesto e con personaggi un po' più maturi. Poi ho sempre l'idea di dare un seguito al mio primo libro in assoluto, "Una sola sciagurata mossa" (che potete leggere gratuitamente su dolcinelli.wordpress.com, se volete), un thriller con elementi leggeri e ironici. Qualcosa di decisamente diverso da Yugo. In ogni caso, sono uno che cambia spesso idea sui prossimi progetti da affrontare, per cui al momento non escludo che il prossimo romanzo sia un'altra cosa ancora.

Un saluto “tenace” a tutti!

La vostra Blogger,

Giulia

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