Una primavera fa...

Disegno di Davide Poli

Podcast, titoli di giornale, post sui vari social network, in questo periodo recitano la stessa identica frase: “E' passato un anno dall'inizio di un incubo”.

Se un anno fa mi avessero detto che non avrei potuto vedere il mio compagno per mesi interi, che mi avrebbero costretto a stare in casa e che mi avrebbero negato un futuro sereno non ci avrei creduto e invece è successo, proprio nel nuovo millennio.

Ciò che non riesco a capire di tutto questo pandemonio è che dopo tutto questo tempo siamo ancora al punto di partenza. Cos'è cambiato? Abbiamo dato un nome al virus? Ci siamo occupati veramente di noi stessi? Siamo diventati migliori? Le mie sono domande retoriche con un pizzico di sarcasmo, ma temo che davvero tutto si riduca a questo, a domande senza risposta.

Viviamo nell'era della più sfrenata tecnologia, la scienza sta andando di pari passo, eppure ci stiamo ancora domandando come sconfiggere un virus, uno dei tanti.

Com'è possibile che nulla sia cambiato? Com'è possibile che ancora oggi ci siano così tante incertezze ed una pessima informazione civile e medica? Com'è possibile che continuiamo ad essere perennemente al punto di partenza nonostante ci dipingano la tecnologia e la medicina come frontiere che avanzano in maniera fulminea e precisa?

Quando eravamo piccoli, negli anni novanta, vedevamo l'anno 2000 come un immenso e gigantesco giro di boa, dove ci sarebbero state scarpe con le ali, skateboard volanti, piccole navicelle al posto delle auto più tradizionali, ci aspettavamo un progresso che non si è avverato davvero. Ci ritroviamo inermi davanti ad un virus che sta mettendo sotto scacco tutti (e comincio a dubitare che questa tipologia di malattia virale sia solo di tipo medico).

E' passato un anno e siamo ancora chiusi in casa, stiamo ancora facendo “sacrifici” che, con molta probabilità, non porteranno a nessuna soluzione. Ci troviamo in una bolla scura e piena di nebbia dalla quale nessuno di noi in questo momento riesce ad uscire... e in certi casi, non vuole uscirne...

Nonostante il mio innato ottimismo ho paura, non riesco a vedere alcuna reale prospettiva di miglioramento e non credo di essere la sola.

Sono solo una ragazza qualunque che chiede cose banali, come un lavoro dignitoso, una casa in affitto e una piccola ed impercettibile serenità. Ciò che mi rimane è la speranza e la perseveranza nel portare avanti i progetti che spero di realizzare. E' un piccolo granello, un sassolino infinitamente minuscolo, ma almeno esiste ed è quello che ogni giorno mi spinge a continuare!

Una nuova primavera ci aspetta e chissà se, questa volta, sarà all'insegna del sole!

Che dire ancora?

Un saluto “futuroso” a tutti!

La vostra Blogger,

Giulia

Commenti

  1. Buona notte Giulia! Saluti!
    Grande riflessione su cosa è veramente cambiato in questa “nuova normalità”.
    Mi chiedo se stiamo davvero andando nella giusta direzione o se stiamo andando in tondo. Le persone vogliono davvero una soluzione al problema o stanno solo facendo populismo per non sentirsi indifferenti come il resto.
    La scorsa settimana, il mio stato è stato bandiera nera dalla scorsa settimana. Record di sovraffollamento negli ospedali. Recentemente ho ricevuto la notizia che un rinomato ospedale dell'area metropolitana stava fornendo un container per accogliere i corpi delle vittime del covid-19. Oggi, la priorità tra una persona anziana e una persona più giovane rimane con la persona che ha maggiori probabilità di guarire, trascurando così il problema dell'età.
    Dobbiamo svegliarci e svegliarci presto, prima che questo incubo uccida anche noi.

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    1. Bravo, Gabriel, hai detto bene come sta funzionando da noi in questo periodo. Anche se non sono cose belle da scrivere, è la nostra realtà!

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    2. Caro Gabriel!
      E' una situazione controversa e noi nel nostro piccolo cerchiamo di fare la differenza.
      Io mi trovo d'accordo con te, si deve reagire in qualche modo per non farci sopraffare da un momento davvero critico.
      Grazie per aver dedicato del tempo e le tue parole a questo spazio!

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  2. Ciao, Giulia!!

    Si, la primavera arriva sempre con speranza di una nuova fase, una vita migliore, anticipando il caldo e le giornate più solari dell'estate. Ma in quest'anno no ci siamo così, restiamo in guerra con un virus più forte e rinchiusi in casa.

    La guerra esterna lasciamo ai governanti, agli operatori sanitari, agli specialisti, alle misure preventive che abbiamo appreso.

    Ma anche siamo in guerra interna. Ed avere dei progetti, come sempre ci parliamo, penso sia il meglio modo di mantenere l'effetto della primavera nella nostra vida. Primavera per voi, perché da noi arriva l'autunno. Anche io aspettavo un progresso in questo periodo e, come te (non siamo sole), non riesco a vedere alcuna reale prospettiva di miglioramento.

    Ma dicono sempre che se alcune cose muoiono altre ne nascono, ed è per questo che credo nella nascita soggettiva in questo momento, nascita di un buon progetto per tenerci vivi e forte.

    Un abbraccio dal Brasile!!!!!!

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    1. Ciao Telma!

      E' vero da voi sarà autunno, le stagioni sono cicliche ma non nello stesso modo per tutti!
      Ciò che non cambia però è la ciclicità degli eventi e questo in parte è un po' colpa dell'uomo che non riesce proprio ad imparare dal passato.

      Avere dei progetti è fondamentale, ci tiene la mente occupata e ci fa sperare in un momento più sereno.

      Questo periodo mi fa venire in mente un film tratto da un famosissimo libro: "La storia infinita".
      Alla fine del film il mondo di Fantasìa viene distrutto, ma un granellino superstite viene recuperato. La principessa dona quel piccolo sassolino al vero protagonista della storia, (il bambino che legge il libro durante il film) e insieme a quel pezzetto di roccia gli consegna la speranza di poter ricostruire il mondo della fantasia.
      Ecco, spero che quel piccolo sasso non sia stato perso e che un giorno si possa ricostruire il nostro mondo.

      Grazie Telma davvero per la tua sempre puntuale partecipazione a questo piccolo spazio :-)

      Un abbraccio!

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