Una tazza fumante di...

Disegno di Davide Poli
In questi giorni stavo pensando a quel momento della giornata in cui finalmente ci sediamo sulla nostra poltrona o divano, prendiamo il libro che abbiamo deciso di leggere e con una tazza di caffè oppure tè fumante ci immergiamo nella storia.

E' come se quel piccolo fumo vaporoso ci sollevi e ci trasporti all'interno di un mondo che non ci appartiene propriamente ma che vogliamo esplorare.

Non sempre decidiamo di fare viaggi piacevoli o sereni, le storie a volte sono torbide, insidiose e spiacevoli. In fondo però sappiamo che quel vapore caldo ci protegge, come un fedele amico ci permette di osservare, capire e provare emozioni inesplorate, ma senza farci cadere davvero.

E' così che io vedo quel raro momento di solitudine e raccoglimento in cui esiste solo qualcosa di impalpabile ma che ci culla dolcemente.

Immagino che le storie si espandano proprio tramite quell'essenza ariosa, quel profumo dolce amaro che ci accompagna e ci fa vivere per un momento in una dolce nuvola vaporosa.

Che dire ancora?

Un saluto “vaporoso” a tutti!

La vostra Blogger,

Giulia




 

Commenti

  1. Ciao, Giulia!!!

    Ci sono cose nel tuo articolo che solo un book reader per capire!! Questo momento di solitudine è davvero prezioso, unico, mi piace tantissimo queste due cose: caffè e libro! Meglio tutti i due insieme, a casa oppure nella caffetteria!! Vorrei tantissimo e con quel biscotto disegnato da Davide, però... adesso solo a casa!

    Questo mi fa pensare a questo pomeriggio, mentre cercavo di finire un libro che sto leggendo da una settimana, il telefonino non smetteva di squillare. Ho sempre dovuto smettere di approfittare della lettura per rispondere a qualche chiamata dal lavoro, dalla famiglia, dagli amici, non si può più godere la storia, ero così arrabbiata per questo. Non mi hanno permesso nemmeno piangere alla fine del libro, come mi piace sempre fare, lasciare che le emozioni venissero a galla.

    Sembra che oggi non è solo la storia del libro che ci fa scappare, ma ci vuole prima scappare di tutto per leggere, quindi, scappare per scappare; disconnetterci per scappare srrsrsrs. Non sò se mi sono fatta capire. Tutti abbiamo il diritto di disconnetterci per godere questa tazza fumante, questo biscotto, questo libro ma gli altri non capiscono questo, e mi sembrano momenti rari.

    Allora combattiamo per il diritto alla disconnessione per scappare via nelle nostre storie!!!

    Un abbraccio forte forte!!! Grazie per farmi sempre scappare un pò della realtà!!!

    Complimenti a Davide per il disegno!!!!!

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    Risposte
    1. Hai ragione Telma il nostro momento di pace deve essere solo per noi. A volte la vita non ce lo consente, in qualche modo ci ostacola, ma non dobbiamo mai desistere.
      Non ti preoccupare, vedrai che la prossima volta il tuo attimo di pace arriverà, devi solo crearlo :-)

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  2. Ah!! Mi sono ricordata adesso che, nella mia ultima frase del libro, ma proprio l'ultima, quando sono arrivate le lacrime, mi ha chiamato fattorino da un negozio e ho dovuto trattenere le mie lacrime per prendere il pacco che era arrivato per me. Mannaggia!!!

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