Una matassa da sbrogliare...

Immagine dal Web
Ho come l'impressione che stiamo perdendo il bandolo della matassa. Mi sento come quando negli anni novanta le mie cuffiette si attorcigliavano. Per qualche strana legge della fisica diventava impossibile sbrogliarle e sistematicamente si spezzava il filo del jack audio. Ai tempi mi sarei detta: “poco male, ne comprerò un paio più robusto.” Adesso però le cose stanno diventando un tantino più complicate. Non siamo in grado di acquisire una nuova vita e sembra non esistere un piano “B”, “C” oppure “D” per nessuno. Ci ritroviamo in una bolla che cerchiamo di mantenere integra ma in vano. Per quanto critica sia la nostra vita noi ci aggrappiamo a quel filo che cerchiamo di sbrogliare il più possibile ma che resta annodato e rischia di spezzarsi, noi, invece, ci proviamo e ci riproviamo ancora perché la speranza è l'ultima a morire. E pensare che un tempo criticavo proprio chi vedeva tutte le magagne della società...

Qualche anno fa lavoravo a Milano in una piccola azienda. Andavo molto d'accordo con i miei colleghi ma ce n'era uno più grande di me che, nonostante avesse la mia stima, aveva una particolare abilità: riusciva a trovare il risvolto della medaglia per ogni situazione e non sempre era un bene. Era un uomo pratico, pragmatico, ma aveva una visione più amara della realtà tanto da guadagnarsi l'appellativo di “pessimismo cosmico”. Non parlava per partito preso ma argomentava ciò che vedeva e pensava. Ai tempi ero molto giovane e pensavo davvero che fosse troppo pessimista. Quanto mi sbagliavo! Ciò che stiamo vivendo non ha alcun precedente e forse non ci porterà davvero ad un futuro. Tutto è incerto, si può contare solo sul presente ma questo significa vivere nella completa incertezza senza alcuna prospettiva sicura.

Caro collega, se ogni tanto leggi il mio blog sappi che, se dovessi incontrarti di nuovo, ti chiamerei “realismo cosmico” e ti ascolterei con più attenzione.

Che dire?

Un saluto “cosmico” a tutti!

La vostra Blogger,

Giulia


Commenti

  1. Ciao, Giulia!!

    Certo che un pò di speranza ce ne abbiamo bisogno, ma davvero in questi tempo sembra un pò difficile di trovarla dentro noi. Hai raggione, dobbiamo solo vivere il presente. È solo cosa abbiamo. Aspettare, nel senso di avere speranza, non ci serve al momento.

    Come ti ho scritto prima, sto facendo un corso di pianificazione in generale. Concentrandoci essenzialmente sulla conoscenza di noi stessi, stiamo imparando ad evitare la procrastinazione ed a percorrere passo dopo passo percorsi pianificati da noi stessi, senza affidarci troppo al caso. Sembra fantastico, ma mi sono ritrovata a pensare (forse un po' pessimista come il tuo amico) che il corso mi mette in ansia a causa che non c'è modo di pianificare nulla a lungo termine nei tempi in cui viviamo.

    E per non disperarmi dopo aver pagato un corso così costoso in soldi e tempo, mi sono resa conto di questa bella parola che hai citato tu nel tuo testo: presente. Possiamo pianificare, si, ma per oggi, domani, dopodomani, forse qualcosa per la prossima settimana, e basta. Il presente ci è un grande regalo, e il fatto che abbiamo avuto a che fare così tanto con la morte per oltre un anno ci fa capire il valore delle nostre vite e di coloro che ci stanno a cuore.

    Veramente não é pessimismo, ma realismo.

    Un abbraccio forte forte!!!

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    1. Ciao Telma!
      E' vero dobbiamo imparare a guardare la vita al presente e forse vivremo più serenamente :-) Grazie per le tue parole davvero :-)

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  2. No dai Giulia non essere così negativa come il tuo collega... 😉
    Purtroppo molto raramente otteniamo ciò che desideriamo ed a volte non ci accorgiamo che ciò che invece già abbiamo è tanto ed altrettanto valido.
    Se poi quel che desideriamo non arriva lo mettiamo da parte fino a quando i tempi siano più consoni alla realizzazione. Mai smettere di sperare.
    Però il pregio del tuo collega sia una lezione di vita per tutti e non solo per te.
    È un bene analizzare tutti i fatti per cercare e trovare sempre una soluzione. Guarda che non è così difficile, basta provarci.
    Intanto bello leggere ciò che scrivi, i tuoi pensieri sono sempre così limpidi e cristallini.
    Grazie e ti abbraccio, ciao.

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    1. Ciao Pia!
      Ci sono momenti in cui anche io mi crogiolo un po' nel pessimismo cosmico :-D
      Il mio collega è sempre stato saggio (era un altro dei suoi soprannomi) e noi lo apprezzavamo davvero. Tuttavia avendo più anni di noi a volte aveva una visione più amara della vita e lo capisco.
      In effetti io non ho mai smesso di sperare di poter realizzare i miei progetti altrimenti non porterei nemmeno avanti questo spazio che in questi ultimi anni è cresciuto e cambiato tanto.
      Hai ragione, bisogna anche osservare ciò che si ha senza lamentarsi di ciò che ancora non abbiamo e magari partire proprio da questo.
      Grazie per le tue parole attente e gentili :-)
      Un abbraccio grande grande!

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