Una vita spericolata...

Per la “rubrica cinema” questa volta voglio parlarvi di un film che ho scoperto per caso e dal titolo piuttosto eloquente: “Un vita spericolata” diretto da Marco Ponti. Conosco artisticamente questo regista per aver diretto dei film molto belli tratti dai libri di Luca Bianchini (scrittore che seguo con piacere), tuttavia quest'opera in particolare ha un sapore più amaro rispetto alle commedie romantiche precedenti.

La trama è abbastanza semplice. Tre vite all'apparenza diverse si intrecciano per un caso fortuito. Roberto Rossi e BB (ex promettenti piloti di rally) sono due trentenni in forte difficoltà economica, Soledad invece è un'attrice molto giovane ma con una carriera in declino e di conseguenza in cerca di un riscatto. Rossi entra in banca per chiedere un prestito che ovviamente gli viene negato ma per una serie di equivoci viene scambiato per un rapinatore. Per lo spavento, un impiegato della banca consegna spontaneamente un borsone pieno di soldi a Rossi, denaro che invece era destinato ad altri traffici di dubbia legalità. Da qui le vite di BB, Rossi e Soledad si intrecciano e diventeranno spericolate in tutti i sensi.

Nonostante sia una commedia, ho trovato il film estremamente grottesco e a tratti crudele. Si affrontano numerosi argomenti come la malavita, la polizia che strizza l'occhio al lato oscuro, la mancanza assoluta di lavoro per giovani promettenti e il marciume di certi ambienti artistici. Tuttavia non si può non sorridere davanti alle avventure veramente improbabili che i protagonisti si ritrovano a vivere durante il loro viaggio: rubare auto e fare delle vere e proprie gare di rally per seminare la polizia, trovarsi in luoghi dove tutti li riconoscono e vogliono farsi fotografare chiamandoli “quelli della rapina” e addirittura regalare una parte dei soldi rubati a chi ne ha veramente bisogno.

Una frase mi ha colpito in modo particolare ed è quella che dà inizio all'avventura, la miccia che accende il fuoco. Quando Rossi chiede un prestito per salvare la sua attività, l'impiegato con aria saccente risponde:

La banca non presta soldi a chi non ne ha”

Ovviamente da qui in poi sarà tutto in salita, inizia il vero e proprio svolgimento del film che ricordo si tratta di finzione, ma fino a che punto? A mio parere è una battuta tanto geniale quanto drammatica e reale. Chi non reagirebbe in maniera al limite del violento sentendosi dire una cosa così assurda? Il problema è che questa frase rappresenta la società vera, ciò che accade veramente quando un ragazzo giovane e disperato cerca di salvare la propria vita da un fallimento garantito. Forse se la società funzionasse con un criterio più valido e soprattutto diverso il Rossi di turno non si troverebbe a prendere decisioni azzardate pur di sopravvivere. Insomma è un film agrodolce, perché nonostante strappi un sorriso per le battute ironicamente simpatiche e le situazioni rocambolesche che i protagonisti vivono, rappresenta aspetti di una società moderna piuttosto inquietanti e fin troppo realistici.

Non voglio svelarvi troppo perché è veramente una storia tutta da scoprire, quindi vi invito a vederla!

Un saluto “spericolato” a tutti!

La vostra Blogger,

Giulia




 

Commenti

  1. Ciao, Giulia!!

    Anche questo film non mi è disponibile nelle piattaforme che uso, però ho capito il dramma che ti ha colpito nel inizio del film. Anche da noi, in Brasile, se non hai soldi non hai credito, anche se lavori, è una specie di legge abituale che a volte non ha senso, specialmente per i giovani o quegli che non hanno un patrimonio.

    Purtroppo nel ambiente dove lavoro parlo tutti i giorni con persone che finiscono per entrare nel crimine a causa della mancanza di fiducia della società brasiliana in loro. Leggevo quel che hai scritto tu e sono daccordo che, anche se la storia si tratta di una commedia, ci sono cose a tratti crudeli. Sento sempre dire dai detenuti, per esempio, che è più facile continuare a trafficare che trovare un lavoro normale in nostro paese. E dopo che il sistema li raccoglie, è come passare attraverso un tritacarne: escono schiacciati e senza condizioni di risocializzazione. Cioè, prima la società nega l'accesso e dopo più e più porte sono chiuse.

    Per tutto vogliono garanzie, ma non a tutti sono garantite le garanzie. Ma poi come vivere con prudenza?!

    Dio!! Stò già filosofando sull'azione penale il venerdì sera. hehehe

    Un abbraccio forte forte!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Telma!
      Mi dispiace che alcuni dei film che ti ho indicato non siano disponibili, in Italia possiamo vederli su Raiplay. Spero che tu possa vederli prima o poi, ti piacerebbero :-)
      A volte il desiderio di una vita migliore e l'impossibilità di averla porta una persona alla disperazione e quindi a commettere azioni non propriamente giuste. Capisco molto bene questo modo di reagire, in Italia ci sono zone così. In alcune città italiane o si delinque, o si scappa, non ci sono altre alternative valide.
      Hai scritto delle parole molto sentite e si vede che ami ciò che fai e ti piace aiutare gli altri, è una dote che non devi mai perdere :-)

      Un abbraccio grande grande anche a te!

      Elimina
    2. Grazie, Giulia!!

      Sai che sto finendo quel libro che ti ho consigliato, e pensavo tra una pagina e l'altra che "quando saró nuovamente in italia, vorrei andare direttamente in Feltrinelli e fare una valigia piena solo dei libri e film italiani che mi piaccerebbero leggere e guarare". Perché ci sono tanti...

      Un abbraccio ancora!!!!!

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Una sorpresa teatrale: corso di lettura ad alta voce!

Incontri Duemilalibri: Parte Due

Una nuova avventura "gazzoliana": Miss Bee