Recensione "Dimentica la notte" di Sara Ferri a cura di Giulia De Nuccio
Qualche giorno fa sono stata contattata da Sara Ferri, una scrittrice
che non conosco personalmente ma della quale avevo letto qualche notizia
tramite i classici canali social.
Ammetto che il suo ultimo lavoro, “Dimentica la notte,” doveva essere
uno dei regali di Natale da parte dei miei genitori, ma non sono riusciti a
reperirlo. Io stessa lo avevo cercato nelle varie librerie della mia città ma
senza successo.
Così quando Sara mi ha contatta per una recensione, sono stata molto
contenta di accettare e di leggere il suo libro. Spero di essere abbastanza
esaustiva da potervi illustrare “Dimentica la notte” (ed. AlterEgo)
Appena ho iniziato la lettura mi sono venuti in mente immediatamente i
gialli svedesi per i quali nutro una particolare passione. L’atmosfera è sempre
leggermente cupa, i luoghi descritti paiono come coperti da una patina di
colore scuro, quasi come se l’intera città, Rimini, (piccola metropoli
romagnola per eccellenza della movida estiva) fosse un luogo spento e cupo.
La protagonista dal nome bizzarro,Noelia, è un’ispettrice di polizia
che per colpa di un caso piuttosto turbolento e finito in tragedia, decide di
andare via dalla sua città natale, Pesaro, trasferendosi al distretto di
Rimini.
Qui incontra una serie di colleghi che diventano anche suoi amici, la
stimano e la sostengono.
Un giorno però un corpo viene ritrovato martoriato e mutilato in un
famoso e frequentato locale della città.
Da qui parte tutta l’indagine di Noelia che lentamente riuscirà a
sbrogliare la matassa di questo complicato caso non senza colpi di scena a
volte tragici.
Credo che Sara sia stata veramente abile a scrivere un testo asciutto,
senza fronzoli, crudo e con le giuste descrizioni. Spesso nei gialli si trovano
capitoli che servono solo per allungare la storia ma che se eliminati non
cambiano l’andamento della narrazione. Sara invece è stata precisa, ha
mantenuto la linea narrativa sempre calzante e molte nozioni sono state
sapientemente inserite per portare il lettore alla soluzione del caso, altre
invece per depistare un po’ l’attenzione dal vero obiettivo. Un thriller che si
rispetti è proprio come “Dimentica la notte”. C’è un personaggio che io non
avrei fatto morire, ma non vi dico chi è altrimenti svelerei troppi altarini.
Quasi dimenticavo, per i più romantici, Noelia ha anche un cuore e
finalmente incontra una vecchia conoscenza che glielo ha rubato.
Che dire ancora?
Spero che questo libro piaccia anche a voi, di avervi incuriosito e che
Sara scriva ancora perché voglio leggere altre sue storie, ma questo (insieme a
tanto altro) lo scoprirete nell’intervista
che vi lascio proprio QUI:
- “Dimentica la notte” è un thriller
piuttosto accurato, i casi descritti sono ben congeniati. Come ti sei
documentata per scriverlo?
Sembra una risposta
banale ma Internet è una risorsa inesauribile di informazioni. Inoltre, con la
scrittura, ho potuto “rispolverare” le nozioni apprese durante gli anni di
studio all’Università di Biologia. Per ultimo, ma non per importanza, all’epoca
della mia laurea avevo preso in considerazione l’idea di entrare a far parte
nei RIS, idea poi, ahimè, abbandonata poco dopo. Leggo tanti libri inerenti
alle scienze Forensi. La passione per questa branca della Biologia mi è rimasta
e approfitto del tempo a disposizione per studiare.
Inoltre, è innegabile
che sia necessario leggere molto, per poter anche comprendere i tecnicismi
delle indagini, che sono fondamentali per dare al lettore l’idea di una trama
ben congegnata. Leggo tantissimo infatti, non solo libri “tecnici” ma anche
libri di genere thriller, gialli e polizieschi. Le buone trame, così come la
buona scrittura sono anche un’arte che necessita di impegno, di costanza e, a
volte, di tentativi andati a vuoto. Tentativi che servono per capire dove si
sbaglia, cosa c’è di buono in ciò che si scrive e cosa invece va eliminato. E’
necessario, nella scrittura, come in tutto ciò che si fa, avere l’umiltà di
pensare sempre che, per quanto ciò che facciamo ci possa sembrare buono, si può
sempre fare meglio.
2.
A chi
ti sei ispirata per il personaggio di Noelia? Come mai questo nome così fuori
dall’ordinario?
Mi fa sempre sorridere
questa domanda, perchè, ammetto di aver traslato una parte di me nel mio
personaggio. Noelia è tutto quello che io potevo essere, ma che non sono mai
diventata. E’ laureata in Biologia, come me, ma, diversamente da me, ha
continuato il percorso che aveva intrapreso, entrando in Polizia lavorando
direttamente sul campo. Perchè, se è vero che amo il crimine, non per il suo
lato cruento, bensì per l’indagine che segue, non potendo trovarmi davvero
dentro le indagini, ho dovuto creare un personaggio che lo facesse al posto
mio. La ricerca delle risposte alle domande che ci assalgono, ogni qualvolta
veniamo a contatto con fatti di cronaca, mi attrae fortemente. Con Noelia, ho
potuto entrare nel vivo delle indagini. Il nome di Noelia, nasce da una vera a
propria ricerca online. Pesaro è una città piccola e “chiusa” nei confronti di
tutto ciò che è estraneo e nuovo. Volevo una protagonista capace di incrinare
gli stereotipi dietro le quali è bloccata la città in cui vivo. Così ho trovato
Noelia, nome che io adoro, di origine Jemenita. Pesarese, ma non con il
“pedigree”. Figlia di un’immigrata jemenita, Noelia calza a pennello per la
figura che cercavo.
3.
Ci
sarà un seguito di “Dimentica la notte”? Vedremo ancora Noelia coinvolta in
altre indagini?
Il seguito di
Dimentica la notte è in lavorazione. La stesura è quasi terminata, poi,
ovviamente ci sarà la fase di revisione, di editing e quindi…. speriamo, la
pubblicazione. Perché questa parte della scrittura, quella della pubblicazione,
non bisogna mai darla per scontata. Mi piacerebbe poter pensare, come ipotetica
data per la pubblicazione, ottobre 2020. Ovviamente ritroveremo Noelia, a capo
delle indagini, in una Rimini, questa volta, avvolta dal gelo invernale. Ci
saranno i colleghi di Noelia, quindi Sonia, Gianfranchi, De Sanctis e
Giuseppe...vecchie conoscenze torneranno tra le pagine del libro e forse
Noelia, dopo questa ennesima indagine, potrebbe prendersi una pausa!
4.
Cosa
consigli ad un giovane scrittore (o giovane scrittrice) che vuole intraprendere
questa carriera?
Da quando ho pubblicato il mio
primo libro, Caldo Amaro, ho conosciuto tantissime persone che hanno la mia
stessa passione per la scrittura. Ma non basta essere appassionati di gialli
per scrivere un buon romanzo di questo genere. A chiunque si voglia “buttare”
in questa impresa consiglio di farlo, ponendosi, come obiettivo, quello di
riuscire a mettere una parte di sé in ciò che si scrive. Se un autore non
mettesse l’anima nei propri scritti, ci sarebbe un decalogo da seguire per
ottenere come risultato un libro, che risulterebbe buono ma scontato, e avremmo
tutti la possibilità di scrivere qualcosa di preconfezionato e leggibile. E’
invece bello pensare di poter lasciare una parte di noi nei nostri scritti. Il
lettore che vi si appassionerà, cercherà infatti proprio questo. Quindi,
sopra ogni cosa, la regola fondamentale è LEGGERE. Leggere tanto, anche generi
differenti da ciò che ci appassiona, e lasciarsi incuriosire da ciò che non si
conosce. Provare quindi letture differenti, diverse e sempre nuove. La cultura
è la matrice fondamentale per creare una vita piena e ricca e chiunque riesca a
colmare la propria di vita di cultura, riuscirà, io credo, a creare qualcosa di
unico.
Un saluto “thriller” a tutti,
la vostra blogger,
Giulia

Ciao Giulia. Amo molto i gialli perché li trovo avvincenti e mai piatti. Questa trama è interessante mi hai davvero incuriosita, mi segno il titolo e appena posso lo comprerò. Complimenti per l'intervista 😊
RispondiEliminaGrazie Filomena! Penso che possa piacerti questo libro allora :-) Se ti servono altri consigli chiedimi pure. Mi trovi anche su Facebook o Instagram :-)
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