Trenta giorni di transizione...un salto nel futuro... di Giulia De Nuccio
Sono passati trenta giorni e di questo periodo che sembra
infinito questa settimana è stata la più serena per me.
Stare a casa e rinchiudermi in camera mia con il computer e
la musica rilassante mi ha permesso di fare ciò che desidero fare da tutta la
vita e che piano piano sta prendendo forma.
Scrivo da sempre e amo questa attività. Non so se un giorno
ciò che produco sarà apprezzato da un pubblico oppure sarò pagata per le mie
"fatiche", ma in questo periodo di clausura sto realizzando piano
piano il mio sogno nel cassetto. Ogni giorno ascolto dirette di vari scrittori
o attori affermati (come Miriam Candurro, Michelangelo Tommaso e Federica
Bosco) perché voglio imparare ancora di più... Sono del Capricorno e la tenacia
non mi manca!
Miriam l'altro giorno ha fatto una lezione, insieme a Fabio
Balsamo dei “The Jackal”, sul mestiere dell'attore. Ho ascoltato anche un mini
corso di scrittura di Federica Bosco. Non sapete quanto mi piace e sia utile
sentire parlare di arte sui social da professionisti di questo calibro poi!
Quindi, in fondo anche per me è un periodo di transizione
perché finalmente, come una piccola farfalla, sto uscendo dal mio bozzolo fatto
di stereotipi che mi dicono che devo fare un lavoro vero e che scrivere non lo
è... soliti discorsi ignoranti “all'italiana”.
Sto leggendo una quantità enorme di libri e riesumando altri
finiti in fondo alla libreria e che ancora non sono riuscita a leggere.
Forse non è un male che tutta la frenesia del tempo che
scorre in qualche modo si sia "congelata". Forse la società non sarà
più quella di prima e mi auguro che non veda più l'arte come un hobby obsoleto
perché senza bellezza e senza arte cosa faremmo adesso? Abbiamo bisogno di
cambiamenti positivi e di un momento di
transizione che però ci porti verso qualcosa di buono per noi, verso un mondo
forse più scarno ma più bello e sicuramente più blando.
Non so cosa succederà un domani, ma voglio assolutamente
usare questo periodo per porre le basi per il mio futuro. Forse l'arte è un
cuscinetto che mi fa sentire al sicuro, probabilmente è vero, ma ognuno di noi
ha il suo mondo, ha il suo personale "posto al sole" dove si sente
bene.
La vita spesso ci fa capire in modo crudele che dobbiamo
cambiare e che dobbiamo guardare le cose sotto altre prospettive. Le persone
che ci amano ci saranno sempre anche se non possiamo toccarle o vederle, perché
se il sentimento è forte (come dico io bonariamente è "roccioso") nulla
lo potrà scalfire. La distanza è e rimane un concetto relativo.
Questa è una prova dura e difficile, ma che ci porta verso
qualcosa di diverso, sta a noi farne tesoro e capire quale cambiamento
desideriamo veramente.
Il mio l'ho scritto tante volte e lo rifarei altre cento,
mille duemila volte.
Un saluto “transitorio” a tutti!
La vostra blogger,
Giulia

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