"Vieni a vivere a Napoli" un film da scoprire...



In questo periodo di reclusione coatta l’arte viaggia con noi, ci fa compagnia. Mi sto dedicando spesso alla visione di video ironici, satirici o film in dvd che avevo nel cassetto e aspettavano di essere visionati. Anche se ormai le piattaforme “streaming” stanno dando spazio a film che non avrei mai  pensato di vedere in televisione.

Proprio ieri tramite una stories instagram di una delle sue protagoniste, sono venuta a sapere che avrebbero trasmesso un film che si chiama “Vieni a vivere a Napoli”. In realtà sono tre metraggi che compongono un unico film. Sono tre storie diverse ma accomunate da un filo conduttore: il diverso e gli stereotipi sociali.

Ve  lo riassumo brevemente:



Nel primo un portiere un po’ burbero di un condominio napoletano fa inaspettatamente amicizia con un ragazzino cinese, figlio di una mamma single lavoratrice che è via tutto il giorno. Il portinaio piano piano scoprirà che forse “lo straniero”non è poi così male.

Nel secondo, un’ex famosa presentatrice ucraina si vede costretta a emigrare in Italia. Qui l’unico lavoro che riuscirà ad ottenere sarà quello di badante presso un signore anziano piuttosto scorbutico e paranoico. Un giorno però la donna  confonde un medicinale per un altro e l’anziano accudito si sente male così lei viene cacciata all’improvviso, senza nemmeno sapere dove andare.

Nel terzo film la protagonista è una cantante neo-melodica ancora piuttosto famosa nel ramo ma che non riesce a sfondare veramente. Un giorno, ospite di una nota radio,  incontra il semplice e timido fattorino cingalese di un bar della zona.  Da qui nasce un’amicizia tra i due.



Vi posso solo anticipare che alcuni finali sono speranzosi, altri realistici. Giudicate voi!

Questo lungometraggio in alcune scene mi ha letteralmente strizzato il cuore. E’ un film semplice ma diretto e mi ha fatto capire quanto gli stereotipi sociali siano dettati dalla chiusura mentale che spesso ci circonda.  Così succede che il portiere di un condominio risulta scansafatiche e pettegolo, ma scaltro nello scoprire gli altarini di tutti i condomini, che la donna Ucraina fa la badante e nient’altro e se vuole variare le sue attività l’unica altra soluzione è fare la prostituta oppure la cantante giovane e bella, con un talento timido da perfezionare; o si “vende” e fa carriera oppure rimarrà sempre nell’anonimato.  Tutti stereotipi di categoria che ancora oggi imperversano nella nostra società “moderna ed evoluta”. E’ un film sulle discriminazioni in generale ma a mio parere non solo nei confronti dello straniero, bensì nei confronti di chiunque voglia vivere la propria vita fuori dagli schemi.

Ciò che mi stupisce è che siamo circondati dalla tecnologia più avanzata, da sistemi all’avanguardia creati proprio dall’uomo, ma se ci troviamo davanti ad uomo o ad una donna dalla pelle scura pensiamo subito che voglia approfittare della nostra disponibilità e che voglia rubare un pezzetto della nostra libertà. Non ci domandiamo se quella persona magari nel suo paese aveva un nome, una laurea e poi una guerra, una rivoluzione civile, una dittatura hanno spazzato via qualsiasi prospettiva di vita. Non capiamo che la vita si può creare altrove con i propri mezzi. Eppure siamo sempre pronti a lamentarci se l'Inghilterra oppure la Germania di turno ci discriminano una volta migrati in queste zone, facendoci fare lavori umili ma assolutamente normali come il cameriere o il cassiere (non stiamo andando nei campi a raccogliere forzatamente pomodori o cotone).


Insomma, in questo film sono racchiusi tutti gli schemi standardizzati che la nostra comunità non riesce proprio ad eliminare per poter vivere in modo sereno. Purtroppo, pur essendo un modo di vivere decisamente più interessante,  la società multirazziale risulta essere sempre un fallimento finché permangono certe mentalità.

Questo film mi ha fatto sorridere, imparare e commuovere allo stesso tempo, ma anche riflettere su come la chiusura mentale bigotta possa condizionare il nostro vivere quotidiano.  Non so se sono riuscita a raccontarvi tutto quello che ho provato e osservato ma spero che questo articolo vi incuriosisca abbastanza da farvi vedere il film in questione.

Un saluto “aperto” a tutti,

la vostra blogger,

Giulia

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