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Quella volta che ho scoperto...

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Vi ho spesso parlato del mio approccio alla scrittura e alle storie che invento, ma non ho mai accennato al mio avvicinamento al fumetto. Non sono sempre stata un’amante di questo tipo di arte. Inizialmente avevo dei pregiudizi che mi impedivano di apprezzarne la bellezza. I primissimi fumetti che mi sono stati proposti da amici vari, erano stile manga e principalmente a tema guerriglia o fantascienza. Converrete con me che il campo era piuttosto ristretto e spesso monotono, perciò il mio giudizio non poteva che essere approssimativo. Non sapevo, invece, che questo mondo è così vario da potercisi perdere! Purtroppo me ne sono resa conto in età adulta, ma ad essere sincera negli anni seguenti ho cercato di recuperare tutte le “letture perdute”. La tipologia che amo di più appartiene alle “novelle grafiche”, storie complete e generalmente abbastanza scorrevoli. Nonostante, in campo puramente narrativo, abbia apprezzato alcuni romanzi seriali, nel fumetto invece preferisc...

Un argomento a settimana: desideri, sogni e tanto altro...

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Per il secondo appuntamento della mia rubrica “Un argomento a settimana”, voglio parlarvi del lavoro che sognavo di fare da bambina. Ricordo che ero solo alle elementari e chiesi a mia madre come funzionava la successione scolastica, le feci questa domanda: “Mamma ma dopo le elementari tu mi hai detto che ci sono le medie e poi le superiori. Però se io volessi continuare a studiare cosa dovrei fare?” Lei ovviamente mi rispose che l’ultimo step dello studio era l’università ed io ne rimasi affascinata. Mi sembrava una metà così irraggiungibile e bellissima. Dovete sapere che sin da piccola, nonostante mi piacesse molto passare del tempo a fantasticare, di una cosa ero certa: volevo essere indipendente. Mentre tutte le mie coetanee desideravano fare le cantanti, le ballerine, l’ astronauta o più semplicemente parrucchiere ed estetiste, io volevo fortemente fare la Manager. Esatto, la Manager! Un desiderio inusuale quanto strano a quell'età ma questa era la mia iniziale...

Una lettera speciale del passato... di Giulia De Nuccio

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In questi giorni ho scoperto un altro blog molto carino, “Personalità tra scrittura ed Arte”, all’interno del quale ,ogni lunedì, si tiene una piccola rubrica dedicata alle parole o lettere perdute. Così, su suggerimento della custode di questo spazio, ho deciso che avrei dedicato le mie parole ad alcune mie amicizie, alle persone che ogni anno incontravo in Sicilia in vacanza quando ero solo una ragazzina. Cari Rossella, Anna e Michele, E’ passato tanto tempo dalle nostre estati spensierate in Sicilia al Lido del Tirreno. Non ho mai dimenticato la sensazione di libertà che provavo quando passavamo intere giornate sulla spiaggia. Voi abituati al mare, volevate semplicemente chiacchierare e così rimanevamo ore sotto il grande portico all’ingresso del lido. Tirava sempre un po’ di vento e la frescura attirava la nostra attenzione. Io però, che il mare lo vedevo solo in vacanza, avrei passato tutto il tempo in acqua a nuotare, a giocare con voi. Tuttavia la vostra compagnia...

La mia personale mattina dopo...

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LA MIA MATTINA DOPO Vi ho già parlato di una mattina dopo, quella descritta da Calabresi nel suo libro. Questa volta invece voglio raccontarvi la mia mattina dopo: quella dopo uno spettacolo teatrale. Nel 2011 (anno più, anno meno) ho intrapreso un percorso teatrale che è durato circa quattro anni. In questo lungo periodo ho affrontato vari palchi, personaggi e spettacoli. Dietro tutto questo però c’era una mia personale preparazione. Prima di sapere cosa dovevo dire, ovvero quale fosse il testo, io avevo bisogno di sapere chi dovevo essere su quel palco, quale personaggio sarebbe entrato nella mia vita per quel breve periodo di tempo. Una volta studiato il personaggio passavo al testo e lo ripetevo fino a quando non ero assolutamente sicura di averlo imparato davvero bene. Il giorno dello spettacolo la tensione era alta ma ero certa del lungo e minuzioso lavoro che avevo dedicato a quel progetto. Una volta salita sul palco tutto cambiava, non ero io, ero quel per...

Inventare, scrivere, ognuno ha una storia...

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Oggi voglio parlarvi di storie. Le storie sono vita che prende forma a poco a poco, sono frutto della nostra fantasia ma anche della realtà. Si dice sempre che l’artista, in generale, sia un “ladro” perché ruba qualcosa d’interessante dalla vita reale per poi metterla su un supporto. Ho sempre trovato quest’aspetto estremamente intrigante. Oltre alla storia contenuta in un libro io mi affeziono anche all’autore, al suo stile di scrittura o di disegno. E’ come se leggendo quel libro io possa entrare lentamente nel salotto di quell’artista e conoscerlo attraverso il suo operato. In un mondo tecnologico e social a volte è bello rifugiarsi in un viaggio tradizionale su carta, dove le parole molto lentamente cominciano a scorrere sotto i nostri occhi attenti e desiderosi di fantasia. Ogni autore mette un pezzetto della propria vita all’interno della sua opera e questo è un aspetto molto affascinante della letteratura. Le parole sono uno strumento molto flessibile;...

La costanza di scrivere storie...e tanto altro!

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Oggi stavo riflettendo sulla costanza nel portare avanti i propri progetti. Da un paio di mesi (ormai lo sapete) seguo un blog di una nota attrice di fiction e del suo migliore amico (ndr 1000kmrossi). Ogni giorno c’era un nuovo tema, una nuova riflessione e questo per quanto mi riguarda mi porta ad un esercizio costante riguardo la scrittura, non solo in termini di qualità del testo, ma anche in termini di diversità. Mi spiego meglio. Ogni giorno devo trovare parole diverse, devo riflettere su argomenti differenti evitando di ripetere concetti già espressi e soprattutto devo scrivere. Tutto questo mi ha portato a essere costante, ad avere un appuntamento fisso con la pagina bianca, cosa che prima non mi succedeva così spesso. Tutti pensano che scrivere sia bello, sia interessante e lo è. Ma è anche faticoso, impegnativo ed estremamente difficile. Ogni scrittore con il primo libro in genere parla di sé, della sua vita, dei suoi guai, poi però con il secondo libro deve ...

"Vieni a vivere a Napoli" un film da scoprire...

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In questo periodo di reclusione coatta l’arte viaggia con noi, ci fa compagnia. Mi sto dedicando spesso alla visione di video ironici, satirici o film in dvd che avevo nel cassetto e aspettavano di essere visionati. Anche se ormai le piattaforme “streaming” stanno dando spazio a film che non avrei mai   pensato di vedere in televisione. Proprio ieri tramite una stories instagram di una delle sue protagoniste, sono venuta a sapere che avrebbero trasmesso un film che si chiama “Vieni a vivere a Napoli”. In realtà sono tre metraggi che compongono un unico film. Sono tre storie diverse ma accomunate da un filo conduttore: il diverso e gli stereotipi sociali. Ve  lo riassumo brevemente: Nel primo un portiere un po’ burbero di un condominio napoletano fa inaspettatamente amicizia con un ragazzino cinese, figlio di una mamma single lavoratrice che è via tutto il giorno. Il portinaio piano piano scoprirà che forse “lo straniero”non è poi così male. Nel secondo, ...

Recensione "Dimentica la notte" di Sara Ferri a cura di Giulia De Nuccio

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Qualche giorno fa sono stata contattata da Sara Ferri, una scrittrice che non conosco personalmente ma della quale avevo letto qualche notizia tramite i classici canali social. Ammetto che il suo ultimo lavoro, “Dimentica la notte,” doveva essere uno dei regali di Natale da parte dei miei genitori, ma non sono riusciti a reperirlo. Io stessa lo avevo cercato nelle varie librerie della mia città ma senza successo. Così quando Sara mi ha contatta per una recensione, sono stata molto contenta di accettare e di leggere il suo libro. Spero di essere abbastanza esaustiva da potervi illustrare “Dimentica la notte” (ed. AlterEgo) Appena ho iniziato la lettura mi sono venuti in mente immediatamente i gialli svedesi per i quali nutro una particolare passione. L’atmosfera è sempre leggermente cupa, i luoghi descritti paiono come coperti da una patina di colore scuro, quasi come se l’intera città, Rimini, (piccola metropoli romagnola per eccellenza della movida estiva) fosse un luogo...

Una diretta inaspettata (o quasi) a 1000 km di distanza...

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In questo funesto periodo stiamo scoprendo nuovi strumenti e diversi modi di comunicare per restare in contatto. Non sono mai stata una super esperta di social network ma devo dire che ultimamente li sto apprezzando un pochino di più. Riesco a seguire molte dirette su Instagram e la cosa mi piace, mi interessa. Una di queste è stata quella di Miriam Candurro sul profilo di Oltrefashion proprio qualche giorno fa. Ovviamente ho anche scoperto che durante i video in diretta si può intervenire se l’altro accetta la richiesta.  Voi direte, e quando sei nata? Nel Medioevo? Cari influencer e youtuber, non tutti sono nati “imparati” come diceva mio nonno. In questi giorni per l’appunto, ho avuto modo di poter interloquire con Miriam Candurro, attrice che interpreta Serena nella fiction “ Un posto al sole ”. Miriam si pone sempre in modo gentile ed educato nei confronti di chiunque voglia comunicare con lei. Ovviamente io non la conosco personalmente ma se si ha un...

Amicizia: una vita ciclica.. di Giulia De Nuccio

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In questi giorni in cui i pensieri scorrono velocemente da una parte all’altra come se avessero fretta, stavo pensando alle amicizie che ho perso in questi anni. Le persone attraversano la nostra vita per insegnarci qualcosa, non sempre è una cosa positiva ma è comunque un insegnamento. Ho già parlato di amicizie ritrovate ma non credo di quelle perse. E’ difficile per me affrontare questo argomento perché chi se ne va per un motivo o per l’altro lascia sempre un po’ di vuoto.   Per spiegarvi tutto per filo e per segno devo fare un passo indietro. Una decina di anni fa decido di cambiare tutto perché la vita che stavo vivendo non era più giusta per me. Quindi lascio una casa in affitto che condividevo con una persona e torno a vivere nella casa dei miei genitori. Un cambiamento che mi ha segnato e non solo per lo shock di dover condividere con altre tre persone i miei spazi ma perché il mondo intorno a me cambia totalmente. Le persone che fino a quel momento si e...

La lontananza sai è come il vento... che disastro! Di Giulia De Nuccio

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In questo periodo si fa un gran parlare di “Distanze sociali”. Ma come? Abbiamo lottato così tanto per far capire alle persone   che dobbiamo essere uniti, seguire tutti le stesse regole, rispettare l’altro e adesso si utilizza questa frase per dire agli italiani che devono mantenere una distanza di sicurezza eccezionale in un periodo particolare? Ho come l’impressione che tutte queste frasi “sociali” siano frutto di un algoritmo sbagliato, di un ragionamento confuso che porta solo in una direzione: alle distanze e basta. Sono la prima a dire che la società sta affrontando un momento catastrofico senza precedenti, non solo per il corona virus ma anche perché è veramente alla deriva.  Spesso mi è capitato di vedere ragazzi e ragazze della nuova generazione ( e non solo) che non hanno alcun rispetto degli spazi altrui, del lavoro altrui o semplicemente nessun riconoscimento dell’autorità. Ricordo che quando ero una ragazzina, proprio come loro, chi era più...

Trenta giorni di transizione...un salto nel futuro... di Giulia De Nuccio

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Sono passati trenta giorni e di questo periodo che sembra infinito questa settimana è stata la più serena per me. Stare a casa e rinchiudermi in camera mia con il computer e la musica rilassante mi ha permesso di fare ciò che desidero fare da tutta la vita e che piano piano sta prendendo forma. Scrivo da sempre e amo questa attività. Non so se un giorno ciò che produco sarà apprezzato da un pubblico oppure sarò pagata per le mie "fatiche", ma in questo periodo di clausura sto realizzando piano piano il mio sogno nel cassetto. Ogni giorno ascolto dirette di vari scrittori o attori affermati (come Miriam Candurro, Michelangelo Tommaso e Federica Bosco) perché voglio imparare ancora di più... Sono del Capricorno e la tenacia non mi manca! Miriam l'altro giorno ha fatto una lezione, insieme a Fabio Balsamo dei “The Jackal”, sul mestiere dell'attore. Ho ascoltato anche un mini corso di scrittura di Federica Bosco. Non sapete quanto mi piace e sia ut...

Colori di una giornata uggiosa... di Giulia De Nuccio

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Ma che colore ha Una giornata uggiosa? Ma che sapore ha Una vita mal spesa? Così cantava il grande Battisti… E’ un po’ il mio mood di oggi. E’ proprio su queste parole che io vorrei basare il mio diario di stasera. “Ma che colore ha una vita mal spesa?” Io attribuisco alla vita mal spesa il colore bianco, perché al contrario delle credenze sociali, secondo me il bianco è un colore coprente, copre gli errori, le imperfezioni e non sempre è un bene. Spesso sono proprio le imperfezioni a rendere la nostra vita ben spesa e unica, dobbiamo guardarle e non evitarle per poterle accettare senza rimorsi. “Ma che colore ha una giornata uggiosa?” Le mie giornate uggiose hanno il colore azzurro cenere, un azzurro chiaro, tenue forse un pochino spento ma sempre azzurro. Un colore bello, calmante e gentile. Un colore che sa di inizio, di letture, di relax. Oggi è stata per me una giornata ricca di propositi e normalità. Ho chattato con Davide, il mio ormai famoso fidanzato, ho ...

Meritocrazia, che mistero! di Giulia De Nuccio

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Quante volte siamo stati convinti di meritare qualcosa? Quante volte abbiamo pensato che la vita ci dovesse donare ciò che volevamo perché la ritenevamo in debito con noi? Io, se devo essere sincera, l’ho pensato moltissime volte. Spesso mi sono soffermata a pensare cosa sia davvero la meritocrazia e quanto questo concetto venga applicato nella vita di tutti i giorni. Soprattutto mi sono sempre chiesta in base a quali parametri una persona viene considerata più meritevole di un’altra. In base all’esperienza? In base all’atteggiamento che mostra nei confronti della vita? Oppure a quanto crede di valere? Non ho una risposta certa a tutte queste domande, ciò che penso è che forse la meritocrazia è l’insieme di tutto ciò che siamo e abbiamo costruito. Non importa quanto abbiamo studiato, quanto ci siamo impegnati ad imparare se poi non abbiamo la capacità di applicare tutte queste nozioni nella vita reale. Forse è proprio questo che ci rende meritevoli. In fondo le scelt...

Una giornata piena di ricordi di Giulia De Nuccio

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E' stata una giornata movimentata e tormentata, non sono riuscita a scrivere una parola perché la mia famiglia mi ha fagocitato in richieste tali per cui non sono stata in grado di fare ciò che mi ero ripromessa. Ad ogni modo, la mia scrittura non si ferma mai e anche se non prendo la penna in mano la mia mente va avanti come se lo stessi facendo. Avevo anche pensato di scrivere alcuni episodi tra il goliardico ed il tragico che mi sono successi oggi ma non voglio tediarvi ulteriormente, perciò questa volta parlerò di quello che mi piace fare in generale ovvero leggere. Finalmente ho finito un libro che mi ha appassionato fin da subito, si chiama "Il custode delle tempeste" (di Catherine Doyle). Mai libro fu più azzeccato in questo periodo! I protagonisti sono un nonno e due nipoti. In sintesi, la storia racconta il passaggio di consegne generazionale tra nonno e nipote per essere il custode delle tempeste di Arranomore (isola che esiste veramente e fa parte...

La paura non deve fermarci di Giulia De Nuccio

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In questo periodo in cui tutti abbiamo bisogno di condividere cosa proviamo e cosa viviamo per la prima volta, ho paura. Mi rendo conto che, come me, tante persone hanno paura di non farcela, ma onestamente ho più paura delle conseguenze di tutto questo clamore e di questo restringimento totale delle libertà personali. Oggi in un noto, e spesso poco credibile, telegiornale hanno gridato alla “guerra del nuovo millennio”. Per una volta non mi sento di contraddire questa voce, mi sto convincendo sempre più che sia una qualche tipo di guerra, fredda, silenziosa e pericolosa. Come diceva una famosa canzone: “il nemico si nasconde tra le pieghe della coscienza”. E’ spaventoso pensare che si possa insinuare nelle nostre coscienze e lentamente prendere la forma più spaventosa che ci sia: “chiusura fisica e mentale”. Ho paura di non poter più riabbracciare il mio compagno di vita che abita in un altro comune, temo di non poter realizzare i miei sogni e che le mie aspettative su ques...

Prendere e lasciare... That's life di Giulia De Nuccio

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Oggi voglio raccontarvi una storia che riguarda il mio passato. Il Corona Virus non c’era, siamo nel 2014. Ve la racconto agganciandomi alla frase di Miriam su “l'essere un’attrice”. Non so se vi può interessare, ma su questa piattaforma riesco a scrivere come desidero ovvero con il cuore. Dicevo... era il 2014 e quello è stato l’anno in cui ho dovuto fare una scelta molto difficile per me: lasciare il teatro. Per circa tre anni ho frequentato un corso di teatro che seguiva le stesse dinamiche di una scuola d’arte accreditata (tipo la civica di Milano) ma ovviamente gli obiettivi erano diversi, quasi nessuno voleva diventare un attore professionista bensì semplicemente approcciarsi a questo mondo per diletto. Io invece ho scoperto un qualcosa di meraviglioso che mi ha portato non solo a recitare su piccoli palchi di provincia ma anche ad andare a vedere Ferruccio Soleri nel suo indimenticabile “arlecchino” e rimanerne così affascinata da farmi scendere una piccola lacrima. ...

Esplorando il "Corona virus"... di Giulia De Nuccio

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In questa giornata che dovrebbe essere celebrativa (8 marzo) non riesco a pensare a niente se non al fatto che mi sento vittima di un’ingiustizia, soprattutto quando gli eventi non dipendono da me. In questi ultimi giorni il Governo ha emanato un decreto speciale per contenere il diffondersi del Corona virus che a quanto pare sta diventando un problema per molte persone. Non so onestamente quanto sia grave davvero la situazione ma so che in questi casi se l’italiano medio fosse abituato a seguire le regole molti “infetti” ce li saremmo risparmiati e forse il problema si risolverebbe più facilmente. Invece l’Italia ancora una volta ha avuto bisogno di un monito piuttosto inquietante e duro per poter garantire sicurezza sanitaria nelle zone più colpite. Come accennavo poche riga fa, il Governo ha emanato un decreto restrittivo ovvero non si può né entrare né uscire dalla Lombardia né tanto meno dalle proprie abitazioni senza un motivo valido. Il decreto però, nonostante s...

Una "Corona" virale e non solo... di Giulia De Nuccio

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In questi giorni si è fatto un gran parlare, giustamente, della nuova piaga che sta affliggendo l’umanità italiana o per essere più precisi l’umanità lombarda: il Corona virus. Prima di tutto mi sono sempre domandata perché si chiamasse così, da dove deriva questa denominazione? In genere le malattie si chiamano come il loro scopritore oppure il nome contiene la caratteristica principale della malattia, come per esempio La sindrome da X fragile (colpisce il cromosoma X) o sindrome di Martin Bell... ma “Corona” da dove viene? Perché nessuno l'ha mai spiegato? Circolano varie congetture in rete, ma forse la verità non la scopriremo mai! Ad ogni modo, nomi a parte, questo nuovo virus sta creando scompiglio e non solo per questioni sanitarie. Sta dilagando un’isteria collettiva a mio parere esagerata e senza fondamenta solide. Forse è proprio questo lo scopo: destabilizzare le abitudini e la mente delle persone... magari per distrarle da qualcos'altro! Ho vissuto in p...

Il giorno dopo... di Giulia De Nuccio

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Cosa succede quando perdiamo ciò che ci è caro? Cosa succede quando la nostra vita cambia così radicalmente da dover ricominciare da zero con i mezzi che ci sono rimasti? Cosa succede, la mattina dopo, quando realizziamo cosa ci è accaduto davvero? Tutte queste domande se le è poste Mario Calabresi nel suo nuovo libro (che non ho ancora letto ma sul quale mi sono documentata) . Non voglio parlarvi solo di un caso letterario ma del suo autore, cercare di dare una risposta alle domande presenti all’inizio di questa mia pagina di diario virtuale. Calabresi è un giornalista di spessore che io ammiro da tempo. Il suo primo libro “Spingendo la notte più in là” l’ho acquistato, se non ricordo male, nel lontano 2007 quando ancora non ero consapevole dei miei desideri artistici. Ho avuto la fortuna di assistere ad una sua presentazione proprio qualche giorno fa e mi sono trovata davanti un uomo felice del lavoro svolto ma anche stanco degli oneri che ne sono derivati. Come per molte ...

Una tempesta di "ricchezza"... di Giulia De Nuccio

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Quando nella vita non si ha più niente da perdere forse si vive in modo più considerato e forse si apprezzano di più le cose che si guadagnano giorno per giorno oppure semplicemente le si accetta perché è quello che ci si può permettere e spesso equivale al nulla più totale. Ieri guardando il film “Io sono tempesta” mi sono trovata di fronte a due tipologie di uomini completamente differenti l'uno dall'altro. Da una parte c’era un uomo immensamente ricco, spregiudicato e tronfio del successo avuto ma allo stesso tempo paranoico e inquieto perché viveva con la paura di perdere tutto all’improvviso. Dall’altra parte invece un padre single e costretto a vivere di espedienti ma con un intelligenza, una genuinità spiccate e preponderanti; un uomo pragmatico dalle grandi speranze e con un figlio che spesso supera il padre in acume ma non in empatia. Ad un tratto questi due mondi si incontrano e in qualche modo comunicano e traggono vantaggio l’uno dall’altro. Il ricco per esem...

Caro Babbo Natale... di Giulia De Nuccio

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CARO BABBO NATALE… Di Giulia De Nuccio Quando ero solo una bambina, come tutti i miei coetanei, amavo il Natale e credevo fermamente nell’esistenza di Babbo Natale. Nonostante tutto mi ponevo alcune domande, per esempio: “Come fa ad avere i soldi per comprare tutti i regali di tutti i bambini del mondo?” Ricordo di averlo persino chiesto a mia madre e lei mi rispose che senza farsi vedere dava lei i soldi a Babbo Natale per farmi dei bei regali, come facevano tutti i genitori. Ad essere sincera non credevo alle parole di mia madre ma in qualche modo quella spiegazione mi sembrava plausibile. Tuttavia la cosa che mi piaceva di più era scrivere i miei desideri e spedire la lettera , per me era davvero emozionante poter immaginare il viaggio che quel piccolo quadratino colorato imbustato avrebbe fatto per arrivare così lontano, direttamente a casa del babbo più amato del mondo. Così con questo articolo voglio tornare un pochino bambina e scrivere la mia personale ...