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Friends Reunion...

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  Disegno di Davide Poli In questi giorni mi sono fatta prendere dai ricordi e per la rubrica “cinema”, questa volta, vorrei parlarvi di una delle mie serie tv preferite: “Friends”. Chi di voi non ha voluto essere uno dei personaggi di questa divertente sit com targata anni '90 alzi la mano! Erano puntate brevi ma con “freddure” simpatiche anche se non sempre comprensibili ai più, avevano il sapore dello humor inglese. Tutti abbiamo sognato di avere amicizie durature nel tempo e indissolubili davanti ad ogni difficoltà. Ogni personaggio aveva una precisa caratteristica e si amalgamavano perfettamente l'uno con l'altro. Ricordo che ammiravo Rachel perché poteva indossare con eleganza qualsiasi vestito (anche il più brutto), aveva i capelli liscissimi (cosa che io non sono mai riuscita ad avere) e rappresentava la classica donna in carriera. Phoebe invece era l'eterna ragazza scanzonata, forse un po' svampita, ma allo stesso tempo molto divertente, soprattutto mentr...

La biblioteca di mezzanotte, la vita perfetta non esiste...

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Qualche giorno fa ho finito di leggere un libro che mi ha fatto molto riflettere. Si intitola “La biblioteca di mezzanotte” di Matt Haig. La vicenda narra la vita di una ragazza, Nora, insoddisfatta della sua esistenza e delusa dalle persone che la circondano che sembrano non credere mai in lei. Nora è talmente affranta da non vedere alcuna via d'uscita se non togliersi la vita, così compie un gesto veramente tragico. Da quel momento inizia la sua più surreale e fantastica avventura. Nora incontra la vecchia bibliotecaria della sua scuola che le propone di vivere tutte le vite che la ragazza non aveva avuto il coraggio di vivere e per le quali provava un profondo rimpianto. Non vi svelo il finale, lascio a voi la scelta di leggerlo e scoprirlo! Nella vita prendiamo continuamente decisioni, facciamo scelte ponderate o dettate dall'impeto del momento oppure rimaniamo semplicemente fermi. Tutto questo però ha delle ripercussioni sulla nostra esistenza e sul nostro futuro. Per ese...

Una vita spericolata...

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Per la “rubrica cinema” questa volta voglio parlarvi di un film che ho scoperto per caso e dal titolo piuttosto eloquente: “Un vita spericolata” diretto da Marco Ponti. Conosco artisticamente questo regista per aver diretto dei film molto belli tratti dai libri di Luca Bianchini (scrittore che seguo con piacere), tuttavia quest'opera in particolare ha un sapore più amaro rispetto alle commedie romantiche precedenti. La trama è abbastanza semplice. Tre vite all'apparenza diverse si intrecciano per un caso fortuito. Roberto Rossi e BB (ex promettenti piloti di rally) sono due trentenni in forte difficoltà economica, Soledad invece è un'attrice molto giovane ma con una carriera in declino e di conseguenza in cerca di un riscatto. Rossi entra in banca per chiedere un prestito che ovviamente gli viene negato ma per una serie di equivoci viene scambiato per un rapinatore. Per lo spavento, un impiegato della banca consegna spontaneamente un borsone pieno di soldi a Rossi, denaro c...

Una matassa da sbrogliare...

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Immagine dal Web Ho come l'impressione che stiamo perdendo il bandolo della matassa. Mi sento come quando negli anni novanta le mie cuffiette si attorcigliavano. Per qualche strana legge della fisica diventava impossibile sbrogliarle e sistematicamente si spezzava il filo del jack audio. Ai tempi mi sarei detta: “poco male, ne comprerò un paio più robusto.” Adesso però le cose stanno diventando un tantino più complicate. Non siamo in grado di acquisire una nuova vita e sembra non esistere un piano “B”, “C” oppure “D” per nessuno. Ci ritroviamo in una bolla che cerchiamo di mantenere integra ma in vano. Per quanto critica sia la nostra vita noi ci aggrappiamo a quel filo che cerchiamo di sbrogliare il più possibile ma che resta annodato e rischia di spezzarsi, noi, invece, ci proviamo e ci riproviamo ancora perché la speranza è l'ultima a morire. E pensare che un tempo criticavo proprio chi vedeva tutte le magagne della società... Qualche anno fa lavoravo a Milano in una piccola...

Il pizza day: una pizza comunitaria!

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Disegno di Davide Poli Un anno e mezzo fa la mia vita è cambiata davvero tanto. Voi direte? Che novità, eravamo tutti chiusi in casa! Il mio cambiamento, però, non riguarda la società in generale ma la mia alimentazione. Dovete sapere che non ho mai avuto un buon rapporto con il mio corpo, un po' per la mia linea sempre morbida e un po' perché mi sono sempre sentita e vista diversa. Seno prosperoso, fianchi morbidi, pancetta pronunciata ben distribuiti su un metro e cinquantotto di altezza. Insomma, non proprio una modella. Tuttavia qualche tempo fa il mio peso, anche a causa della mia tiroidite cronica, è aumentato in maniera sproporzionata. Non è stato facile vedere il mio corpo cambiare così rapidamente ma proprio quando stavo per rassegnarmi ad avere una vita più limitata, trovo uno specialista che finalmente riesce ad aiutarmi. Così intraprendo un percorso alimentare equilibrato che mi ha restituito una discreta forma fisica e un sorriso più sereno. La strada è stata ed è...

La ragazza del mondo: le prove della vita!

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Come già sapete ho la passione per il cinema e mi piace condividerla con voi! Proprio l'altra sera ho visto un film che si chiama “La ragazza del mondo”. La protagonista, Giulia, è estremamente religiosa e ne rispetta le regole alla lettera. Poi un giorno incontra un ragazzo e se ne innamora. Libero è un ragazzo che ha commesso molti errori nella vita ma, per Giulia, è disposto a cambiare. La ragazza, per motivi legati alla religione a cui appartiene, non rivela a nessuno il suo amore per Libero. Tuttavia un giorno i due amanti vengono scoperti e da quel momento inizia il loro calvario. Giulia viene sottoposta ad un vero e proprio interrogatorio con domande intime e dolorose a cui lei è costretta a rispondere. Libero, dal canto suo, cerca di aiutarla e la porta via da quel mondo chiuso e bigotto, ospitandola a casa sua. Saranno però costretti a scappare anche da qui poiché la madre del ragazzo li caccerà via. Il loro futuro sarà segnato. Entrambi i protagonisti sono succubi di una ...

Quando eravamo piccoli era diverso...

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Immagine dal Web Ultimamente chiacchierando e discutendo con amici o parenti mi capita di ripetere questa frase: “Quando eravamo piccoli, tutto questo non accadeva” oppure “Quando eravamo piccoli eravamo svantaggiati ma siamo sopravvissuti”. Questa volta vorrei affrontare un argomento spinoso e più che mai attuale ovvero ciò che nel nuovo millennio chiamiamo bullismo e che nel secolo scorso (minimizzando) spesso si definiva “ ragazzata ”. Sono sempre stata una ragazza piuttosto formosa e mai perfettamente longilinea, come avrei invece preferito apparire. Tuttavia non è mai stato un reale problema fino all'era più critica della vita di una persona: l'adolescenza. Sono approdata alle scuole medie carica di speranza e buone intenzioni. Venivo da cinque anni di scuola elementare piuttosto burrascosi e complicati, perciò cambiare luogo e compagni di avventura mi faceva sentire libera. Non è stato esattamente così, purtroppo. Proprio a causa del mio aspetto - seno prosperoso, fianc...

Quello che non si ha lo si pretende...

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In questi giorni stavo riflettendo sul fatto che l'essere umano, in generale, desidera sempre ciò che non possiede senza accorgersi di ciò che invece ha. Premetto che è assolutamente legittimo lagnarsi per un progetto mancato, un rapporto sentimentale o di amicizia finito, un lavoro perso. Ma forse non dovremmo fermarci qui, forse dovremmo aprire gli occhi e osservare meglio ciò che ci circonda. La questione diventa più spinosa quando ciò che si vorrebbe ottenere riguarda cose sacrosante come lavoro o casa, ma questa è un'altra storia. Vorrei invece focalizzarmi su altro e vi faccio un piccolo esempio, una situazione nella quale mi sono imbattuta molto tempo fa e molto prima di conoscere il mio attuale compagno di vita... Quante volte ci siamo lamentati di non avere un compagno o una compagna di vita al nostro fianco? Io tantissime in passato, ve lo confesso. Però ricordo come fosse ieri che c'è stato un giorno in particolare in cui la mia visione è totalmente cambiata. Er...

Il bene mio...

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In queste sere mi sto dedicando a varie attività tra cui guardare più film interessanti possibili. Non avendo alcuna piattaforma a pagamento non ho ampia scelta, tuttavia ogni tanto riesco a vedere qualcosa di davvero bello. Il film in questione si chiama "Il bene mio" . La storia tratta di un uomo che vive da solo in un paese chiamato Provvidenza in cui il terremoto ha distrutto quasi tutto, tranne la sua casa e pochi altri edifici. In uno scenario fatiscente, Elia (interpretato da un talentuoso Sergio Rubini) vive la sua vita solitaria con apparente serenità. Tuttavia il sindaco di questa città, che nel frattempo è stata ricostruita a pochi chilometri di distanza, vuole che Elia se ne vada a tutti i costi e accetti un nuovo alloggio, forse più per il dolore di aver perso la sorella (nonché moglie del protagonista) che per senso del dovere. Elia ha perso tutto ma soprattutto ha perso l'amore della sua vita. Deciso comunque di rimanere a vivere in un luogo dove lui vede...

Luoghi fantastici e dove trovarli!

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Ho sempre fatto fatica a raccontare le emozioni che provo. Purtroppo molte situazioni familiari, lavorative e personali mi hanno portato a chiudere quello spazio del mio essere che invece doveva essere sempre aperto. Quando viaggio però cerco di sbrogliare quella matassa che imprigiona una parte di me, cerco di aprire quella piccola porticina dalla quale deve uscire luce e anche entrare. Come avrete notato il fil rouge dei DiSognatori è proprio il viaggio, un elemento sicuramente ricorrente nella vita del nostro duo artistico.  Perciò ho pensato di condividere con voi luoghi, emozioni e ricordi legati ai percorsi passati aprendo una piccola e breve rubrica. Che il viaggio abbia inizio! Qualche anno fa, non ricordo quando esattamente, io e Davide decidiamo di partecipare ad una piccola fiera di fumetti e Cosplay in un piccolo borgo in Emilia Romagna: Grazzano Visconti. Dovete sapere che i DiSognatori amano i percorsi alternativi, perciò evitano rigorosamente le autostrade per intra...

L'attesa...

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Disegno di Davide Poli Quante volte ci è stato detto: “Aspetta! Non è il momento!” ? Questa frase è stata un leitmotiv della mia infanzia e della mia adolescenza. Quando si è giovani si ha fretta di vedere luoghi, di imparare, di conoscere persone, di innamorarsi e di scoprire cosa la vita ci riserva. Non abbiamo la pazienza di osservare, aspettare e decidere. La gioventù non sempre è un buon alleato, a volte ci fa prendere strade sbagliate o scelte inappropriate per noi, solo perché siamo impazienti di vivere. In età adulta, invece, abbiamo paura di aver perso tempo, di non aver vissuto in modo abbastanza adeguato e soddisfacente, ma non abbiamo imparato che ciò che ci contraddistingue dalla frenesia giovanile è proprio l'arte dell'attendere pazientemente. Si, perché l'attesa è qualcosa che ci aiuta a ponderare, a prendere le decisioni giuste o semplicemente ci fa stare bene da soli. Per esempio quando devo recarmi ad un appuntamento di qualsiasi genere, preferisco arrivar...

Le radici umane del male... The Place...

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Qualche tempo fa, non ricordo esattamente quando, ho comprato un film in dvd, uno di quelli che volevo vedere da tempo, si tratta di The Place regia di Paolo Genovese . E' la storia di quest'uomo (interpretato da Valerio Mastrandrea) che seduto al tavolino di un bar ascolta le richieste di un gruppo di persone, cerca di realizzarle ma non senza una contropartita a volte piuttosto discutibile e violenta. I personaggi sono tutti legati fra loro anche se non si conoscono personalmente. L'uomo, l'esecutore dei desideri, di cui non viene mai menzionato il nome, è inflessibile ed empatico allo stesso tempo. Ogni richiesta ha una sua contropartita che spesso è più violenta e moralmente scorretta del desiderio espresso. Ve ne cito alcune. Una moglie esasperata e addolorata dalla malattia del marito affetto da Alzaimehr chiede all'uomo di far guarire il coniuge ma in cambio lei dovrà piazzare una bomba in un locale notturno affollato e uccidere più persone possibili. Un...

Una matrioska di emozioni...

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Disegno di Davide Poli Un giorno una lettrice del mio blog decide di spedirmi un piccolo pacchetto, qualcosa di suo che lei aveva apprezzato molto e che desiderava che io avessi. Non solo ho apprezzato il regalo ma anche il gesto. Credo che donare qualcosa di proprio a qualcuno, che si conosce solo a distanza, sia un atto di grande generosità! Così mi arriva questo pacchetto pazzesco, e indovinate? Era un libro! Il libro è stato scritto da Valentina D'Urbano il titolo è “Il rumore dei tuoi passi” . E' una storia di sentimenti nascosti, non detti e sepolti nel cuore oppure manifestati nel modo più sbagliato possibile con rabbia e violenza, come se l'amore fosse davvero l'alter-ego dell'odio. Una storia struggente, crudele, che però rappresenta in toto gli anni ottanta italiani, fatti di speranze ma anche di tossicodipendenza, degrado sociale, case occupate, fortezze fisiche e sentimentali erette per potersi proteggere dalle brutture esterne. Ciò che ho percepito ...

E-book o libro classico? Questo è il dilemma...

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Disegno di Davide Poli Vi parlo così tanto di storie, di libri, di fantasia e di scrittura, che spesso vengo canzonata (in modo bonario) con l'appellativo “storiosa”.In realtà faccio sempre finta di arrabbiarmi ogni volta che vengo chiamata così, ma questo nomignolo mi si addice, mi piace raccontare storie, leggerle e toccarle con mano!Non è un segreto che io ami i libri, quelli veri, fisici. Vi confesso che quando vado in libreria, a volte e senza farmi vedere, li maneggio e ne sento l'odore sfogliando le pagine. Sembra stravagante ma è proprio così che l'essere umano riconosce e ricorda le cose, attraverso l'uso dei sensi. Cosa succederebbe invece se i libri cartacei sparissero? E se venissero davvero surclassati dalla tecnologia, per esempio dagli E-book reader? Per quanto mi riguarda, sarebbe una tragedia! Prima di poter trarre un mio personale pensiero, però, ho cercato di capire com'è realmente leggere un libro su un supporto tecnologico. Qualche tempo fa un...

La mia vita in un teatro...

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Disegno di Davide Poli C'era un piccolo teatro nella mia città, è rimasto chiuso tanto tempo, anche prima di questo pasticcio pandemico. Però c'è stato un periodo in cui finalmente aveva riaperto, sembrava fosse contento di avere nuovi inquilini. Era come se le pareti finalmente sorridessero, come se si fossero svegliate da un lungo letargo. Le tende di broccato verde scendevano disinvolte, accuratamente raccolte con un cordone dorato, forse si erano fatte belle per la riapertura. La platea invece era un po' più malinconica, ma trepidante per l'arrivo di tutte quelle persone che avrebbe accolto con grande onore e rispetto, facendole stare comode sulle poltrone di velluto. Il teatro aveva preso vita ed io insieme a lui. Ricordo ancora la prima volta che vi sono entrata, ho sentito quell'odore piacevole di stantio che solo i teatri di una certa età sanno donare e ho sentito che quel luogo in qualche modo mi apparteneva. Guardai il palco in legno pieno di chiodi e vi...

Una tazza fumante di...

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Disegno di Davide Poli In questi giorni stavo pensando a quel momento della giornata in cui finalmente ci sediamo sulla nostra poltrona o divano, prendiamo il libro che abbiamo deciso di leggere e con una tazza di caffè oppure tè fumante ci immergiamo nella storia. E' come se quel piccolo fumo vaporoso ci sollevi e ci trasporti all'interno di un mondo che non ci appartiene propriamente ma che vogliamo esplorare. Non sempre decidiamo di fare viaggi piacevoli o sereni, le storie a volte sono torbide, insidiose e spiacevoli. In fondo però sappiamo che quel vapore caldo ci protegge, come un fedele amico ci permette di osservare, capire e provare emozioni inesplorate, ma senza farci cadere davvero. E' così che io vedo quel raro momento di solitudine e raccoglimento in cui esiste solo qualcosa di impalpabile ma che ci culla dolcemente. Immagino che le storie si espandano proprio tramite quell'essenza ariosa, quel profumo dolce amaro che ci accompagna e ci fa vivere per un...

La magia di una storia non ci abbandona mai...

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Disegno di Davide Poli In un momento in cui la fantasia sembra schiacciata definitivamente dalla realtà io voglio invece immaginare, sognare e creare! Quando ho visto questo disegno realizzato da Davide mi sono detta che la creatività è un mondo che non può e non deve sparire. Così mi è venuta in mente “La storia infinita”... All'interno di questa storia il viaggio che il giovane guerriero Atreiu compie è volto a salvare Fantàsia, un regno meraviglioso che ogni essere vivente crea con la propria fantasia, pezzo per pezzo come fosse un immenso puzzle. Fantàsia è in pericolo, l'entità oscura “l nulla” avanza inesorabilmente distruggendo porzioni intere di quel regno. L'eroe di quel mondo immaginario, Atreiu, non è però il vero protagonista perché, in realtà, chi deve salvare davvero tutto è Bastian, il ragazzino che realmente legge quel libro e che per magia entra a farne parte. Bastian si trova dinnanzi alla scelta di cedere alla realtà oppure tornare nuovamente a fantas...

Una primavera fa...

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Disegno di Davide Poli Podcast, titoli di giornale, post sui vari social network, in questo periodo recitano la stessa identica frase: “E' passato un anno dall'inizio di un incubo”. Se un anno fa mi avessero detto che non avrei potuto vedere il mio compagno per mesi interi, che mi avrebbero costretto a stare in casa e che mi avrebbero negato un futuro sereno non ci avrei creduto e invece è successo, proprio nel nuovo millennio. Ciò che non riesco a capire di tutto questo pandemonio è che dopo tutto questo tempo siamo ancora al punto di partenza. Cos'è cambiato? Abbiamo dato un nome al virus? Ci siamo occupati veramente di noi stessi? Siamo diventati migliori? Le mie sono domande retoriche con un pizzico di sarcasmo, ma temo che davvero tutto si riduca a questo, a domande senza risposta. Viviamo nell'era della più sfrenata tecnologia, la scienza sta andando di pari passo, eppure ci stiamo ancora domandando come sconfiggere un virus, uno dei tanti. Com'è possibile ...

Un momento di naturale serenità...

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In momenti di sconforto o incertezza ciò che desideriamo di più è passare una piccola parte della giornata (o tutta se possibile) in un luogo dove il tempo si è fermato, dove la frenesia della nostra vita non ci attanaglia la mente e dove i pensieri si placano. Pensiamo sempre che il nostro tempo debba essere organizzato al minuto e tendiamo a non avere attimi per noi. Non si tratta di ozio o dolce far niente, ma di stare per un minuto, un'ora o un giorno in pace con noi stessi e spesso sono proprio luoghi inaspettatamente belli che ci donano questo tipo di sensazione. Così, In questi giorni di semi-libertà io e Davide abbiamo deciso di scegliere un parco vicino ad uno dei laghi in zona e dedicarci a lunghe passeggiate spensierate. Era un luogo che entrambi conoscevamo da tempo e che abbiamo frequentato durante le nostre “vite passate”. Questa volta, però, è stato differente perché quel luogo l'abbiamo vissuto in modo diverso, ci ha donato un sapore più dolce e amabile. ...

San Valentino e i ricordi sentimentali...

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Disegno di Davide Poli Qualche giorno fa, precisamente domenica, era San Valentino. Non voglio tediarvi con discorsi storico filosofici o sulle particolari origini di questa ricorrenza che non hanno nulla di romantico ma un sapore molto più “profano”, semplicemente vorrei parlarvi del MIO San Valentino perfetto. Anni fa avremmo anelato ad un divano, una serie tv, il proprio compagno o compagna al nostro fianco e una tazza fumante di caffè o tisana. Quest'anno direi che abbiamo abusato di questa immagine considerando che è diventata la nostra quotidianità. Io vorrei raccontarvi dei piccoli momenti passati che mi hanno fatto stare bene. I miei giorni “ valentinosi ” perfetti sono stati due. Il primo è un ricordo molto bello e romantico di una vacanza in montagna, ve ne ho parlato qualche articolo fa. Vi racconto, però, un altro aneddoto legato a quella vacanza. Oltre alla neve copiosamente presente, c'è stato un ilare siparietto alla “Zelig”. Il piccolo albergo aveva anche ...

Il mondo della tecnologia ci aiuta davvero?

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Disegno di Davide Poli Quando ho bisogno di scrivere o di isolarmi, in genere, mi rinchiudo nella mia camera, un piccolo micro mondo che negli anni ho modificato a mia immagine. E’ un misto tra la me adulta e la me bambina, perché non ho mai voluto abbandonare quel lato semplice e fanciullesco che mi appartiene. Così utilizzo il mio letto matrimoniale “alla francese” come scrivania, vi ci appoggio il mio portatile e comincio a scrivere, dopo essermi messa le cuffie per ascoltare della buona musica rilassante.  Per fare tutte queste operazioni ho utilizzato oggetti tecnologici, senza i quali sarebbe più difficile pubblicare sul mio blog o addirittura scrivere. La tecnologia negli anni è cambiata, si è evoluta fino ad invadere in maniera prepotente la nostra vita. Le nuove generazioni non hanno idea di cosa sia una cabina telefonica, un telefono fisso, le chiamate interurbane e in alcuni casi una radio oppure una sala giochi. Che dire anche delle care lettere spedite per posta ...

Le menti in fuga non esistono più?

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Disegno di Davide Poli Mai come in questo momento stiamo vivendo attimi di totale incertezza. Non poter fare alcun tipo di progetto a lungo termine o a breve termine, a mio parere, è veramente snervante. Ho pensato tante volte di migrare verso luoghi più freddi, forse dal punto di vista climatico, ma molto più caldi per le possibilità offerte. Insomma avrei voluto far parte, in un certo senso, di quel caso sociale chiamato “ fuga di cervelli ”. Qualche anno fa questo tipo di avvenimento era considerato un vero e proprio fenomeno. Si urlava allo scandalo sociale, poiché molti giovani e non avevano deciso di migrare verso porti più sicuri e accoglienti. Purtroppo  il nostro paese è diventato un luogo stantio, paludoso, dove le opportunità spesso vengono  stroncate sul nascere o addirittura nemmeno considerate a priori. Per esempio: l’iter burocratico per chiedere un finanziamento, anche non a fondo perduto, è talmente macchinoso che chiunque decida di imbarcarsi in quest...

Dai Diamanti non nasce niente, dal letame nasce un fiore!

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Logo DiSognatori realizzato da Davide Poli In questi giorni pensavo a cosa scrivere e mi sono resa conto che in quest’ultimo periodo mi è successa una cosa bella e bizzarra allo stesso tempo. A marzo dell’anno scorso siamo entrati in un tunnel vorticoso e pieno d’insidie, qualcosa che nessuno di noi si sarebbe mai aspettato e che storicamente non succedeva da decenni. E’ facile farsi trasportare dal tedio del tempo, dalla noia e dal crogiolarsi in qualcosa che ci fa soffrire. Tuttavia c’è altro di cui non sempre teniamo conto, ovvero che da un accadimento increscioso può nascere qualcosa di bello, affascinante e pieno di speranza.  E’ ciò che è successo a me e Davide. Mi perdonerete, spero, se spesso coinvolgo anche lui ma, come avrete ormai ben capito, il mio compagno di vita è parte integrante di ciò di cui vi parlerò. Da un momento difficile, non solo socialmente ma anche personalmente, ha preso vita in modo concreto il progetto “ DiSognatori ”. DiSognatori è il nostro duo...

"Ozio"... un amico sincero...

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Disegno di Davide Poli Sono giorni che mi arrovello per trovare un nuovo argomento. Inutile dire che il periodo che stiamo vivendo è veramente snervante e così ogni tanto mi sento in qualche modo ferma, senza idee. Tuttavia questa volta il mio processo creativo si è svolto al contrario. In genere mi viene in mente un’idea, un argomento da affrontare e così metto tutto nero su bianco, poi Davide realizza l’illustrazione, ma per la prima volta in vita mia mi sono sentita a corto di parole. Così è intervenuto Davide che mi ha fatto una proposta alquanto allettante: lui avrebbe creato un disegno ed io poi avrei scritto una pagina sul blog. Non mi ha detto a cosa pensava esattamente, mi ha solo sottoposto la sua ultima creazione. Quando ho ricevuto l’immagine mi si è subito accesa una lampadina. I colori, i soggetti e ciò che viene rappresentato ha evocato in me una sensazione romantica e malinconica. Non importa chi siano i due protagonisti del disegno, possono essere amici, fratello e s...